Il saluto di don Michele, che dall’1 settembre è il nuovo Rettore maggiore del Seminario Arcivescovile di Milano

don michele di tolve

Carissimi IDR e a tutti voi che vivete la realtà della scuola come docenti, alunni, genitori, dirigenti scolastici e gestori della scuola, in questo momento della mia vita c’è una parola del Signore Gesù che è risuonata ancora con tutta la sua forza e bellezza: “Seguimi”. E’ noto a tutti che il nostro Arcivescovo, il 25 giugno 2014 ha comunicato la mia nomina come Rettore maggiore del Seminario Arcivescovile di Milano, a partire dal 1 settembre 2014.

“E’ una chiamata del Signore !” Questo mi ha detto l’Arcivescovo, in un colloquio avuto con lui una ventina di giorni prima .

E’ una chiamata del Signore Gesù, che si attua attraverso la chiamata della sua Sposa che è la Chiesa.

Sono colmo di trepidazione e di gratitudine, sento molto la grande responsabilità che l’Arcivescovo mi ha affidato, ma sono sereno perché ho risposto ad una chiamata del Signore inattesa e inimmaginabile per me. Sono sereno perché in questi 25 anni di ministero presbiterale ho sempre obbedito ad ogni chiamata del Signore, giunta attraverso la Sua Chiesa.

Ho cercato di seguire Gesù là dove Lui vuole e spero, come lui vuole, nient’altro. Seguire Gesù,  continuerà ad essere l’unico desiderio che cercherò di attuare, ma sono consapevole che anche questo è un dono, nient’ altro che un dono. Certo, porto nel cuore la consapevolezza di quanto avrei potuto essere e fare, meglio e di più, per vivere in pienezza questa chiamata, di questo domando sinceramente perdono a Lui e a tutti voi.

Dopo aver incontrato l’Arcivescovo, mentre dovevo tenere per me questa chiamata, ho pregato tanto per voi. Tutti voi e tutti coloro che – nella Chiesa – svolgono un servizio per il Vangelo, sono chiamati ed inviati.

Ho pensato a voi, in questi sette anni ho imparato a conoscervi e a stimarvi tanto. Voi siete preziosi nella scuola perché portate impressa questa caratteristica: siete degli inviati, ricevete una missione. In effetti, quando l’Ordinario Diocesano fa la proposta di nomina, compie insieme un atto ecclesiale civile.

Un atto ecclesiale, perché manda, invia un docente di religione in quella scuola, in quel paese, in quel segmento scolastico.

L’Ordinario Diocesano, vi propone come insegnanti di religione cattolica perché ha ritenuto, sulla base di prove, di verifiche e di colloqui, che potete essere ritenuti degni di insegnare secondo le finalità della scuola, quel “tesoro prezioso” della Chiesa stessa, che è Gesù Cristo, Unico Salvatore del mondo.

Cari Idr, non perdete mai questa forte dimensione evangelica e quindi ecclesiale, essa ci appartiene, rivela la nostra identità è il senso di ciò che siamo, professionalmente ed educativamente.

Essere inviati significa che la Chiesa, tutta la Chiesa si fida di voi , ha stima della vostra persona. L’Ordinario si assume la responsabilità di proporvi per servire quei bambini, ragazzi, adolescenti che le famiglie  ci affidano per mezzo della scuola.

Essere inviati ha anche un valore civile, soprattutto oggi. Tutti noi siamo consapevoli di quanto, la nostra società italiana deve recuperare la dimensione del “servizio”. Quando un cittadino è al servizio delle istituzioni, deve sentire una responsabilità molto più grande di quando amministra i suoi beni personali o un’attività lavorativa in proprio. Quando un cittadino serve la “RES – PUBLICA”, deve percepire la grande fiducia e la responsabilità che ha ricevuto dallo Stato.

Gli IDR, come tutti gli insegnanti nella scuola pubblica, sia statale che paritaria, devono essere un segno chiaro ed evidente che Insegnare è un atto pubblico e non privato, un atto di grande responsabilità, che ha una forte valenza sociale, per questo è giusto che qualcuno verifichi la qualità e l’effettiva incidenza di questo servizio.

Siamo chiamati ad istruire ed educare i figli di queste famiglie, di questo popolo, non possiamo mai perdere di vista la grandezza di questo compito, la sua enorme bellezza e quindi la responsabilità che esso comporta.

Carissimi IDR, in moltissimi di voi ho visto tutto questo e mi ha edificato. Ho avuto la fortuna di incontrarvi più volte e ho sempre ringraziato il Signore perché esistono persone come voi nella scuola.

Ho cercato, (e non mi fermerò), di far conoscere quanto siete preziosi ed indispensabili nella scuola, anche se a volte non siete considerati. Insieme siamo cresciuti nella consapevolezza che la “buona fama” degli Idr dipende anche dal nostro stile, dalla qualità del nostro insegnamento, dalla passione educativa che ogni giorno ci anima!

In effetti, non sono stati pochi i casi in cui, anche se ormai sono molto rari, l’IRC e l’IDR erano considerati come una “strana” presenza nella scuola, ma grazie alla qualità degli insegnanti, grazie allo “spirito di servizio” che ha caratterizzato la presenza di molti di voi, ho visto situazioni capovolgersi e anche in queste settimane non sono state poche le scuole che mi hanno comunicato che proprio l’IDR, è quella figura professionale che può essere un punto di riferimento educativo per i ragazzi, i colleghi, i genitori.

Questo è il mio ultimo editoriale che scrivo per la nostra rivista (a proposito, proprio in questo anno 2014/2015 avevo deciso di rinnovare  anche questo strumento di comunicazione, lo farà Don Gian Battista come nuovo Responsabile del Servizio per l’IRC).

Avrei decine di pagine da scrivere per esprimere la mia profonda gratitudine al Signore e alla nostra Chiesa Ambrosiana per raccontare la storia personale , professionale, la storia di fede e umana di ciascuno di voi.

Desidero almeno ringraziavi tutti, per la fiducia che mi avete dimostrato fin dall’inizio. Non dimenticherò mai quelle giornate splendide e interminabili di colloqui in giro per la Diocesi per conoscervi e ascoltarvi. E’ stata una scelta ponderata ma anche molto semplice e intuitiva, ascoltare è una attività preziosa, indispensabile .

Certo non basta ascoltare, per esercitare con responsabilità l’autorevolezza della guida, è necessario fare discernimento e prendere delle decisioni, altrimenti non si può servire il fine del nostro compito di Idr nella scuola: far conoscere Gesù Cristo e quanto il Cattolicesimo ha contribuito per far crescere il “patrimonio” storico, culturale artistico, musicale ecc. Quanto il Vangelo ha aiutato tanti uomini e donne a trovare il “senso” e il gusto del vivere personalmente e socialmente.

Ho provato a ricordare alcuni dei passi compiuti insieme in questi anni, per mostrare che tutto quello che abbiamo fatto è frutto della collaborazione con la Diocesi e con tutti voi:

–  Il percorso di formazione con l’Equipe del CQIA dell’Università di Bergamo, guidata dal Prof Bertagna, per passare in modo consapevole alla didattica per le competenze e per diventare coscienti che siamo un “corpo” d’insegnanti, corresponsabili gli uni degli altri.

–  La rinnovata procedura per la selezione dei candidati all’Irc

– Una più proficua collaborazione tra il Servizio IRC e l’ISSR di Milano e la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale per una formazione di qualità

– La formazione permanente in servizio degli Idr

– La corresponsabilità nella formazione con l’istituzione dei coordinatori dei referenti e dei gruppi territoriali

– La cura per le proposte di nomina.

–  La cura per la qualità ecclesiale e civile del nostro servizio

–  La premura per far conoscere sempre più, nella Chiesa, presso le Istituzioni scolastiche la presenza degli IRC e degli IDR

–  La “denuncia” in modo discreto alle Autorità scolastiche, di tutte le anomalie che mi avete fatto conoscere, per giungere ad un ristabilimento del rispetto della normativa

– L’incoraggiamento e il sostegno a tanti di voi per giungere al titolo di qualificazione professionale.

– L’aver garantito la stessa dignità a ogni insegnante: laico o presbitero, incaricato annuale o con contratto a tempo indeterminato.

– L’aver mostrato con limpidità e senza riserve, il tentativo di alcune realtà di allontanare l’IDR dall’Ordinario Diocesano e dell’identità cristiana e cattolica dell’Irc culturale.

–  La collaborazione feconda con tutte le istituzioni civili ed ecclesiali in vista di un maggior apprezzamento della qualità della nostra presenza nella scuola.

– Una rinnovata collaborazione con tutti gli uffici Diocesani – Catechesi – Pastorale giovanile Caritas ecc. per una profonda comunione, collaborazione e corresponsabilità con tutta la Diocesi e in particolare con il nostro Vicario Episcopale e il nostro Arcivescovo.

–  Il recupero di tanti adolescenti che sono ritornati a frequentare l’IRC nella scuola secondaria di secondo grado.

–  La collaborazione con tutte le persone che vivono nella scuola pubblica, sia statale che paritaria: docenti, dirigenti scolastici, alunni, genitori.

–  La feconda collaborazione con le Federazioni e le Associazioni delle scuole sia statale che paritaria

–  Il rilancio della “Cultura” della parità e della “Libertà” educativa della Famiglia

Tutto quello che abbiamo fatto, è stato possibile solo perché abbiamo lavorato insieme.

Carissimi IDR c’è ancora molto da fare, ci sono tante sfide da affrontare.

Sono profondamente grato all’Arcivescovo per avermi chiamato a questo compito grande e delicatissimo, ma sono ancor più grato a Lui perché ha voluto dare continuità al lavoro svolto in questi sette anni scegliendo don Gian Battista Rota come Responsabile del servizio per l’IRC e per la Pastorale Scolastica e per aver voluto come Vice responsabile Don Fabio Landi .

Come tutti sapete, noi tre abbiamo lavorato insieme fina dall’inizio del mio mandato. Abbiamo lavorato in spirito di profonda comunione presbiterale, per cui sono molto contento nel sapere che l’Arcivescovo vuole che si continui nel solco che abbiamo tracciato insieme. Non posso non esprimere il grande debito di riconoscenza anche verso tutto il personale laico che lavora con noi! Grazie a Teresa, Mara, Valeria, Elisabetta, Maria, Antonella, Massimo, Maurizio avete potuto sperimentare la premura della nostra Diocesi per tutti gli Idr. Senza di loro non avrei potuto fare nulla ! Se le Istituzioni scolastiche hanno stima di voi Idr, ciò è dovuto anche a tutto il lavoro che con competenza e passione queste persone vivono ogni giorno nei nostri uffici di Curia.

Sono certo che con Don Gian Battista Rota come responsabile, con don Fabio Landi come Vice Responsabile e con tutti i collaboratori del servizio IRC e pastorale scolastica insieme don Piermario Valsecchi, il Prof. Giovanni Marelli e la nostra volontaria Silvia, continuerete a lavorare bene e in profonda comunione tra voi.

Da parte mia vi faccio due promesse: mi impegno a formare preti diocesani che abbiamo a cuore il desiderio e la passione per l’Evangelizzazione, cioè far conoscere ed amare Gesù! Per questo motivo devono avere a cuore l’oratorio, la scuola , la famiglia.

La seconda promessa è questa: poiché il rettore maggiore del seminario, fa parte con i Vicari Episcopali di zona e i Vicari Episcopali di Settore, del Consiglio Episcopale Milanese, come consulente stabile, terrò sempre presente, con il Vicario Episcopale di Settore sua Ecc.za Mons. Tremolada e gli altri Vicari, l’importanza della scuola  per la formazione delle giovani generazioni e  quindi anche dell’IRC. Lavorerò per tutti quelli che come voi , ogni giorno, spendono la vita perché la nostra fede si incontri con la cultura e con l’esistenza di ogni persona!

Grazie per la vostra testimonianza di fede e per la passione educativa che ho visto brillare nei vostri occhi.

Continuiamo a camminare insieme per far conoscere e amare Gesù!

Grazie di cuore e buon cammino!

Don Michele Di Tolve

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