Redazione

Lo sportivo è un uomo libero, puntiglioso nella ricerca di un successo nella vita, con la voglia di nuovi traguardi da superare. Certamente anche lui si è posto più di una volta il bisogno della verità e la domanda sul senso del fare e del vivere. Sport, gioco, studio, lavoro, amore, impegno per gli altri, … per quale scopo, per quale destino, per quale progetto, per quale domani? E con quale garanzia di successo, viste le difficoltà, le sconfitte, gli imprevisti, i condizionamenti…? E il dolore, e la morte? Quanti interrogativi ha mai la vita, anche per chi ne è agli inizi e vi si apre con ottimismo ma non senza responsabilità!

Solo l’uomo Gesù è venuto a dire – oltre il piccolo segmento d’esistenza che noi sperimentiamo a volte così incomprensibile e irrisolvibile – come è profondamente strutturata la “macchina” che noi siamo, quale sia la nostra più vera identità come uomini e il nostro autentico destino. Solo alla luce del vero volto di Dio, che Gesù ci ha mostrato, il progetto-uomo da lui creato può dare una risposta serena al notturno enigma della nostra esistenza: un Dio che è Padre, che ci ha voluti come suoi figli ed eredi, e che ci aspetta per divenire niente di meno che “simili a Lui” (1Gv 3,2). Non c’è altra cornice entro la quale poter oggi leggere in un modo pieno la verità dell’uomo; ogni altra perlustrazione culturale, sociologica, psicologica… è parziale, e quindi sempre insufficiente ed errata.

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