Il rischio povertà tocca oggi un quinto degli italiani: 40 anni di Caritas dimostrano come l’azione caritativa è davvero efficace ed evangelica quando sa toccare il cuore e cambiare la vita

di Loris CANTARELLI

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Rileggere pastoralmente il cammino di 40 anni e rilanciare le sfide del “farsi prossimo” nel presente in continuo divenire. Alla vigilia della festa liturgica di Cristo Re, le 500 persone a convegno nel Salone Pio XII di via S. Antonio 5 a Milano hanno aperto nel migliore dei modi le celebrazioni per la giornata “40 anni di Caritas in Italia. Con i poveri verso la terra promessa”.
Immediato il richiamo già nella preghiera iniziale agli orientamenti pastorali Educare alla vita buona del Vangelo della CEI per il decennio 2010/2020: “La carità educa il cuore dei fedeli e svela agli occhi di tutti il volto di una comunità che testimonia la comunione, si apre al servizio, si mette alla scuola dei poveri e degli ultimi, impara a riconoscere la presenza di Dio nell’affamato e nell’assetato, nello straniero e nel carcerato, nell’ammalato e in ogni bisognoso” (n.39).
Salutato con affetto mons. Riccardo Pezzoni (primo direttore di Caritas Ambrosiana dal 1975 al 1982, scomparso nella notte di martedì 1 novembre), il vicedirettore Luciano Gualzetti ha introdotto la giornata ricordando che, mentre c’è chi ancora nega la crisi, ben 10 mila famiglie hanno incontrato il Fondo Famiglia-Lavoro voluto dal card. Tettamanzi dalla Messa di Mezzanotte nel Natale 2008.
Per una sintesi ragionata delle numerosissime iniziative caritative compiute dall’ente diocesano e dalle Caritas parrocchiali in questi decenni, è stato chiamato Giuseppe Pasini, oggi presidente della Fondazione Emanuela Zancan e direttore di Caritas Italiana dal 1986 al 1996. «La Caritas in Italia e la storia di una nuova carità» è stata un’entusiasmante riflessione concreta sulle sfide affrontate ancor oggi: la nuova sensibilità avviata dal Concilio Vaticano II ha portato a una maturazione della Chiesa e della società civile, spingendo Benedetto XVI a dire nella sua prima enciclica Deus Caritas Est (2005) che “l’amore nella sua purezza e nella sua gratuità è la miglior testimonianza del Dio nel quale crediamo” (n.31). Forti di quanto fatto finora, oggi ci si deve preoccupare di assicurare l’equilibrio tra la realizzazione dei servizi (che devono essere e apparire segno) e l’animazione della comunità nel vissuto quotidiano.
È toccato poi a mons. Franco Giulio Brambilla, preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Vicario episcopale per la Cultura, aiutare a ragionare su “Quale Caritas per educare alla vita buona del Vangelo?”, ricordando anzitutto che la carità non è solo espressione ma costruttiva dell’identità del cristiano e che, in un mondo radicalmente modificatosi dopo il 1989 (“quando sono crollate non solo le ideologie ma anche gli ideali”), si usano sempre meno termini come “progetto”, “visione comune”. Occorre urgentemente tornare a far appassionare le persone, contro visioni educative che oscillano tra “autosviluppo” (di creature senza debiti verso nessuno) e relativismo della natura “plasmabile” a piacere (fino a programmare non solo quando e quanti figli, ma anche come… condannandoli nella vita a chiedersi se hanno corrisposto ai desideri dei genitori!). Gesù ci dice “i poveri li avete sempre con voi”: e sono un appello alla nostra coscienza, un frammento di Vangelo che ci spinge a rivedere la qualità della vita nelle nostre comunità.
Dopo l’intervento di don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana (che ha notato come spesso siano la Pubbliche Amministrazioni a chiedere aiuto, anziché il contrario come temuto già al convegno di Assago nel 1985…), il presidente della Fondazione Caritas mons. Luigi Testore ha concluso la mattinata con la celebrazione del mandato.
La Giornata è poi proseguita con un ulteriore momento diocesano (una serata di cabaret nel salone degli Angeli Custodi di via Colletta 21 per l’evento giovanile 4 the People) e quelli scelti liberamente da ogni parrocchia (è disponibile il sussidio formativo La difficile carità. Farsi prossimo oggi). Ma la sfida di superare un semplice volontariato per abbracciare il prossimo come Gesù continua ogni giorno.

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