Nell’evasione fiscale e nell’occultamento di risorse economiche risiedono risorse importanti che potrebbero essere destinate agli investimenti e alle occasioni di lavoro

di Carlo STELLUTI
Presidenza Acli milanesi con delega all’Ufficio Studi

Come ogni anno le Acli di Milano Monza e Brianza propongono per il 21-22 giugno presso l’Università cattolica due giornate di studio dal titolo “La legalità libera lo sviluppo” ponendo una particolare attenzione alla questione fiscale.

Si stima che l’illegalità economica sia in costante crescita anche in una congiuntura sfavorevole come l’attuale. Le stime Eurispes ci dicono che nel 2012 la ricchezza sommersa ammonta a circa 500 miliardi di euro. Le forme di illegalità vanno dall’evasione fiscale all’esportazione di capitali nei paradisi fiscali, all’economia prodotta dalla criminalità organizzata, al riciclaggio, alla corruzione. La difficoltà economica che sta attraversando il Paese e la impossibilità di attuare politiche di sviluppo, per carenza di risorse a disposizione dei governi, potrebbe trovare un po’ di respiro da politiche che tendono a superare queste distorsioni, andate ben al di là della fisiologia presente in altri Paesi europei. La crisi che stiamo attraversando, può costituire un’opportunità per determinare un’inversione di tendenza. Tutti i soggetti che producono cultura, opinione, proposta politica hanno il dovere di costruire un nuovo contesto culturale in cui il punto di riferimento sia quello di affermare un’etica condivisa che parta dal dettato costituzionale, crei fra i cittadini la consapevolezza di essere parte responsabile di una comunità e produca così un diverso rapporto di fiducia fra lo Stato e i cittadini.

Nell’evasione fiscale e nell’occultamento di risorse economiche risiedono risorse importanti che potrebbero essere destinate agli investimenti e in ultima analisi alle occasioni di lavoro. Le minori risorse destinate allo Stato provocano un lento, ma costante ridimensionamento del welfare; un’ingiusta rivalsa sui contribuenti onesti e un innalzamento della pressione fiscale ormai intollerabile per larghi strati della popolazione; vanificando la tenuta del patto sociale costituzionale basato su principi di giustizia, eguaglianza e solidarietà; mettendo a dura prova la coesione sociale del Paese.

Le Acli, per i servizi di assistenza fiscale che svolgono a favore dei lavoratori e dei pensionati, sono un terminale importante e significativo che registra uno stato di malessere, una sensazione di iniquità e di ingiustizia presente nel sistema fiscale italiano, che sembra accanirsi contro chi le tasse le paga alla fonte ed è invece molto indulgente e tollerante nei confronti di chi ha la possibilità di eludere ed evadere troppo spesso impunemente. Politici ed esperti si sono esercitati nell’individuare soluzioni tecniche che potessero risolvere una volta per tutte il problema dell’evasione fiscale, sia sul versante della riscossione sia su quello dell’accertamento del reddito reale su cui operare il prelievo fiscale.

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