Cresce l’età media tra chi riveste cariche direttive nelle aziende. A Milano ogni anno un giovane su 10 trova lavoro nell’impresa familiare

di Cristina CONTI

imprenditori

Cresce l’età media degli imprenditori in Lombardia. In cinque anni gli ultracinquantenni sono passati dal 47% al 53%. A dirlo è un’indagine della Camera della Camera di Commercio di Milano, su dati registro imprese dal 2009 al 2014, sulle persone che hanno cariche nelle aziende.

Soci, titolari, consiglieri di amministrazione, dirigenti con mansioni varie: sono 1,6 milioni le persone con una carica societaria nelle imprese lombarde. In calo del 5,9% in cinque anni, più della media italiana che si attesta a un meno 4,1%. Resistono meglio le donne, che hanno registrato solo un -2%, rispetto agli uomini (-7,1). Gli stranieri crescono del 20% in tutta la Lombardia, mentre più penalizzati sono gli imprenditori dai 18 ai 50 anni, che hanno visto un calo di circa il 15%. Bene gli ultracinquantenni, che passano dal 47 al 53%. Mentre gli imprenditori con più di 70 anni crescono di 6 punti percentuali.

A Milano ogni anno un giovane su 10 circa trova lavoro nell’impresa di papà: sono circa 16 mila i posti lasciati liberi al discendente dai titolari anziani, su quasi 140 mila nuovi posti di lavoro creati ogni anno nel settore privato, tra assunzioni, ma anche creazione di piccole imprese. «Siamo attenti a investire sulle imprese per la vera ricchezza del territorio, il capitale umano – rileva Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. A partire dalle imprese di famiglia, che durano diverse generazioni e che caratterizzano il tessuto economico milanese, ma anche lombardo e nazionale. Con un occhio di riguardo ai giovani, a chi ha idee forti per lo sviluppo di domani, a chi sa mettersi in gioco e sa accettare sfide importanti. Un prezioso elemento di crescita e di prospettiva per tutto il territorio».

Tra le province, Milano è prima con 677 mila cariche, ma ha persol’8,7% in cinque anni. Brescia è seconda con 203 mila e perde il 3,7%. Bergamo è terza con 157 mila e perde l’1%, Varese con 119 mila il 7,8%, Monza con 120 resta invece stabile.

Servizi di comunicazione, commercio, artigianato: queste le attività più diffuse tra gli imprenditori stranieri. Boom di immigrati a Monza, Pavia e Bergamo, con una crescita che si aggira intorno al 30%.

 

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