Redazione

Il fiore del loto – lianhua in cinese – è un simbolo tradizionale del Buddismo. La pianta si innalza dalla superficie dell’acqua in una forma dignitosa e, sebbene cresca nel fango della palude, il suo fiore è di una purezza incontaminata.
La situazione della Chiesa in Cina, in un qualche modo assomiglia al loto. Viene da chiedersi infatti come il loto possa crescere così bello e puro dal pantano. Allo stesso modo ci si può chiedere come la Chiesa in Cina abbia potuto emergere dall’atroce decennio della Rivoluzione Culturale, dalle persecuzioni e dal controllo del governo. Questo accostamento tra il loto e la situazione della Chiesa è la chiara impressione riportata dal coordinatore del team di Fen Xiang nel suo ultimo viaggio nelle Province dello Shanxi e dell’Hebei, avvenuto la scorsa primavera.

Con tale accostamento, non ci riferiamo soltanto ai segni visibili della presenza della Chiesa, quali sono ad esempio le chiese costruite negli anni ’80 e ’90, sorte dopo decenni d’assenza d’ogni segno visibile di vita ecclesiale.
Oggigiorno, c’è un cambiamento nello sforzo paziente e costante della Chiesa di rendersi presente in modo significativo nella società cinese. La Chiesa sta mostrando la sua coraggiosa determinazione investendo maggiormente le proprie energie nella formazione degli agenti pastorali. Uno sforzo che già sta dando frutti. Certo, il fango si rende ancora presente in molti modi, ma la bellezza del loto mette da parte la propria timidezza e diviene sempre più evidente. I frutti stanno maturando: un corso di teologia per laici presso la chiesa Beitang di Pechino; la creazione imminente di un centro provinciale di formazione a Taiyuan per le suore della provincia dello Shanxi; un corso estivo di formazione permanente per sacerdoti in Shijiazhuang nella provincia dell’ Hebei; corsi biblici nella diocesi di Yuci. Queste sono alcune delle iniziative di una Chiesa decisa a dare sostegno e speranza ai suoi agenti pastorali, così da renderli capaci di affrontare i rapidi cambiamenti della società. Sono tra i petali del fior di loto, bello sopra le acque scure del controllo statale, della persecuzione e della divisione.

La scorsa primavera è stata anche tempo di raccolto per la chiesa in Cina. Il vescovo Pietro Feng della provincia dell’Hebei ha raccontato recentemente a Fen Xiang: “Vorrei condividere con voi la gioia che abbiamo ricevuto dal Signore in questa Santa Pasqua. Nella Cattedrale, durante la veglia pasquale abbiamo avuto 184 nuovi battezzati. In quasi tutte le parrocchie della mia diocesi c’erano nuovi convertiti. La contea di Jingxian ha avuto il raccolto più abbondante grazie al lavoro del parroco e delle suore. La contea di Fucheng ha avuto 70 nuovi battezzati. Questo è un tempo d’oro per l’evangelizzazione. Il raccolto è ricco e la gente è affamata di Dio. Dobbiamo afferrare questa opportunità che il Signore ci dona”.

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