In Duomo alle 17.30 l’Arcivescovo celebrerà l’ordinazione episcopale del sacerdote ambrosiano nominato Amministratore apostolico di Atyrau (Kazakistan). L’augurio della Diocesi nelle parole del Vicario generale monsignor Mario Delpini

di monsignor Mario DELPINI
Vicario generale

Don Adelio Dell'Oro

L’ordinazione episcopale di don Adelio Dell’Oro sarà celebrata dall’Arcivescovo cardinale Angelo Scola sabato 2 marzo, nel Duomo di Milano alle 17.30. Il Papa lo ha chiamato al compito di Amministratore apostolico di Atyrau, città del Kazakistan, e assumerà l’incarico il prossimo 24 aprile.

Va dunque lontano don Adelio? La comunione dei santi e la condivisione della missione di evangelizzare trasfigurano le distanze e incoraggiano il viaggio, cioè il percorso che si lascia alle spalle un inizio per entrare in spazi e culture e ritrovarvi lo stesso Spirito di Dio che fa fiorire il deserto. Non va dunque lontano, perché nessun Paese è lontano per chi dimora in Dio; va invece incontro a una invocazione, a una sete, a gente che vive vicino al cielo come tutti, e il vescovo indicherà a tutti che la via della gioia ha il volto amabile e crocifisso di Gesù.

Va dunque lontano don Adelio? Le amicizie costruite nel suo servizio ministeriale a Milano, Buccinasco, Cambiago, Monza, la fraternità cresciuta nel presbiterio ambrosiano e in particolare tra i preti che si ispirano al carisma di don Giussani nel movimento di Comunione e Liberazione, le radici familiari e culturali non sono legami che la distanza può estirpare; sono invece come un vento amico che spinge avanti, avanti, anche attraverso la solitudine della steppa kazaka, nella certezza di non essere mai solo.

Va dunque lontano don Adelio? Va piuttosto vicino, vicino alla piccola comunità cattolica che tiene viva la fede come il piccolo seme che germoglia e produce frutto senza fare rumore, senza attirare l’attenzione, vicino a tanti che vivono altre religioni, vicino a ogni uomo e donna che forse sono curiosi o in attesa di scoprire com’è un vescovo italiano mandato tra loro. E incontrando don Adelio, io penso, incontreranno una simpatia, un sorriso, un uomo contento d’essere tutto del Signore. Anche così si compie l’evangelizzazione: un sorriso nella steppa.

La nostra comunità diocesana esprime il suo augurio più sentito e commosso, mentre con la fierezza di averlo generato, si immagina il suo viaggio, il suo ministero, la sua perseveranza nella fede, e tutto riassunto in un sorriso.

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