Due realtà dell'accoglienza milanese insieme per garantire nuovi alloggi d'emergenza, per unire musica e sociale in uno spazio culturale e ricordare il cardinale Martini

Don Virginio Colmegna

Due importanti realtà del sociale milanese, l’Istituto Beata Vergine Addolorata (Ibva) e la Casa della Carità, mettono in comune le loro strutture e le loro competenze per dare risposte concrete ai bisogni di accoglienza e alle domande di cultura della città. Il protocollo d’intesa verrà firmato martedì 16 ottobre, alle 15.30, in una cerimonia pubblica che vedrà la partecipazione del presidente dell’Ibva Giancarlo Melzi d’Eril e del presidente della Fondazione Casa della Carità don Virginio Colmegna.

Partendo da una visione condivisa sui temi dell’ospitalità e della cura delle persone più deboli, hanno deciso di affrontare il problema dell’emergenza abitativa in un momento di forte crescita degli sfratti. Nell’ambito del progetto “Abitare solidale”, saranno messi a disposizione dall’Ibva, nel complesso di via Calatafimi 10, nove appartamenti, arredati e confortevoli, per ospitare le famiglie in difficoltà, gli anziani in condizioni di abbandono, le mamme con bambini e i giovani stranieri che ogni giorno chiedono sostegno alla Casa della Carità.

L’idea alla base dell’accordo tra l’Ibva e la Casa della carità è affiancare a questo tipo di interventi anche un’intensa attività artistico-culturale che affondi le sue radici proprio nell’incontro quotidiano con il disagio e la marginalità. In particolare, l’intesa promuoverà il progetto “Nuovi Trovadori”, un gruppo multietnico nato all’interno dei percorsi di accoglienza della Casa e diventato un’autorevole testimonianza di quanto la musica possa favorire la coesione sociale. La sede del gruppo sarà in via Calatafimi e diventerà un palcoscenico centrale per dare nuovo spazio a un’esperienza artistica che ha già riscosso consensi mettendo in musica le poesie di padre David Maria Turoldo nel ventennale della sua scomparsa. L’Ibva, inoltre, sarà attivamente coinvolto nel progetto pensato dalla Casa della Carità e dal Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano per costruire “L’orchestra dei popoli” e garantire a giovani in condizioni di difficoltà economiche, spesso provenienti da altri paesi, la possibilità di studiare musica ad alto livello.

A poche settimane dalla scomparsa del cardinale Martini, figura che per anni è stata un riferimento per entrambe queste realtà, l’Ibva e la Casa della carità proporranno alla città un percorso comune di riflessione sull’eredità spirituale, culturale e sociale del cardinale. Con il progetto “Rileggiamo Martini”, verrà organizzata una rilettura pubblica di alcuni dei più importanti scritti di Martini, con l’apporto di autorevoli personaggi del mondo della cultura che, partendo dai testi, stimoleranno la riflessione e il dibattito.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi