Lo spazio che ospitava la struttura di fratel Ettore alla Stazione Centrale sarà inaugurato alla presenza del cardinale Scola. Al via un corso di formazione per volontari, campagna di sostegno attraverso la vendita di panettoni mignon

di Silvio MENGOTTO

LO SPOT CARITAS

Durante l’inverno a Milano si muore ancora di freddo. Nello spazio che per trent’anni ha ospitato il rifugio dei senza dimora di Fratel Ettore, vicino alla Stazione Centrale, a dicembre sarà aperto il “Rifugio Caritas” per il ricovero notturno dei senza dimora, gestito dalla Caritas Ambrosiana e promosso da Ferrovie dello Stato Italiane, Enel Cuore, Fondazione Cariplo e Fondazione Milan. Il nuovo progetto è stato presentato ieri nella sede di Caritas Ambrosiana, alla presenza del presidente monsignor Luigi Testore, del consigliere Enel Carlo Papa, del responsabile per le politiche sociali del gruppo Fsi Amedeo Piva, di Rocco Corigliano per la Fondazione Cariplo e di Laura Masi, segretaria generale della Fondazione Milan Onlus.

A Milano ogni anno sono 3500 i senza dimora. Solo 1500 i posti di rifugio resi disponibili dalle strutture pubbliche e del volontariato che possono offrire un’assistenza immediata. La struttura in via Sammartini 114 sarà operativa dopo l’inaugurazione prevista il 16 dicembre, alle 11.30, alla presenza del cardinale Angelo Scola e dei rappresentanti delle autorità civili milanesi.

Monsignor Testore ha ricordato che oggi la figura dei senza tetto è più sfumata di un tempo. Sono molti a non portare più la “divisa”, rischiando così l’invisibilità. Sono aumentate le separazioni e le disgregazioni familiari, a volte anche l’improvvisa perdita di lavoro è all’origine del processo di emarginazione. Per Testore «il Rifugio Caritas è pensato e strutturato come percorso sociale nel quale, dall’emergenza, il senza dimora possa trovare un accompagnamento per superare la situazione di esclusione».

C’è bisogno di cercare per strada le persone emarginate, di prenderle per mano e riaccompagnarle a rialzarsi poco alla volta. “Rifugio Caritas” è un punto di partenza, la tappa di un intervento più ampio all’interno dei servizi Caritas che comprendono un’unità di strada, il Servizio Accoglienza Milanese (Sam), il Servizio di accoglienza per immigrati (Sai), un centro diurno, oltre 200 appartamenti di seconda e terza accoglienza a disposizione di chi ha già riconquistato un piccolo reddito.

Il ricovero notturno offre 56 letti, una sala comune per la colazione e la convivialità, una stireria e una lavanderia. Il ricovero verrà gestito da uno staff composto da un coordinatore, due educatori, cinque custodi presenti a turno sia di notte, quando il centro è aperto, sia di giorno, quando chiude.

Il “Rifugio Caritas” rientra nel progetto “Un cuore in stazione” ideato dalle Ferrovie dello Stato Italiane e da Enel, che ha consentito di potenziare nelle principali stazioni del Paese una rete di centri di accoglienza per i senza dimora. Per Amedo Piva è necessario «lavorare in rete con le istituzioni e le associazioni di volontariato e creare una rete di solidarietà». Per Corigliano «la collaborazione moltiplica i risultati» e l’obiettivo è quello di costruire per i senza dimora un percorso di inclusione sociale.

Parte anche la campagna di raccolta fondi lanciata dai partner del progetto per la copertura delle spese gestionali. I cittadini potranno dare il loro contributo versando un’offerta a Caritas Ambrosiana o acquistando i panettoni mignon che verranno venduti sui treni (ne è prevista la vendita di 50 mila). La campagna prevede anche la proiezione di uno spot-guida all’iniziativa realizzato dal regista Giacomo Gatti. L’idea dello spot è quella di far riflettere i cittadini sulla condizione dei senza tetto: «Quattro senza dimora, scelti ognuno a rappresentare una categoria diversa del mondo della strada, si preparano a passare la notte su una panchina, compiendo ognuno i gesti che tutti noi facciamo prima di addormentarci: c’è chi legge, chi accende l’abatjour, chi sistema le pantofole, chi si lava i denti. Naturalmente è un sogno, il desiderio di una vita normale che non c’è più. Poi, improvvisamente, sulla scena irrompe un treno che ci riporta alla realtà». Il video è realizzato in due differenti versioni (30 e 55 secondi) e verrà distribuito in alcuni network televisivi. La Fondazione Milan lo proietterà sugli schermi giganti dello stadio di San Siro, ma sarà presentato anche sui monitor delle principali stazioni, sui video della metropolitana e nelle sale cinematografiche di Milano e provincia.

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