Dopo la strage di Alessandria d’Egitto l’Arcivescovo ha espresso la solidarietà della Diocesi alla Chiesa sorella nella Messa per la Pace e nella Festa dei Popoli. Ieri visita ufficiale di don Bottoni al vescovo Anba Kyrollos

ecumenismo

Ieri mattina, su incarico del cardinale Dionigi Tettamanzi, don Gianfranco Bottoni, responsabile del Servizio Ecumenismo e Dialogo della Diocesi, ha reso visita ufficiale a sua Eminenza Anba Kyrollos, vescovo copto ortodosso, presso la chiesa della Santa Vergine Maria a Cinisello Balsamo, sede locale della Chiesa copta ortodossa egiziana, che fa parte del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano.
Un nuovo segno di vicinanza da parte della Diocesi ambrosiana nei confronti della Chiesa sorella duramente colpita dal gravissimo attentato di Alessandria d’Egitto. Già all’indomani dell’eccidio, l’1 gennaio, nell’omelia della Messa per la Pace celebrata in Duomo con i rappresentanti delle altre Chiese cristiane di Milano, l’Arcivescovo aveva espresso la sua solidarietà ai copti, ricordando i cristiani che nel mondo sono discriminati e perseguitati a motivo della loro fede. «La coerenza non è sempre facile e può costare moltissimo – aveva detto in quella occasione il Cardinale -. Così come è costata moltissimo ai ventuno cristiani copti uccisi ieri notte in un attentato mentre erano in preghiera ad Alessandria d’Egitto. Episodio grave e non isolato, purtroppo: in questi mesi in ragione della loro fede sono stati perseguitati e uccisi altri cristiani in Iraq, Pakistan, Filippine, Nigeria, India e in altri Paesi». Gli autori di questi atti di violenza – aveva continuato Tettamanzi – non sono solo nemici dei cristiani, «ma di tutte le religioni, e anzitutto persecutori e nemici dell’uomo e del suo desiderio profondo e inalienabile di esprimere il desiderio di Dio». Parole che richiamavano e rilanciavano il fermo monito contenuto nel messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale della pace.
Successivamente, il 6 gennaio, nella Festa dei Popoli in occasione dell’Epifania, proprio a ridosso del Natale dei copti ortodossi, l’Arcivescovo è tornato sull’accaduto per ribadire loro la vicinanza della Chiesa ambrosiana. «Siamo vicini agli ortodossi copti, così numerosi a Milano e in Diocesi. Preghiamo perché cessino le prove della persecuzione e le continue e violente minacce che stano subendo. E mentre preghiamo, esprimiamo loro il nostro affetto e la solidarietà concreta: se dopo le preghiere li lasceremo isolati, da soli, li esporremo ancor più al pericolo di chi – bestemmiando nei fatti il vero Dio – vuole fare loro del male. Impedire e soffocare con la violenza la libertà di vivere la propria autentica fede, equivale a spegnere la civiltà e il futuro della società! Tutti, cittadini di ogni religione e istituzioni di ogni ordine, dobbiamo impedire questo imbarbarimento. Tocca anzitutto a noi fedeli di Cristo esprimere questa solidarietà, questa vicinanza che crea legami, comunità, difesa, scudo per chi è minacciato per il proprio credo religioso, per la propria fede nel Dio che si fa uomo».

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