Il presidente don Colmegna: «Vogliamo alzare lo sguardo, nonostante il momento sia difficile». Il Comune finanzierà un progetto legato ai migranti “vulnerabili”. Organizzato anche un calendario di performances teatrali e musicali: tra i partecipanti l’attrice Lella Costa

di Claudia ZANELLA

«Quest’anno, nei mesi di luglio e agosto, la Casa della Carità apre le sue porte a tutta la città, a tutti i cittadini che non vanno o non possono andare in vacanza»: così don Virginio Colmegna ha presentato le attività estive della Fondazione da lui presieduta, in un incontro svoltosi ieri in sede.

Don Virginio ha ricordato che i valori e gli obiettivi della Fondazione sono la carità e la solidarietà verso i più deboli, offrendo aiuto a quanti sono dimenticati e vivono in una condizione di “invisibilità”. Durante l’estate, però, la Casa della Carità si offre di accogliere anche chi non vive una situazione di disagio così accentuata, ma «soffre la solitudine, la chiusura di tanti luoghi di socializzazione, la difficoltà a condividere un pasto, l’assenza di alternative al richiudersi in casa davanti a un televisore» ha spiegato. Così vengono proposti progetti diurni aperti a quanti vogliano partecipare, altrettante occasioni di socializzazione e integrazione. In particolare don Virginio ha ricordato i tornei sportivi e i momenti ludici organizzati nel quartiere e il centro diurno per anziani, che fa parte del progetto Casa Anziani. È stato inoltre approntato un calendario di serate di performances teatrali, artistiche e musicali, a cui sono stati invitati anche personaggi dello spettacolo: tra loro Lella Costa, presente all’incontro dell’1 agosto.

 «Vogliamo alzare lo sguardo, nonostante il momento sia difficile, perché la crisi non ci ha risparmiato», ha chiarito Colmegna presentando i nuovi progetti. Con serie difficoltà di bilancio, la Casa della Carità cerca ugualmente di non arrendersi e di portare avanti il cammino iniziato dal suo fondatore, il cardinale Carlo Maria Martini. «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, ma siamo ottimisti per via dei tanti messaggi di sostegno e incoraggiamento ricevuti. Per questo ci permettiamo di chiedere, innanzitutto alla nostra città, di dare una mano a questa istituzione. Di "regalare speranza" alla Casa della Carità, per evitare che la nostra sfida, fatta di accoglienza gratuita e di promozione culturale, si concluda», ha specificato Colmegna.

Per ribadire l’importanza della Fondazione agli occhi del Comune di Milano e per esprimere il proprio appoggio, è intervenuto Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e alla Cultura della Salute a Palazzo Marino: «Ci sentiamo corresponsabili delle attività, della funzione, del destino di Casa della Carità». Per questo il Comune ha presentato un progetto legato alla questione dei migranti "vulnerabili", ovvero quanti tra loro vivono situazioni complicate e di estrema fragilità. Con l’approvazione di questo accordo, dovrebbero giungere risorse statali utili a «permettere di fare di Casa della Carità, molto più di quanto lo sia già oggi, un laboratorio che si occupi di percorsi di inclusione per immigrati in situazioni di grave difficoltà», ha affermato Majorino. L’assessore ha inoltre sottolineato come la Fondazione si ponga in termini innovativi rispetto ad altre associazioni: ha ricordato infatti la capacità di partecipare a programmi originali e importanti come il progetto Buon fine (siglato con Coop), volto alla distribuzione di prodotti ancora usufruibili, ma non più vendibili (perché prossimi alla scadenza o aventi confezioni danneggiate).

Colmegna ha quindi concluso ricordando che, oltre al potenziamento del Centro anziani, si cercherà di migliorare il servizio per i Rom. Ci saranno seminari interni per vedere se «è possibile trovare un percorso che consolidi il cammino che stiamo facendo e che ci sta portando grandi risultati». Don Virginio si è infine rivolto agli artisti e ai giovani: «Venite a cantare o a suonare, a divertirvi, a offrire un momento ludico o uno spettacolo. Sedetevi con i nostri ospiti e fateli partecipi, perché ricordatevi che i protagonisti delle nostre serate sono e resteranno sempre loro».

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