Oltre 400 sacedoti e decine di seminaristi si sono stretti intorno all'arcivescovo Angelo Scola, presente anche il neo cardinale Coccopalmerio. Al termine l'annuncio di novità per il Seminario.

di Maria Teresa Antognazza

cardinale Angelo Scola

Anche il sole ha dato il suo contributo alla buona riuscita dell’annuale Festa dei Fiori, che martedì 8 maggio ha visto il Seminario arcivescovile di Milano gremito all’inverosimile di sacerdoti arrivati da tutte le parrocchie della diocesi ambrosiana. Ospiti d’onore, l’Arcivescovo Angelo Scola e il neo cardinale Francesco Coccopalmerio, che ha presieduto la concelebrazione eucaristica nella Basilica in occasione del cinquantesimo di ordinazione sacerdotale. Con lui e i suoi compagni di messa, della classe 1962, erano festeggiati due settantesimi e poi i preti delle classi giunte al 60°, 55°, 50°, 25° e primo anno di messa; per ciascuna ricorrenza era stato posizionato in bella mostra il tableau dell’ordinazione. Un ricordo particolare è andato al cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito, che non ha potuto essere presente in Seminario per celebrare il suo sessantesimo, ma ha mandato un caloroso messaggio a tutti i confratelli, per il tramite del rettore monsignor Peppino Maffi.

Cuore della festa, come sempre, i “fiori” del Seminario, i 21 candidati al sacerdozio, che il prossimo 9 giugno saranno ordinati preti dall’Arcivescovo. La loro presentazione, nel quadriportico di Teologia, è stata salutata con grande calore da Scola, Coccopalmerio e dai numerosi vescovi e vicari episcopali presenti ai festeggiamenti, tra cui monsignor Marco Ferrari, che ricorda quest’anno il venticinquesimo di ordinazione episcopale.

L’Arcivescovo e tutta la comunità presbiterale hanno però voluto tributare un ricordo speciale a un altro “festeggiato”, monsignor Luigi Serenthà, rettore dei Seminari milanesi fino al momento della morte prematura, 26 anni fa. Sulla sua figura, ricca di grandissima umanità, quanto di passione e rigore teologico sono state offerte alcune riflessioni in apertura di giornata, mentre di lui il cardinale Angelo Scola ha detto: «Ho avuto modo anch’io di apprezzare la sua umanità e la sua grande carità pastorale» e l’ha indicato a modello per i nuovi presbiteri per la sua «disponibilità sacerdotale, alla quale ha saputo sacrificare tanti altri suoi doni speciali, come la capacità teologica». Mentre il cardinale Coccopalmerio, in chiusura di omelia, ha definito l’ex compagno di messa «un vero innamorato di Gesù»; «senza questo amore intenso che ci scalda l’animo e ci riempie di passione – ha proseguito il porporato, che ha ricevuto l’incarico vaticano di presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi – non possiamo dirci presbiteri autentici ma solo dei “professionisti della pastorale”, incapaci di suscitare nuove vocazioni e non possiamo vivere serenamente la scelta del celibato».

Attesissime, infine, dagli oltre 400 preti concelebranti e dalle decine di seminaristi, le parole dell’arcivescovo Scola, rivolte ai confratelli al termine dell’Eucaristica in Basilica, circa il futuro dei seminari diocesani. «Sarà questo Seminario di Venegono Inferiore – ha quindi spiegato il cardinale, riferendo la decisione del consiglio episcopale, da lui assunta – il centro unificante di tutta la comunità educativa seminaristica». Il grande seminario voluto da Schuster sulla collina del Belvedere di Venegono Inferiore vedrà dunque, fin dal prossimo anno formativo 2013-2014 il trasferimento della comunità propedeutica e del biennio teologico, attualmente ospitati a Seveso. Partiranno a spron battente i necessari lavori di ristrutturazione, per rendere confortevole (pur nella “sobrietà” auspicata da Scola) la residenza dei giovani seminaristi nell’ala anticamente riservata agli studi liceali e attualmente in disuso.

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