Proveniente dalla National Gallery di Londra, la splendida «Natività mistica» sarà messa a "confronto" con il capolavoro della Pinacoteca milanese, la «Madonna del Padiglione». La mostrà verrà inaugurata oggi, lunedì 14 novembre, alle ore 18

di Luca FRIGERIO

Quando capolavoro chiama capolavoro. La Madonna del Padiglione di Sandro Botticelli è una delle gemme più preziose di quello straordinario scrigno d’arte che è la Pinacoteca Ambrosiana di Milano. E fino al prossimo 5 febbraio accanto ad essa sarà esposta un altro meraviglioso dipinto del maestro fiorentino, proveniente dalla National Gallery di Londra: quella Natività mistica, cioè, che è considerata una delle opere più intense e più evocative dell’intera epoca rinascimentale. E che oggi è stata scelta anche per illustrare la Lettera che l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, rivolge alle famiglie in occasione della benedizione natalizia. Un evento eccezionale, dunque, nel nome di Botticelli, nel segno della più alta espressione artistica della fede.

Di struggente bellezza è il dipinto londinese. Sotto una tettoia di paglia, dentro una grotta, Maria inginocchiata adora suo Figlio, che giace non nella mangiatoia posta davanti al bue e all’asino, ma su un bianco lino a velare la nuda terra. Giuseppe, rannicchiato, pensoso, contempla anch’egli quel Dio bambino, mentre a destra come a sinistra si accostano figure oranti – i magi, i pastori – accompagnati da angeli. Angeli che danzano e cantano la gloria di Dio nell’alto dei cieli, proclamando la pace in terra agli uomini di buona volontà. Sì, è proprio una bellissima Natività, questa di Botticelli. Ma è anche qualcosa di più, e di ancora più profondo.

Perchè il mistero dell’incarnazione di Cristo, di un Dio che si fa uomo per amore, è interpretato dall’artista fiorentino in tutte le sue implicazioni profetiche e messianiche, espresse in una serie complessa, e non ancora del tutto decifrata, di simbologie, richiami, citazioni. Come solo Botticelli ha saputo fare, in modo così mistico, in una forma così intimamente condivisa.

L’opera, del resto, è forse l’ultima realizzata dal nostro pittore, e si pone quindi come una sorta di suo testamento artistico e spirituale. Sicuramente è l’unica giunta fino a noi datata e firmata da Botticelli. Nella parte superiore della tela, infatti, è posta un’iscrizione in greco dal significato piuttosto criptico e dal tono apocalittico, che fa riferimento alla fine dell’anno 1500 e a momenti torbidi per Italia, ovvero a quella situazione di crisi che avvolse Firenze dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, scossa dall’invasione francese, colpita dalle mire espansionistiche di Cesare Borgia, lacerata dalla condanna sul rogo di Girolamo Savonarola.

E proprio gli echi della appassionata e visionaria predicazione del frate domenicano, di cui quasi certamente il Botticelli fu seguace, si ritrovano in questa mistica Natività, dove la nascita di Gesù, nuovo Adamo secondo la citazione paolina, segna davvero l’inizio di tempi nuovi e l’aprirsi di nuovi cieli, in un percorso di salvezza e redenzione che porterà l’umanità a una nuova, definitiva era di pace e di concordia. A ciò, infatti, alludono i molti rimandi simbolici presenti nel dipinto, dai rami d’ulivo ovunque ostentati alla fuga disordinata di piccoli diavoli in basso, fino al commovente abbraccio fra angeli e uomini, che sembra illustrare pienamente il salmo 84: «Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno».

Questo eccezionale capolavoro giunge a Milano come scambio con un’altra splendida opera che l’Ambrosiana ha prestato alla National Gallery, quel Ritratto di musico che si presenta come una delle opere chiave della grande mostra su Leonardo da Vinci in corso in in questi giorni a Londra.

Sarà così possibile, come si diceva all’inizio, un diretto e inedito confronto fra la Natività mistica e la cosiddetta Madonna del Padiglione. Il tondo, che venne forse eseguito per il priore del convento camaldolese di Firenze (amico e confessore di Lorenzo il Magnifico), mostra due angeli che, scostando un grande tendaggio rosso, svelano alla contemplazione la Vergine inginocchiata che offre il seno al Bambino Gesù, introdotto da un terzo angelo, con una iconografia piuttosto insolita, ma anche in questo caso ricca di richiami simbolici. Un’altra meraviglia del Botticelli, anch’essa assolutamente da riscoprire.

La mostra «Apocalittico Botticelli» sarà inaugurata oggi, lunedì 14 novembre alle ore 18, e proseguirà fino al 5 febbraio 2012 presso la Pinacoteca Ambrosiana a Milano (piazza Pio XI, 2).

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