Santa Messa presieduta in Duomo dal cardinale Scola nel centenario della morte del sacerdote comasco promotore di numerose opere di carità, canonizzato da Benedetto XVI nel 2011. Diretta tv, web e radio

di Silvia FASANA

Don Guanella

Il 24 ottobre ricorrono i cento anni dalla morte di San Luigi Guanella: per la chiusura del centenario la Famiglia Guanelliana si riunirà nel Duomo di Milano venerdì 30 ottobre per la Santa Messa che il cardinale Angelo Scola, come Metropolita lombardo, presiederà alle 11 (diretta su Chiesa tv – canale 195 del digitale terrestre, www.chiesadimilano.it e Radio Mater.). Alla celebrazione eucaristica parteciperanno anche i Vescovi delle Diocesi in cui è presente l’Opera don Guanella e tutte le comunità maschili, femminili e cooperatori della Famiglia Guanelliana, insieme agli ospiti, operatori, amici e volontari.

Nato il 19 dicembre 1842 a Fraciscio di Campodolcino, in Valle Spluga (Sondrio), a dodici anni Guanella si recò a Como a studiare per diventare sacerdote. Dopo la sua ordinazione, avvenuta il 26 maggio 1866, cominciò la sua attività pastorale prima a Prosto, poi a Savogno, tra le montagne della Val Bregaglia. Nel 1875 si recò a Torino presso don Bosco, il quale lo accolse con grande stima e considerazione, sognando di averlo con sé nei Salesiani. Richiamato dal Vescovo di Como, nel 1878 tornò nella sua Diocesi per obbedienza, ma anche per cercare di realizzare tra la sua gente quello che da sempre portava nel cuore: dedicarsi ai più bisognosi.

Dopo il fallito tentativo di aprire una scuola per ragazzi poveri a Traona, trascorse una breve parentesi a Olmo, un isolato paesino sulle montagne della Valle Spluga, a causa di contrasti con la Prefettura di Sondrio, ostile al suo zelo apostolico. Ma proprio in questo periodo di dolorosa solitudine sperimentò la vicinanza e l’amore di Dio. Nel novembre 1881 venne designato amministratore parrocchiale a Pianello del Lario, sul lago di Como, dove ben presto assunse la direzione di un piccolo ospizio di orfanelle e anziane gestito da alcune religiose, dandogli un notevole impulso; l’embrione dell’Opera guanelliana.

Scoccava finalmente per lui «l’ora della misericordia»: da Pianello, infatti, con la sua benedizione, nel 1896 partì una barchetta con due suore e un gruppetto di bambine alla volta di Como, per dare origine alla prima delle sue tante fondazioni di carità, la Casa “Divina Provvidenza”, per accogliere orfani, poveri, anziani, infermi, «buoni figli» – come egli chiamava affettuosamente i disabili mentali. Con energia ed entusiasmo instancabili, don Guanella radunò attorno a sé un gruppo di suore (le Figlie di Santa Maria della Provvidenza), sacerdoti (i Servi della Carità) e laici, affidando loro l’impegnativo compito di «mostrare con il fatto al mondo che Dio è colui che provvede con sollecita cura di padre ai figli suoi». Fondamento della sua missione di sacerdote e fondatore era infatti la consapevolezza che Dio, padre amorevole, provvede sempre ai sui figli, non lasciandoli mai soli. Don Guanella aveva molto a cuore la promozione integrale di ogni persona, unica e irripetibile perché immagine di Dio, e dedicò la sua vita per portare soprattutto ai più poveri «Pane e Signore»: “Pane”, ovvero la risposta ai bisogni materiali di cibo, salute, vestiario, istruzione e lavoro; “Signore”, ovvero la risposta al bisogno ancor più fondamentale dell’uomo di trovare un senso alla propria vita, che solo Dio può soddisfare.

Don Guanella morì a Como il 24 ottobre 1915, a quasi 73 anni. Dopo poco meno di cinquant’anni, il 25 ottobre 1964, Paolo VI lo proclamò Beato. Il 23 ottobre 2011 è stato canonizzato da Benedetto XVI. Per il suo zelo e l’amore verso i malati, nel 2005 è stato dichiarato compatrono dell’Unitalsi insieme a San Pio X.

Oggi, a cento anni dalla morte, la sua famiglia continua a diffondere il suo messaggio in 22 Nazioni sparse in tutto il mondo. Oltre che in Italia, comunità Guanelliane sono presenti in Svizzera, Spagna, Germania, Polonia, Romania, Israele, Canada, Stati Uniti, Messico, Guatemala, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Paraguay, India, Filippine, Vietnam, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria e Ghana. Una presenza discreta, nei luoghi più disparati, per prendersi cura della vita umana più fragile e indifesa, confrontandosi quotidianamente con vecchie e nuove povertà.

La presenza in Diocesi

Nella Diocesi di Milano sono tante le realtà gestite dai Guanelliani in ambito assistenziale, educativo, del disagio sociale e nelle parrocchie. Oltre alla casa famiglia di Lecco, che ospita ragazzi e giovani, ricordiamo a Barza d’Ispra (Va) il centro di spiritualità e la casa per anziani, ben inserita nel decanato; a Caidate di Sumirago (Va), la casa per anziani, importante punto di riferimento per la zona e struttura dove anche i seminaristi di Venegono Inferiore svolgono un servizio pastorale; a Castano Primo (Mi) c’è una casa per anziani e a Cassago Brianza, una per disabili, sia residenti sia per chi partecipa ad attività diurne; a Milano c’è la casa San Gaetano con la parrocchia, i servizi per minori e il centro culturale, mentre la Casa di Gastone ospita persone senza fissa dimora; a Milano, presso S. Ambrogio ad Nemus, c’è invece la casa per anziane delle suore Figlie di Santa Maria della Provvidenza; a Saronno la casa Sant’Agnese con scuole dalla materna alle medie e la casa per anziane; ad Albese con Cassano (Co), la casa per suore anziane; a Bruzzano (Mi) e a Barzio (Lc) i Guanelliani sono presenti in parrocchia.

Dopo la Messa del 30 ottobre il prossimo appuntamento per la Famiglia Guanelliana sarà giovedì 12 novembre a Roma per assistere all’udienza di papa Francesco. «La testimonianza umana e spirituale di san Luigi Guanella è per tutta la Chiesa un particolare dono di grazia – diceva Benedetto XVI il 23 ottobre 2011 in occasione della canonizzazione -. Nella sua testimonianza, così carica di umanità e di attenzione agli ultimi, riconosciamo un segno luminoso della presenza e dell’azione benefica di Dio». . Info: suor Annarita (347.0705875), don Remigio (348.3163386), don Roberto (347.7459336) oppure corjesu@guanelliani.it.

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