Primo incontro al Ministero sulla vertenza interna al colosso britannico della ristorazione: in Italia 800 dipendenti rischiano il licenziamento. Nuovo appuntamento a Roma il 19 dicembre

di Silvio MENGOTTO

Dopo un primo incontro svoltosi ieri, si ritroveranno il 19 dicembre al Ministero del Lavoro a Roma, le parti sociali coinvolte nella vertenza interna al Compass Group, il colosso britannico della ristorazione: in Italia 800 dipendenti rischiano il licenziamento. Contro il taglio venerdì 30 novembre si è svolto in tutta Italia uno sciopero generale proclamato unitariamente dai sindacati.

A Milano lo sciopero ha visto formarsi un folto presidio di fronte alla sede di Confcommercio in corso Venezia, con un blocco stradale simbolico. Pentole e mestoli ritmavano gli slogan della protesta. Per la prima volta quattro direttori si sono uniti allo sciopero con i loro dipendenti e collaboratori (cuochi, impiegati, quadri, ragionieri e operai): non si era mai visto. «In Italia c’è una novantina di direttori coinvolti nel licenziamento – dice uno di loro -. Sino a ieri eravamo l’azienda, oggi siamo considerati esuberi. Sembra strano, ma ci hanno uniti». Un altro sbotta: «Io non condivido questa procedura a scatola chiusa, non definita».

Tutti in piazza, senza alcuna distinzione tra colletti bianchi o grembiuli da lavoro, ceto medio o basso, per protestare contro la decisione di tagli indiscriminati e operati senza una giustificazione contabile. Il bilancio della società britannica, quotata alla Borsa di Londra, non è drammatico: il 30 settembre gli indici economici del Compass Group indicavano infatti un’azienda in buona salute.

Compass Group è la più grande società di ristorazione collettiva a livello mondiale, con 380 mila dipendenti. In Italia gestisce servizi di ristorazione, buoni pasto, pulizie civili e industriali con 8000 dipendenti sull’intero territorio nazionale. I più importanti appalti in corso sono Università Bocconi, Banca d’Italia, Eni di San Donato Milanese, Fiat a Torino e Cassino, Camera dei Deputati, scuole del Comune di Torino, Asl di Salerno, Magneti Marelli, Deutsche Bank, Kraft, Pirelli e Vodafone. Le figure professionali a rischio licenziamento sono in particolare impiegati e quadri, direttori, addetti alle mense o ai servizi di pulizia. In Lombardia sono 130 i lavoratori e le lavoratrici che potrebbero ricevere la lettera di licenziamento.

Una comunicazione inviata a settembre alle organizzazioni sindacali annunciava i licenziamenti, scartando perentoriamente l’utilizzo di ammortizzatori sociali come la Cassa integrazione o i contratti di solidarietà. Un annuncio contrastante col fatto che nel Nord Est dall’ottobre 2011 al settembre 2012 il gruppo britannico ha registrato 97 mila ore di supplementare e oltre 29 mila ore di straordinario. Desta ulteriore perplessità il comportamento del gruppo in altri Paesi europei. «In Portogallo sono previsti 80 esuberi – dice Francesca Gamba, rappresentante della Rsu aziendale -, in Spagna nessun licenziamento, ma solo riduzione di orario lavorativo per mantenere l’occupazione. In Italia, invece, sono ben 800 gli esuberi annunciati. Non c’è nessuna logica».

Mercoledì 5 dicembre si è svolto il primo incontro tra le parti sociali al Ministero del Lavoro a Roma. «Dopo un lungo dibattito – dice Francesca Gamba -, azienda e sindacati hanno convenuto di prendere tempo in attesa di un nuovo incontro fissato al 19 dicembre. L’impegno aziendale è quello di valutare tutte le soluzioni alternative ai licenziamenti. Il 13 dicembre è previsto un tavolo tecnico tra sindacati nazionali e azienda, allo scopo di arrivare all’incontro ministeriale con proposte alternative al trauma del licenziamento».

I lavoratori hanno ricevuto la solidarietà dell’assessore milanese alle Politiche per il lavoro Cristina Tajani, mentre una delegazione sindacale è stata ricevuta e ascoltata da don Walter Magnoni, della Pastorale diocesana del Lavoro. Don Magnoni, oltre a esprimere solidarietà ai lavoratori, ha scritto all’amministratore delegato di Compass Group per l’Italia, che si è reso disponibile per un incontro che avverrà a breve.

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