Il Vicario episcopale monsignor Garascia presenta il percorso formativo che prenderà il via il 10 ottobre a Seveso, «per accompagnare le Comunità a vivere una reale comunione per la missione»

di Veronica TODARO

Monsignor Patrizio Garascia

Sabato 10 ottobre prende il via il percorso formativo dedicato alle Diaconie promosso dalla Zona pastorale V. A spiegare di cosa si tratta è monsignor Patrizio Garascia, vicario episcopale di Zona V: «L’idea di trovare strumenti e percorsi per aiutare e accompagnare le Comunità pastorali a vivere una reale comunione per la missione – è nata all’interno della Commissione arcivescovile per la Pastorale d’Insieme e le nuove figure di ministerialità. In particolare si è pensato di partire dalla diaconia, cioè da quel gruppo di persone composto da preti, diaconi, religiose e laici che hanno il mandato di mettersi a servizio della Comunità (da qui il nome diaconia), attuando le decisioni assunte entro il Consiglio pastorale. La diaconia è perciò una realtà decisiva all’interno della Comunità pastorale».

La Zona V (Monza e Brianza) si è candidata per iniziare questo cammino, che verrà poi esteso progressivamente alle altre Zone. Si parte da qui perché in questa Zona sono ben 33 le diaconie costituite, corrispondenti ad altrettante Comunità pastorali. «Il percorso, per la cui costruzione e attuazione abbiamo pensato di avvalerci dell’Azione Cattolica Ambrosiana – sottolinea il Vicario – prevede 4 incontri, due di carattere generale e due di tipo laboratoriale e interattivo».

Il titolo che è stato scelto – «Diaconia da “sogno” a “segno”» – si presta volutamente a diverse interpretazioni. La diaconia si colloca certamente dentro un “sogno”, cioè dentro una “visione” della Chiesa che, come dice la Lumen Gentium nel primo capitolo, è anzitutto un “Mistero”. «È una realtà che ci supera coinvolgendoci, perché ha a che fare con il Mistero di Dio – precisa Garascia -. Eppure è nello stesso tempo “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”, la Chiesa è come un “sacramento”. Ecco, la diaconia nel suo porsi e nel suo vivere vuole essere un “segno”, quasi sacramentale, della vita nuova che nasce dall’incontro con Gesù. E nello stesso tempo rimandare continuamente al “sogno”, al Mistero. La scommessa è che un percorso come quello proposto aiuti a respirare, a fare cioè esperienza di un gusto di vita nuova che nasce dalla gioia del Vangelo».

Il percorso per le diaconie si colloca dentro un anno caratterizzato da una parte dalla Lettera pastorale dell’Arcivescovo Educarsi al pensiero di Cristo e dall’altra dalla visita pastorale già iniziata nei Decanati. «Sarà interessante domandarci come l’immedesimazione con il pensiero e i sentimenti di Cristo determini la fisionomia della diaconia, delle relazioni, dell’impostazione di un lavoro pastorale – conclude il Vicario -. E la visita pastorale può essere una occasione propizia per una verifica del cammino svolto e di individuazione dei passi da fare».

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