Un Rapporto presentato dalla Camera di Commercio di Milano documenta il progressivo sviluppo delle forme di giustizia alternativa

di Cristina CONTI

È boom per le domande di giustizia alternativa in Lombardia. A dirlo è la Camera di Commercio di Milano che ha appena presentato il Rapporto Issaci (Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), sulla giustizia alternativa, giunto ormai all’ottava edizione.

Una conciliazione veloce, che nel caso dell’arbitrato amministrato ha una durata media di 197 giorni, in diminuzione rispetto ai 295 giorni del 2013, anno in cui non ne vigeva l’obbligatorietà. Mentre per la mediazione amministrata la durata media è di 63 giorni e, se gestita dagli organismi del Sistema Camerale, arriva a 42. Nel 51% delle procedure si arriva al lodo arbitrale, nel 29% dei casi si arriva a una transazione, mentre il 10% è costituito da rinunce. In crescita anche le procedure presso il Corecom (Comitato regionale per le Comunicazioni), con una durata media di 58 giorni.

Le materie del contendere sono soprattutto i contratti bancari (25,1%), i diritti reali (13,1%), la locazione (11,6%), il condominio (10,7%), il risarcimento del danno da responsabilità medica (6,7%), i contratti assicurativi (6%), le divisioni dei beni (4,7%) e le successioni ereditarie (4%).

La Camera arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio, è l’istituzione italiana che, nel suo genere, ha gestito in assoluto più procedure nel 2014: 148 in tutto, e dunque il 21% del totale italiano. È inoltre la seconda, dopo la Camera Arbitrale Anticorruzione, ad avere il più elevato valore medio degli arbitrati, con 2.377.089 euro. «I ritardi per la giustizia rappresentano un costo: si stimano 4 mila euro a impresa, 23 miliardi per le imprese italiane – dichiara Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. Gli imprenditori e i consumatori hanno bisogno di una giustizia veloce ed efficiente che consenta di risolvere in modo economico le controversie. Una necessità che la giustizia civile fatica a soddisfare. Per questo siamo impegnati a diffondere la conoscenza e l’uso di questo strumento». Un bisogno che diventa ancora più importante in un periodo di difficoltà come quello che molte famiglie e imprese stanno ancora attraversando.

 

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