A Milano sono oltre 2600 i 18enni che vivono con un solo genitore. I tormenti e le fragilità che un divorzio può lasciarsi alle spalle


Redazione

03/10/2008

di Cristina CONTI

Vivere con i genitori separati. Una sorte che a Milano tocca un diciottenne su tre. Secondo i dati del Comune di Milano sono 2.645 ragazzi di 18 anni che abitano con un solo genitore, su un totale di 9.057. «Queste cifre sono lo specchio di una città che cambia – commenta Stefano Pillitteri, assessore ai Servizi Civici del Comune -. Questi ragazzi sono i figli della prima ondata della crisi matrimoniale degli anni Novanta e Duemila».

La generazione dei diciottenni ha visto il boom di separazioni. Liti continue, urla, poi silenzi quasi interminabili. «I ragazzi che hanno vissuto un divorzio o una separazione sono maturi o fragili a seconda delle esperienze affrontate – commenta l’avvocato Cesare Rimini -. Di certo, se vivono con un solo genitore, vorrebbero andarsene e si sentono frustrati a rimanere con lui».

Ma l’attuale situazione economica rende difficile raggiungere così presto l’autosufficienza. «Se poi il divorzio è stato bellicoso, i ragazzi sono le prime vittime, usati come armi e costretti a schierarsi con l’uno o l’altra. Così diventano tormentati, disillusi e fragili», aggiunge Rimini.

Con la mamma durante la settimana e con il papà nei week-end. Una famiglia sempre più divisa, dove bisogna fare i conti con doppie case, nostalgie e poco dialogo. «La rottura di un nucleo famigliare di quattro persone dà vita a due famiglie di tre», spiega Marino Maglietta, presidente dell’Associazione “Crescere Insieme”.

Regole diverse, modi diversi di vedere la realtà, consigli che vengono vissuti dall’alto, perché non sono il frutto di un confronto approfondito, poco tempo per stare insieme. E così i figli finiscono per navigare da una parte e dall’altra, ascoltando di volta in volta i consigli che i genitori danno a turno.

«Vivere in una famiglia monoparentale è spesso parte integrante della vita dei ragazzi – commenta lo psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet -. Sicuramente è una condizione migliore rispetto a una volta, quando vivere con un solo genitore voleva dire essere visto con occhi diversi dagli insegnanti e dagli adulti in genere». La famiglia che si spezza causa grossi dispiaceri, ma alla fine il divorzio è nella coppia, non tra i genitori e il figlio.

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