È apparso in queste ore un comunicato della sigla sindacale Usb nel quale vengono attribuite a monsignor Luca Bressan (e alla Curia di Milano) affermazioni e intenzioni a proposito della Fondazione che non rispondono al vero. Le precisazioni di monsignor Bressan

di monsignor Luca BRESSAN
Vicario episcopale per la Cultura, la carità, la missione e l’azione sociale

Il sig. Angelo Vaghi dell’Usb ha fatto un resoconto militante dell’incontro che ho avuto con lui mercoledì scorso 18 novembre alle 17, presso la loro sede sindacale di via Mossotti 1. All’incontro era presente anche una lavoratrice della “Don Gnocchi”.

Durante l’incontro, che ha sempre conservato toni cordiali e atteggiamenti dialoganti, il sig. Vaghi mi ha comunicato il suo disagio per la mancata partecipazione della delegazione Usb ai tavoli di contrattazione della Fondazione don Gnocchi (imputando la colpa di questa mancata partecipazione non soltanto alla “Don Gnocchi”, ma anche alle altre sigle sindacali). Mi ha espresso le sue preoccupazioni di fronte a scelte che toccano i diritti dei lavoratori e incidono sulle loro remunerazioni, in un momento di forte crisi economica che si scarica sui lavoratori e sulle loro famiglie. Ha affermato che il loro sindacato vigilerà da vicino questa situazione.

Mi ha anche espresso dubbi suoi personali (non fondati su nessun dato in quanto il sindacato non è in possesso di bilanci o di fotografie della situazione economica della Fondazione don Gnocchi) circa la solidità economica della Fondazione e sulla sua capacità di tenuta nel futuro.

Ho ascoltato tutto, promettendo di riferire all’Arcivescovo, il cardinale Scola, al quale si erano rivolti tramite lettera. Mi hanno ricordato che la Diocesi ha un notevole potere di controllo sulla Fondazione don Gnocchi, visto che nomina due membri del CdA (come da statuto, pubblico e sul sito della “Don Gnocchi”).

Ho loro risposto che la Fondazione don Gnocchi gode di una giusta e legittima autonomia e ho loro ricordato il bene fatto dalla “Don Gnocchi”, attraverso le sue strutture e le sue attività. Hanno convenuto su questo dato, riconoscendo i progressi fatti dalla Fondazione in questi anni sia rispetto alle forme di cura e di assistenza nei confronti dei malati, sia nell’attenzione ai lavoratori. Hanno ribadito che comprendono la criticità del momento e che, una volta messi nella possibilità di collaborare (sedersi con la loro delegazione sindacale al tavolo delle trattative) vorrebbero poter dare il loro contributo al superamento di questa fase.

Il mio incontro con questo sindacato, in seguito alla loro richiesta di ascolto rivolta al Cardinale, si inserisce nell’attenzione che la Diocesi ha perché in queste situazioni di tensione e di fatica nella comunicazione all’interno del mondo del lavoro, si possa mantenere il più possibile un clima di dialogo e di ascolto reciproco. Il fine di tutto questo non è soltanto il bene dei lavoratori e delle istituzioni, ma soprattutto il bene dei malati, che sono il fine per cui la Fondazione don Gnocchi e i suoi lavoratori operano ogni giorno.

La Diocesi aveva già svolto un ruolo analogo due anni fa, nel momento di forte tensione tra il sindacato Usb e la direzione dell’ospedale San Raffaele. Proprio come ci ha ricordato papa Francesco, nel suo discorso al Convegno ecclesiale di Firenze: occorre avere la capacità di stare dentro il conflitto, per aiutare a risolverlo e a trasformarlo in un anello di collegamento di un processo che ha come obiettivo il dialogo, ovvero cercare il bene per tutti.

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