In serata davanti al Duomo la solenne professione di fede in occasione della “Traditio Symboli”. Nel pomeriggio i candidati (118: 70 donne e 48 uomini; 77 stranieri e 41 italiani) dialogheranno con l'Arcivescovo al Centro diocesano

di monsignor Paolo SARTOR
Responsabile diocesano e nazionale del Catecumenato

catecumeni

Dopo un Papa che invita a recitare il Padre nostro, un Vescovo che proclama il Credo. Gesti semplici, ma per nulla scontati o banali; scelte di apertura e di coraggio in un modo che desidera evitare gli infingimenti, ma talvolta preferisce la reticenza alla testimonianza esplicita. Un gesto – quello che il cardinale Angelo Scola compirà in piazza Duomo sabato 23 marzo, con migliaia di giovani e di fronte ai catecumeni della diocesi – capace di mostrare ciò di cui sono ricchi e orgogliosi i cristiani: il dono della fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito santo; la vocazione e per così dire l’ambizione della Chiesa di poter proclamare in semplicità e franchezza il Vangelo di Cristo.

La solenne celebrazione che si svolgerà sabato all’interno della cattedrale e poi in piazza Duomo è detta “Veglia in traditione Symboli”. Ha luogo infatti nel giorno dedicato, fin dai primi secoli del cristianesimo, alla consegna (in latino traditio) del Simbolo della fede ai catecumeni. I candidati – in totale 118: 70 donne e 48 uomini; 77 stranieri e 41 italiani – sono così invitati a completare la preparazione spirituale ai sacramenti dell’iniziazione alla luce del Credo: imparando a comprenderlo maggiormente con l’aiuto dei loro catechisti e padrini, a proclamarlo in verità durante la celebrazione del battesimo e a viverlo in coerenza nella loro nuova esistenza cristiana.

La Traditio Symboli riguarda però anche chi è credente da tempo. Come afferma Sant’Ambrogio, «questo Simbolo è un sigillo spirituale, è la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente: senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro animo». Ecco la bellezza di condividere ogni anno la Veglia tra i giovani della diocesi e quanti – giovani e meno giovani – saranno presto ammessi in via definitiva nella comunione ecclesiale.

Quella della Traditio è parsa quindi la giornata più appropriata per situare sia l’incontro annuale dell’Arcivescovo con i catecumeni, sia la solenne professione della fede che il cardinale Scola aveva suggerito fin dallo scorso anno e che ha poi richiamato tra le attenzioni pastorali dell’Anno della Fede nella lettera pastorale Alla scoperta del Dio vicino, evidenziando l’accoglienza dei catecumeni nella Chiesa (cf n. 13).

Quanto all’incontro, i candidati potranno dialogare liberamente con l’Arcivescovo nel tardo pomeriggio al Centro diocesano di via S. Antonio a Milano, nel corso di un ritiro che li vedrà protagonisti con i loro catechisti e accompagnatori. Ciò mostra come il cardinale Scola segua il loro cammino con vivo interesse, convinto anzi che la libera conversione di giovani e adulti in una società dove ormai il cristianesimo non rappresenta più la cultura prevalente sia un fattore significativo, che meriterebbe di essere meglio conosciuto e valorizzato.

Quanto alla pubblica professione di fede, è prevista nella seconda parte della Veglia in traditione Symboli. I giovani si disporranno in piazza Duomo in modo da accogliere fra loro i catecumeni. Questi li raggiungeranno dopo aver ricevuto dal cardinale Scola una lampada come segno della fede che illumina la strada. L’Arcivescovo proclamerà il Simbolo aiutato dai giovani e dagli altri battezzati presenti, in rapprentanza dell’intera comunità diocesana.

Sullo sfondo di una piazza immersa nelle tenebre, l’ascolto delle parole fondamentali della fede e la luce accolta con trepidazione dai candidati potranno diventare segni provocanti per quanti si troveranno a passare per le vie della metropoli.

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