Diversi gli spunti offerti dal convegno con monsignor Mario Delpini e il responsabile del “Bureau medical” di Lourdes, oltre a storici e medici

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Sala piena, sabato mattina, nella sede di Unitalsi Lombarda per il convegno dedicato ai sanitari sul tema “La malattia nella storia. Come è cambiata la percezione, la cura e l’esperienza della malattia”, un tema affascinante e che ha offerto diversi spunti originali ai tanti presenti all’incontro che, per le professioni sanitarie, era valido anche ai fini dell’acquisizione dei crediti professionali (Ecm).

I quattro relatori: monsignor Mario Delpini, Vicario generale della Diocesi di Milano, Agostino Borromeo, vice presidente nazionale Unitalsi e professore di “Storia della Chiesa”; Alessandro De Franciscis, responsabile del “Bureau medical” di Lourdes, e Paolo Gulisano, medico e scrittore, hanno sezionato le epoche storiche, offrendo anche molti spunti originali e a volte inediti del rapporto tra uomo e malattie, tra Chiesa e azione di cura nel corso dei secoli.

Monsignor Delpini ha aperto l’incontro con una riflessione su Giobbe alla quale ha invitato tutti i presenti con una suggestione sul dolore come se fosse un personaggio «liquido come un olio, aspro come un veleno, penetrante come un odore». La figura di Giobbe nella Bibbia è stato il fil rouge per leggere un percorso che è di ogni uomo annichilito dal dolore che passa dal silenzio alla domanda dei perché fino a giungere ai Salmi, la “porta” verso il santuario di Dio e con un veloce passaggio al nuovo testamento, al paralitico calato dal tetto e guarito da Gesù.

È la Chiesa ad aver inventato gli ospedali, la cura del malato e questo fin dai primissimi secoli. L’attenzione ai sofferenti ha ricordato il professor Borromeo è una costante della storia della Chiesa e della sua presenza anche attraverso i tanti ordini “ospitalieri”. E non solo nell’epoca medioevale, ma fino ai tempi recenti non mancano i santi e gli uomini di Chiesa che dedicano la vita all’assistenza diretta di malati e disabili che hanno fondato ordini od opere come Antida Thouret, don Giuseppe Cottolengo, don Luigi Guanella o don Carlo Gnocchi.

La modernità di Lourdes, fin dalle sue origini, ma anche la presenza della scienza, voluta dallo stesso vescovo di Lourdes a metà 800, sono state il punto di partenza di De Franciscis, primo responsabile non francese del “Bureau medical”, per raccontare il fenomeno Lourdes nella laicissima Francia del XIX secolo. Del resto il santuario francese è l’unico nel quale esista fin dalle origini una commissione medica e dal 1947 è affiancata da una commissione divenuta Cmil, il Comitato medico internazionale, nel 1954.

Da Ildebranda di Bingen ad Alexis Carrel passando dalla grande peste nera del 1348: questi alcuni dei temi trattati dalla relazione di Gulisano che ha ripercorso la storia della medicina: «La modernità non ha inventato nulla: le cure domiciliari le avevano inventate le prime comunità cristiane». Il rapporto tra cristianesimo e medicina – ha ricordato Gulisano – è testimoniato anche dai tanti medici divenuti santi.

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