La visita del cardinale Scola all’oratorio di Carnago: «Non c’è niente di più bello per un Vescovo dell’abbraccio con i suoi “figli spirituali”»

di Alberto GALIMBERTI

oratori estivi Carnago

«Non si può separare il corpo dal cuore, così come non si può disconoscere il desiderio di amare che Gesù ha donato a ciascuno di noi». Forte, semplice e diretto il messaggio che il cardinale Angelo Scola ha voluto lanciare ai ragazzi dell’oratorio di Carnago (Varese), nel corso della visita compiuta questo pomeriggio.

Pur arrivando in anticipo sul programma, l’Arcivescovo non ha sorpreso bambini, ragazzi ed educatori, che l’hanno festosamente accolto, disponendosi ordinatamente in un grande cerchio sul piazzale San Giovanni Bosco, appena fuori la chiesa di San Martino. E prima di entrare nel Santuario per il momento di preghiera insieme – come a voler ricambiare la calorosa accoglienza – il Cardinale ha voluto salutare singolarmente ciascuno, con un sorriso e una carezza.

«Il primo sentimento che voglio condividere è la gioia di incontrarvi, cari bambini, ragazzi ed educatori. Vi dico grazie perché non c’è niente di più bello per un Vescovo dell’abbraccio con i propri “figli spirituali”». La chiesa ha contenuto a fatica più di 240 ragazzi, con le magliette colorate del Grest addosso e negli occhi una luce speciale, come quella che segna l’attesa di chi da tempo aspetta di incontrare una persona.

Per il suo intervento l’Arcivescovo ha preso spunto dal titolo dell’oratorio feriale di quest’anno “Every body – Un corpo mi hai preparato”: «Il cammino di questo Grest estivo, siglato dal termine inglese Every body, vi rivela una scoperta: ciascuno di noi è unico, non c’è nessuna imitazione possibile. E questa verità ricorda molto da vicino l’insegnamento che Gesù ci ha dato dicendoci che ogni persona ha un valore fondamentale e irripetibile». Non solo l’univocità della persona, l’analisi dello slogan scelto dalla Fom offre l’occasione di affrontare un altro aspetto della fede:«Se mettiamo insieme la parola “corpo” e la consapevolezza che ognuno di noi ha un valore infinito, allora ci rendiamo conto che, attraverso il nostro corpo, passa il valore di tutta la nostra persona». È un’evidenza quotidiana: il corpo è necessario per comunicare, per entrare in rapporto con gli altri. «Quando studiate, giocate a pallone, pensate, correte, tutto passa attraverso il corpo. E questo ci fa capire che il corpo deve sempre comunicare la persona umana. Il corpo comunica tutto, anche quello che non si può vedere e toccare: comunica il nostro cuore».

Scola ha poi rivolto due inviti al pubblico, giovanissimo e attento alle sue parole. Il primo è che «ciascuno deve sempre comunicare il suo valore unico tramite il corpo e, con questo gesto, esprimere il desiderio che proviene dal profondo del proprio cuore», perché non esiste, né può esistere corpo senza cuore. Il secondo, invece, è «l’impegno a caratterizzare i momenti della vostra vita, dallo studio al momento del gioco, dalla vacanza con la famiglia alla gita insieme agli amici, con la massima capacità d’amare».

Sapendo di chiedere molto, il Cardinale ha indicato la guida e l’esempio di Gesù, «amico sempre presente, pronto ad ascoltarci ed accoglierci in ogni istante nel suo infinito amore. Gesù ci ha insegnato con la sua vita, attraverso il dono del suo corpo, a comunicare tutta intera la nostra persona». E, infine, parlando ai più piccoli seduti sulle prime panche, ha concluso:«Amare Gesù, diventare amici tra di voi e amici di Gesù è il modo più bello per crescere, maturare e vivere una vita autentica: è questo il senso dell’oratorio estivo».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi