Sono 81 le realtà presenti in città, che si prendono cura di iniziative di socializzazione, volontariato e mutuo aiuto nel proprio rione

di Cristina CONTI

Iniziative di aggregazione, feste, volontariato. Sono 81 i comitati cittadini presenti a Milano, di cui circa un terzo ha più di 10 anni. A dirlo alcuni dati che emergono dal rapporto “I comitati dei cittadini a Milano” della Camera di commercio in collaborazione con il Consorzio Aster.

Oltre il 20% si concentra tra Porta Ticinese e Porta Genova da un lato, viale Monza e via Padova dall’altro. Donna, tra i 45 e i 64 anni, laureata e radicata nel proprio quartiere: questo l’identikit di chi partecipa ai comitati di quartiere. In tre casi su quattro si è residenti da più di dieci anni, e così, ancor prima di sentirsi italiano o milanese, ci si considera (nel 68,4% dei casi) un abitante del quartiere.

Non solo divertimento, ma anche mutuo aiuto, cura del verde e pulizia. Il 67,9% si occupa del traffico e del degrado del proprio quartiere: dall’inquinamento ambientale, alla microcriminalità, al rischio di emarginazione. Il 46,1 per cento vorrebbe essere più ascoltato dalle istituzioni. «Sono dati significativi che confermano il forte senso civico dei milanesi e la loro vocazione imprenditoriale», ha affermato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano.

Difesa della qualità della vita, desiderio di contribuire alla città e di restituire qualcosa alla società: queste le principali motivazioni di chi si impegna nei comitati. E così nascono momenti di socialità (feste e iniziative di aggregazione) nel 47,1% dei quartieri, attività di volontariato caritatevole e di beneficenza (37,5%), forme di mutuo aiuto tra le famiglie come accompagnare i bambini a scuola (24,9%). Molti comitati sono attivi anche nei confronti delle tematiche legate alle trasformazioni urbanistiche e alle grandi infrastrutture, dalla costruzione dei nuovi parcheggi, allo sviluppo immobiliare, nel 36,6% dei casi. E alcuni anche nel mantenimento dell’ordine pubblico (sicurezza, immigrazione, prostituzione) nel 22%.

Non manca poi la fornitura di veri e propri servizi pubblici, come le attività legate alla manutenzione del verde (nel 19,3% dei casi) e quella della pulizia delle proprie vie (nel 17%).

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