Una canzone della Gang Styler Boys racconta l’esperienza quotidiana nell’insediamento autorizzato, che chiuderà a fine mese e che è al centro anche di un libro edito da In Dialogo

campo rom di via Novara

Che cosa è un campo rom? Lo hanno descritto, denunciato, studiato in tanti. Sociologi e giornalisti. Amministratori e politici. Preti e operatori sociali. Non lo hanno mai raccontato i ragazzi che nel campo ci sono nati e cresciuti. La Gang Styler Boys, nata nell’insediamento regolare di via Novara, ha finalmente trovato le parole e il ritmo giusto per farlo, componendo una canzone rap che si può ascoltare in streaming sul sito del giornale di strada Scarp de’ Tenis

Vita da rap, questo il titolo del pezzo, parla dei topi e della sporcizia, del desiderio di una vita migliore, dell’ambizione per la fama e la notorietà, desideri legittimi di ogni adolescente. Ora che il campo comunale sta per chiudere (il definitivo smantellamento è annunciato alla fine di luglio) la canzone è anche il saluto a un periodo della vita. Un periodo che volge al termine e che bisogna chiudere come tutti gli adolescenti di ogni epoca e nazione sanno, dai Ragazzi della via Paal del romanzo di Ferenc Molnár ai ragazzi (e le ragazze) di via Novara.

I ragazzi (e le ragazze) di via Novara. L’avventura educativa in un campo rom di Milano è per l’appunto anche il titolo del libro (edizioni In Dialogo, 87 pagine, 14 euro), in cui si riassume l’intervento educativo degli operatori di Caritas Ambrosiana nei confronti degli adolescenti divenuti grandi lungo questo vialone alla periferia della città. Una sfida in cui tenacemente si è creduto nonostante la fatica di una vita dura in case di latta sempre troppo piccole e fredde, il sospetto e l’inimicizia di chi ti sta attorno, le parole d’odio, i pregiudizi degli stessi rom nei confronti di una cultura estranea, i meccanismi automatici di auto-esclusione che scattano in ogni ghetto. Anche questo un bilancio per un’esperienza che termina.

La chiusura del campo è l’esito di una vicenda iniziata almeno due anni fa, da quando l‘area è stata destinata alle opere di infrastrutturazione dell’Expo 2015. Ma da diversi anni prima Caritas Ambrosiana con molte famiglie stava perseguendo la prospettiva di un superamento del campo verso soluzioni abitative più dignitose. Il blocco dei fondi del cosiddetto “Piano Maroni”, da un lato, i tentennamenti e le contraddizioni della politica, dall’altro, le condizioni proibitive del mercato immobiliare e, da ultimo, la perdita del lavoro di diversi capifamiglia rom a causa della crisi economica hanno reso straordinariamente difficoltoso questo processo.

Al momento nel campo di via Novara sono presenti 94 persone (20 famiglie); per alcune di loro (41 persone per un totale di 10 famiglie) sono già state configurate delle soluzioni; alle altre 10 famiglie, per quelle che vorranno accettare, verrà proposta dal Comune una collocazione temporanea. Smantellato il campo, Caritas Ambrosiana non smetterà di accompagnare le famiglie rom più in difficoltà verso il loro pieno inserimento sociale.

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