Ricerca della Bocconi: a Milano le assistenti degli anziani superano per numero medici e infermieri


Redazione

16/04/2008

di Cristina CONTI

La badante è una professione sulla cresta dell’onda. A confermarlo sono i dati di una ricerca dell’Università Bocconi, che vede le assistenti degli anziani superare in numero i medici, gli infermieri e tutti gli altri dipendenti del Servizio Sanitario nel capoluogo lombardo.

Un dato uguale a livello nazionale, dove le badanti sono 700 mila contro i 670 mila camici bianchi stipendianti dal Servizio Sanitario Nazionale. Le stime sono state fatte dal “Centro di ricerche sull’assistenza sanitaria e sociale” dell’Università.

Secondo il sindacato degli infermieri i convitti possono essere una soluzione fino a quando non si decide di avere una famiglia, poi il capoluogo lombardo diventa troppo costoso. A tutto questo si aggiunge un lavoro sempre più spesso alla soglia dello sfruttamento.

«Nelle sale operatorie i ritmi sono pesantissimi. A volte capita di negare gli straordinari a infermieri che già hanno esagerato con il lavoro», spiega Giovanni Mutillo, presidente dell’Ordine. Così però anche la sicurezza rischia di essere compromessa. La possibilità di fare nuove assunzioni si scontra, infatti, anche con le esigenze di bilancio. Gli ospedali non hanno abbastanza fondi per aumentare gli stipendi ai già assunti o dare contratti più lunghi alle nuove leve.

Chi è impegnato nell’assistenza domiciliare agli anziani, invece, costa in media 800 euro al mese per famiglia, che poi fanno sette miliardi di euro l’anno. Una cifra ben lontana da quella indicata dal Governo per il fondo per la non autosufficienza, che è pari a 150 milioni di euro. «La questione è se far rientrare questo costo nel welfare e dove, eventualmente, prendere i soldi», spiega Francesco Longo, del Centro di ricerche della Bocconi.

Oggi sono le famiglie a rimboccarsi le maniche, a litigare con il bilancio e a pagare, ma in futuro potrebbe non essere così. «Si stanno delineando due possibili ipotesi per risolvere il problema del pagamento dell’assistenza domiciliare alla terza età. Si potrebbe da un lato finanziare le badanti con la fiscalità generale, ovvero aumentando le tasse, oppure rimettersi a un’imposta di scopo, come del resto avviene già in Germania», precisa Longo.

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