Il nuovo Rettore sottolinea il significato della Giornata per il Seminario: «È necessario che questa chiamata venga percepita e riconosciuta»

di Ylenia SPINELLI

Di Tolve

Domenica 21 settembre in tutta la Diocesi verrà celebrata la Giornata per il Seminario, occasione per ricordarsi, con la preghiera e un sostegno economico, di questa importante istituzione da cui dipende gran parte del futuro della Chiesa di Milano. Ne parliamo con don Michele Di Tolve, da pochi giorni nuovo rettore del Seminario Arcivescovile di Milano che ha sede a Venegono Inferiore.

Quale il significato di questa Giornata?
È un richiamo a tutta la Diocesi per far capire che la vita di ogni persona è vocazione. Inoltre ci ricorda che ancora oggi il Signore chiama tanti giovani a seguirlo, ma è necessario che questa chiamata venga percepita e riconosciuta. Significativo è pure il titolo che l’Arcivescovo ha scelto per la Giornata, «Il tuo amore è pane per il mondo», perché ci invita a riflettere che il vero pane che sazia la vita di ogni persona è Gesù Eucaristia, solo Lui può «nutrire la vita» di ogni persona.

L’impressione è che il Seminario sia ancora un’entità lontana. Come farlo sentire vicino alla gente, ai giovani?
Il Seminario in diversi modi è a servizio della Diocesi: i 150 seminaristi che vanno negli oratori, nelle carceri, negli ospedali, sono riconosciuti e apprezzati; gli educatori e i docenti, attraverso le Scuole di Teologia per laici presenti sul territorio e tanti altri incontri di formazione, stanno facendo crescere un popolo consapevole dell’importanza della conoscenza della propria fede per viverla ogni giorno, con la capacità di rendere ragione della Speranza che è in noi! Tutti i preti del Seminario sono in servizio nelle varie comunità parrocchiali. Certo, forse è necessario comunicare meglio e di più il bello e il buono del Seminario, per ricordare soprattutto ai giovani che la risposta a una chiamata non riguarda solo chi ha già compreso la propria vocazione, ma tutti. Ecco allora l’importanza delle collaborazioni che il Seminario ha attivato con la Pastorale giovanile, la Fom, la Pastorale vocazionale e il mondo della Scuola.

Come sostenere il Seminario?
La Diocesi ha più volte manifestato grande generosità verso il Seminario, contribuendo alla sua ristrutturazione. C’è sicuramente bisogno di un sostegno economico, che chiediamo per completare i pagamenti della ristrutturazione dell’Ex Liceo (che da settembre 2013 ospita l’anno propedeutico e il Biennio Teologico): mancano 800 mila euro per saldare tutte le fatture. Ma ancora di più chiediamo vicinanza nella preghiera, soprattutto durante l’Adorazione Eucaristica. Chiedo che si venga a visitare il Seminario, che vengano portati i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, le famiglie. Allora tutti ci accorgeremmo di quale dono prezioso sia per la Diocesi il nostro Seminario.

L’ingresso di 30 nuovi giovani fa ben sperare?
Colgo l’occasione per ringraziare il grande lavoro dei nostri preti in parrocchia, dell’équipe di Pastorale vocazionale, del Gruppo Samuele, della Comunità non Residenti e dell’équipe della Comunità Seminaristica degli Adolescenti. Grazie per la collaborazione con altri organismi diocesani, compreso il mondo della scuola. Questi 30 giovani che entrano sono piccoli segni di speranza, mostrano che se una comunità cristiana non ha paura di far conoscere Gesù, se lavoriamo insieme con l’unico obiettivo di aiutare un giovane a conoscere Gesù, ci sono ancora giovani capaci di aprire gli occhi e il cuore per riconoscerlo e seguirlo per diventare pastori secondo il Suo cuore. Per questo bisogna continuare a lavorare insieme, come una Comunità che educa: solo così si lavora nello stile del Vangelo e quindi siamo testimoni gioiosi e credibili. Come nuovo rettore, con tutta la Comunità educante del Seminario, impegneremo la nostra vita per i Seminaristi, per guidarli e sostenerli a seguire con gioia il Signore. Facciamo nostro l’invito dell’Arcivescovo che chiede a tutti i giovani, che hanno intuito che nel cuore sta nascendo il desiderio di fare della propria vita un dono per il Signore, di andare fino in fondo. Scoprire la propria vocazione è la cosa più bella e importante che un giovane possa fare, anzi l’unica cosa necessaria da fare. Cari giovani, vi aspettiamo!

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