In Arcivescovado la cerimonia di premiazione del Premio Combi. Il senso dell’iniziativa spiegato da monsignor Claudio Stercal: «Una grande attenzione verso l’intera società civile»

di Cristina CONTI

Monsignor Ernesto Combi

Un’iniziativa che contribuisce concretamente alla vita civile della città che vede i giovani come protagonisti. Questo l’obiettivo del Premio Combi, di cui mercoledì 5 dicembre si svolgerà la premiazione ufficiale della terza edizione. Nato nel 2009, è riservato a progetti ispirati a grandi valori evangelici, capaci di offrire un reale e originale contributo da un punto di vista culturale, spirituale o educativo.

«Il “Premio Combi” è nato dopo la morte di monsignor Ernesto Combi, allora Vicario per gli affari economici della Diocesi – spiega monsignor Claudio Stercal, tra gli organizzatori del Premio -. Poiché era stato anche preside dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Milano, abbiamo pensato di istituire un premio che riconoscesse e valorizzasse le buone idee delle nuove generazioni, per ricordare la sua grande sensibilità di educatore e per proseguire nel suo impegno per i giovani».

Mercoledì, alle 11.15, durante l’incontro che si terrà presso il Palazzo Arcivescovile di Milano, verranno presentati ufficialmente i vincitori di quest’anno. Sono stati quarantacinque i progetti che hanno partecipato all’edizione di quest’anno. Sette quelli considerati più meritevoli: Visita Teatralizzata tra le Basiliche di Milano di Nicolò Contrino, che si è aggiudicato il primo premio; Crisi come opportunità – Proposte per ripartire di Filippo Torricelli, A caccia di foto per riscoprire la fede di Benedetta Crivella al secondo posto; e al terzo Santi si diventa – percorso educativo e teatrale: Elisabetta una regina… una santa… di Elisa Zane, Buskin surfs the net di Simone Airaghi, Giulia Baroni e Andrea Maggi, Dentro la cultura, il come dei cinque sensi dell’altro di Marika Medici e Ricominciamo dall’arte di Shella Polizzi. «Tre sono i criteri sulla base dei quali vengono valutati i progetti – aggiunge monsignor Stercal -. Devono innanzitutto ispirarsi a uno dei molti valori evangelici. Devono poi offrire un reale e originale contributo alla  vita civile in uno dei suoi aspetti fondamentali: artistico, culturale, assistenziale, educativo, sociale, spirituale. E devono, almeno in prospettiva, essere capaci di sostenersi economicamente».

L’incontro, a cui sono invitati tutti i giovani partecipanti all’edizione 2012, inizierà con un momento di conoscenza reciproca e una breve presentazione dei progetti e culminerà con il saluto di monsignor Mario Delpini, Vicario generale e componente della commissione di valutazione, che consegnerà i premi. «In questa edizione è stato presentato un maggior numero di progetti e, quindi, anche un maggior numero di giovani ha lavorato per far nascere buone idee», precisa monsignor Stercal.

I progetti poi hanno ricoperto un’area di intervento più ampia: si sono estesi, cioè, dall’area più propriamente religiosa, assistenziale ed educativa, verso ambiti sociali, culturali, artistici, sportivi. «È forse segno di una grande attenzione non solo al mondo strettamente ecclesiale, ma all’intera società civile – commenta monsignor Stercal -. Un buon segno: la società intera, infatti, oggi sembra avvertire il bisogno di buone idee ispirate a valori evangelici». E anche un’opportunità per i giovani che vogliono fare qualcosa di concreto e mettere a disposizione le proprie competenze per la comunità in cui vivono.

Al termine dell’incontro, dopo un beve rinfresco, tutti i partecipanti saranno invitati a visitare la mostra dedicata alla figura di Costantino allestita nelle sale di Palazzo Reale: un’occasione significativa di conoscenza reciproca e condivisione di idee, esperienze e progetti da cui potranno nascere nuove buone idee evangeliche.

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