Toccanti testimonianze, presso l’Università degli Studi, di solitudine e sofferenza, ma anche di nuovi cammini di speranza, tra lavoro, festa e solidarietà.

di Simona BRAMBILLA

Erano circa quattrocento le persone che questo pomeriggio hanno partecipato al congresso “Separati, divorziati, risposati civilmente tra lavoro e festa”, svoltosi presso l’Università degli Studi di Milano. Molti dei partecipanti hanno scelto di assistere all’incontro perché in prima persona hanno vissuto situazioni dolorose di separazione o divorzio.

Il congresso si è aperto con le testimonianze di quattro persone che, come Maria Grazia (lasciata dal marito dopo 25 anni di matrimonio), hanno affrontato la separazione o il divorzio. Il primo a raccontare la sua esperienza è stato Andrè, un uomo che ha dovuto crescere i figli da solo. La seconda testimonianza riportata è stata quella della signora Louisette, la quale, dopo il divorzio, ha deciso di offrire il suo aiuto alle coppie che stanno vivendo il periodo della separazione. È stato poi il momento di Vittorio, un uomo che per motivi economici è costretto a vivere nella Casa per padri separati di Rho. Infine ha raccontato la sua esperienza Giorgio, il quale, dopo il divorzio, ha scelto di risposarsi civilmente.

In seguito a queste toccanti testimonianze, don Eugenio Zanetti, vicario giudiziale della diocesi di Bergamo, ha cercato di spiegare come la strada della fede sia l’unica via per uscire dal dolore che le separazioni portano con sé. «Bisogna innanzitutto vedere il lavoro come un dono per sé e per gli altri, non solo come strumento per guadagnare – ha spiegato don Zanetti -. È normale lavorare di più dopo una separazione, ma se si segue la fede, lavorare di più diventa un modo per vivere di amore». Riferendosi invece ai momenti di festa, che per le persone separate possono significare dolore e solitudine, don Zanetti ha invitato tutti i partecipanti a condividere queste occasioni con la comunità cristiana.

L’intervento successivo è stato quello di Emanuele Scotti, vicepresidente dell’Associazione Famiglie Separate Cristiane, che ha esposto i risultati di un’indagine condotta a livello nazionale ed internazionale sulle iniziative ecclesiali di sostegno per le persone separate. «Seppur molto diverse tra loro, queste iniziative hanno un comune denominatore – ha concluso il dottor Scotti –: fare in modo che chi conosce il dolore della separazione possa essere aiutato a riconoscere la forza della fede».

Al termine del congresso sono intervenuti, infine, i coniugi Jones che, durante un momento di crisi, hanno partecipato al programma del Ministero di Retrouvaille e sono così riusciti a ritrovarsi e a trascorrere insieme il 45° anniversario di matrimonio. 

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