L’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo promuove un evento in occasione dei 50 anni di attività della Scuola e della rivista “Comunicazioni sociali”

«”È la vita che vi afferra e vi trascina”: l’Università Cattolica e la ricerca sui media dal dopoguerra agli anni Settanta» è il titolo del convegno internazionale che si aprirà lunedì 21 marzo alle 9.30 (aula NI 110, via Nirone 15, Milano) e continuerà martedì 22, a partire dalle 9.30, per celebrare le attività dell’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) e i 50 anni della rivista Comunicazioni sociali. L’iniziativa è promossa dal dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo in collaborazione con Almed.

La Scuola di comunicazione è nata come Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi nell’anno accademico 1961-62 a Bergamo, sotto la conduzione di Mario Apollonio, e si è trasferita poco dopo a Milano nella attuale sede di via Sant’Agnese. Il progetto che si è sviluppato da allora riguardava la ricerca scientifica e la formazione professionale che il mondo cattolico voleva indirizzare ai settori del teatro, del cinema, della televisione, della pubblicità e del giornalismo.

All’evento parteciperanno ospiti di altri atenei, anche dall’estero, alcuni padri putativi della Scuola come il filosofo Virgilio Melchiorre (che l’ha diretta) e molti studiosi che sono stati allievi della Scuola, per poi diventarne in diversi casi docenti.

I temi del convegno metteranno al centro due figure rappresentative della Scuola:

Mario Apollonio, fondatore e primo docente in Italia di Storia del teatro nell’immediato dopoguerra, e fondatore sia della Scuola, sia della rivista di studi a essa collegata, l’odierna Comunicazioni sociali. La rivista venne fondata nel 1966 come una serie di Annali della Scuola e compie quest’anno 50 anni: è ancora oggi un veicolo influente del pensiero e delle ricerche sui media e sullo spettacolo espresse dal dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo dell’Ateneo.

Gianfranco Bettetini, direttore della Scuola e poi della rivista dal 1996 al 2011, tra i primi docenti di cinema e di media dell’Università in Italia negli anni Sessanta, e in quegli anni – insieme a Umberto Eco – figura centrale in Italia nella fondazione della semiotica dei media.

Lunedì 21, dopo l’introduzione del rettore Franco Anelli e dell’assistente generale monsignor Claudio Giuliodori, apriranno i lavori il preside della facoltà di Lettere e filosofia Angelo Bianchi, il direttore del dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo Fausto Colombo, e Ruggero Eugeni, direttore di Almed.

Martedì 22 il documentario di Riccardo Rovescalli, responsabile del Centro Audiovisivo dell’Ateneo, Dalla scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi all’Almed, aprirà la tavola rotonda con alcuni protagonisti della storia della Scuola: Giorgio Simonelli, Virgilio Melchiorre, Gianfranco Bettetini e Libero Ranelli. Il video, disponibile sul sito della Scuola, raccoglie interviste ai protagonisti della storia di Almed con spezzoni d’epoca e utilizza clip riprese da filmati degli studenti.

Al termine della tavola rotonda, alle 17.30 andrà “in scena” l’evento ComStory. I ruggenti 50 anni di Comunicazioni Sociali, racconto per attori, immagini e professori scritto da Claudio Bernardi, docente di drammaturgia dell’Università Cattolica, e interpretato dai personaggi di fantasia “Vita” (Matilde Dondena) e “Pensiero” (Daniele Giulietti) e dai membri della redazione di Comunicazioni Sociali (Paolo Braga, Roberta Carpani, Adriano D’Aloia, Massimo Locatelli, Laura Peja, Massimo Scaglioni, Nicoletta Vittadini). La performance attraverserà le tappe fondamentali della storia della rivista, strettamente legate agli eventi sociali, politici e culturali dell’ultimo mezzo secolo: dalla fondazione degli Annali della Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi da parte di Mario Apollonio nel 1966, fino al nuovo corso (dal 1971 al 1995) con Virgilio Melchiorre, durante il quale gli Annali diventano Comunicazioni Sociali, per continuare con la direzione di Gianfranco Bettetini (1996-2011), che traghetta la rivista nel nuovo secolo e passa il testimone a Chiara Giaccardi, dal 2012 particolarmente attenta al riconoscimento scientifico della testata (che adotta un nuovo sottotitolo in inglese: Journal of Media, Performing Arts and Cultural Studies) e alle sue espansioni digitali.

 

 

 

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