Nella quarta domenica d’Avvento il cardinale Scola, proseguendo il suo ciclo di predicazione sul tema “La vicinanza del Mistero”, ha domandato a sacerdoti e religiosi di rinnovare la loro disponibilità per il ministero della confessione

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OMELIA DEL CARDINALE (TESTO)

OMELIA  DEL CARDINALE (VIDEO)

Nella quarta domenica d’Avvento, questo pomeriggio alle 17.30, il cardinale Angelo Scola ha presieduto in Duomo la Messa a cui hanno preso parte diverse migliaia di fedeli.

Durante la celebrazione l’Arcivescovo ha proseguito il suo ciclo di predicazioni sul tema conduttore “La vicinanza del Mistero”, avviato domenica 13 novembre e che proseguirà per tutto l’Avvento ambrosiano. In questa occasione l’omelia del Cardinale si è sviluppata a partire dal passo delle Scritture “Benedetto colui che viene!”.

Partendo dalla considerazione che «il Messia (…) entrando in Gerusalemme (…) assume la sfida del male» e che «il volto dell’Atteso è la misericordia», l’Arcivescovo ha sottolineato che «si conosce veramente l’amore solo quando si viene perdonati». Un’esperienza propria dei cristiani «ogni volta che si accostano al sacramento della Riconciliazione», perché «l’uomo che smarrisce il senso del peccato si ritrova senza speranza». La misericordia, quindi, come «sorgente di vero progresso» non solo per la vita personale, ma anche per quella sociale.

Per questo motivo il cardinale Scola ha chiesto «ai sacerdoti secolari e religiosi di rinnovare la loro disponibilità per il ministero della confessione. In ogni parrocchia, in ogni decanato, i fedeli debbono poter trovare in chiesa, almeno in certi orari ben definiti, sacerdoti in attesa dei penitenti. E presso i santuari e le chiese maggiori la presenza del confessore deve essere continua».

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