Spiega don Maurizio Oriani, “fidei donum”: «I fedeli chiedono
che mostriamo loro come si possa vivere seguendo il Vangelo»

di Francesca LOZITO

I valori che si stanno perdendo, la novità dell’annuncio del Vangelo. Si muove su questi due piani il ministero di don Maurizio Oriani, “fidei donum” della Diocesi di Milano, dal 2008 è a Lusito, in Zambia. «Stare in un luogo così aiuta a rimettersi in discussione», afferma come premessa. E aggiunge: «Qui tutto è più amplificato, si vivono gli estremi di ogni cosa. Quel che da noi è scontato, infatti, diventa una sfida: sconfiggere la fame e le malattie, la possibilità di studiare». Le prime domande che rivolgono i fedeli sono quelle di un aiuto economico, «ma poi – spiega ancora don Maurizio – arriva la richiesta più profonda: chiedono che mostriamo loro come si possa vivere seguendo il Vangelo». Perché la globalizzazione dell’indifferenza, così come la chiama papa Francesco, anche in questi luoghi sta lasciando ferite profonde: «La crisi della famiglia qui deriva in gran parte dagli effetti della globalizzazione. Ma anche il senso di comunità fondato sulla cooperazione, sulla fraternità. Non si tratta di valori estranei al popolo Tonga (che vive in Zambia). Anzi, si tratta di valori connaturati nella loro civiltà, ma che si sono persi. Si tratta di recuperarli e infonderli nuovamente nelle persone».

Per questo, conclude don Maurizio, costruire la fraternità «da una parte significa recuperare questi valori, dall’altra rilanciare proponendo la sfida di seguire il Vangelo».

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