Gli spazi espositivi che raccontano oltre seicento anni di storia, arte e fede della Cattedrale riaprono in un allestimento completamente rinnovato, più moderno e meglio fruibile. Con importanti novità, come la presenza del preziosissimo Tesoro. Inaugurazione nella festa di san Carlo, insieme all'Archivio della Veneranda Fabbrica, anch'esso interamente rinnovato. Alle ore 21.30, uno spettacolo di Video Mapping per festeggiare l'evento. Martedì 5, un convegno internazionale sulle cattedrali d'Europa.

di Luca FRIGERIO

Museo Duomo

Da domani il Duomo di Milano avrà di nuovo il suo museo. Un grande museo, completamente rinnovato nell’allestimento (seppur sempre nella sua sede storica di Palazzo Reale), arricchito nelle sue collezioni, modernamente concepito nella fruizione e nella presentazione.

E questa è davvero una buona notizia, per tutti noi che amiamo la cattedrale ambrosiana, per quello che essa rappresenta con i suoi oltre sei secoli di storia, di arte e di fede. Per ciò che essa testimonia, con le sue guglie affollate di santi, i suoi altari incessantemente illuminati di ceri e preghiere, le sacre processioni dei fedeli e quelle laiche dei turisti, gli uni e gli altri accomunati dalla ricerca della bellezza. Una notizia che aspettavamo da tempo e che ora ci prepariamo a vivere con emozione nel giorno in cui la Chiesa milanese ricorda il suo indimenticato pastore e copatrono, san Carlo Borromeo.

I musei sono organismi vivi, che respirano con lo sguardo del pubblico, che crescono con la curiosità delle scolaresche, coccolati dalle attenzioni degli appassionati. Se così non fosse, sarebbero soltanto polverosi depositi di memorie passate e dimenticate. Quando nel 2005 il Museo del Duomo di Milano chiudeva i battenti per una inderogabile ristrutturazione, la decisione è parsa a tutti sofferta, ma in qualche modo necessaria, e perfino provvidenziale, perchè avrebbe restituito alla città, alla diocesi, al mondo intero un luogo ancora più bello, ancora meglio organizzato, dove conoscere e scoprire quelle vicende uniche, eppure nostre ancora oggi, che hanno portato alla realizzazione di uno dei più grandi capolavori dell’umanità. L’attesa per questo nuovo Museo è stata forse più lunga del previsto, ma, come in ogni autentica storia d’affetti, ora sarà ancora più dolce il ritrovarsi.

Un patrimonio straordinario
Duemila metri quadri di spazi espositivi, ventisette sale, tredici aree tematiche, centinaia di opere d’arte fra sculture, dipinti, oreficerie, arazzi, paramenti, oggetti liturgici. Soltanto numeri, ma che già rivelano un patrimonio straordinario capace di svelare l’anima stessa della cattedrale, con i suoi protagonisti più celebri – gli artisti di fama, i grandi uomini di fede – accanto a quelli più anonimi – i donatori sconosciuti, gli umili lavoratori -, in un’impresa la cui forza creatrice e il cui slancio vitale non sono venuti meno neppure in questi tempi che diciamo difficili (e che lo sono realmente, ma proprio come ogni tempo è stato difficile, a modo suo).

Preso per mano, come si scoprirà dal prossimo 5 novembre, il visitatore sarà così guidato passo passo alla conoscenza del “suo” Duomo, dalla posa della prima pietra nel 1386 alla nascita di uno dei cantieri più fervidi dell’Europa medievale e moderna, attraverso l’epoca dei Visconti, degli Sforza e dei Borromeo, dei Lumi e dei moti risorgimentali, fino alle ferite dell’ultimo conflitto mondiale e i recenti, coraggiosi interventi di consolidamento statico nella continua, incessante manutenzione da parte di una Fabbrica realmente “Veneranda” per dedizione e passione. E, nel mentre, si apprenderanno i segreti di un’arte vetraria incomparabile, delle vivaci e diverse scuole di lapicidi che qui hanno lasciato testimonianza della loro maestria, fino alla genesi del simbolo stesso di Milano nel mondo, l’amata Madonnina che dal 1774 svetta sulla guglia più alta, anch’essa oggetto di un importante intervento conservativo, ancora in corso.

Esposto anche il Tesoro
E quando si parla di “gemme” non lo si fa in modo figurato. Il nuovo, grande Museo del Duomo di Milano, infatti, ospita nella sua sede rinnovata anche il Tesoro stesso della cattedrale, ed è una significativa novità. I preziosissimi avori paleocristiani, i mirabili evangeliari medievali, gli incomparabili manufatti rinascimentali della cattedrale da oggi sono posti a diretto contatto con i capolavori tessili e lapidei, in un percorso finalmente unitario e completo, che permetterà confronti, scoperte, intuizioni.

Rinnovato l’Archivio
E perchè il quadro sia completo, ecco che anche l’Archivio storico è stato interamente rinnovato, presentandosi oggi con un totale riallestimento dei locali di deposito e l’apertura di nuove sale di consultazione, affacciate sull’abside del Duomo, mantenendo così anche visivamente il contatto fra monumento e documenti. Oltre cinquecentomila cartelle con l’ininterrotta documentazione delle diverse fasi costruttive della cattedrale, quasi diecimila volumi su tematiche storiche e artistiche ad esse attinenti, e in più l’intera storia della Cappella musicale, unica nel suo genere, dal XV secolo ai nostri giorni.

Inaugurato nel 1953 dal cardinal Schuster alla presenza dell’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il Museo del Duomo fu uno dei grandi simboli della rinascita di Milano dopo la tragedia della guerra. Oggi, a sessant’anni di distanza, la sua riapertura appare come un segnale di incoraggiamento morale e civile per la metropoli. E non solo. 

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