Voci da parrocchie milanesi e dei dintorni: i sacerdoti cercano di farsi trovare. Quando ci riescono sperimentano di essere attesi

Luisa BOVE

Domenica scorsa il cardinale Scola ha lanciato l’appello a una maggiore attenzione alle confessioni. Abbiamo trovato sul territorio alcune esperienze che vanno proprio in quella direzione e possono rappresentare uno stimolo e un esempio anche per altre realtà. Nessuno mette in dubbio il valore e l’importanza del sacramento della Riconciliazione, ma tradizione e prassi in diocesi possono essere anche molto diverse. A Cernusco sul Naviglio per esempio, «basta entra in confessionale, anche in un giorno feriale, che arriva subito gente a chiedere di confessarsi», dice don Ettore Colombo, responsabile della Comunità pastorale “Famiglia di Nazaret”. «Da noi c’è una buona tradizione: la frequenza alla messa domenicale è del 27% e anche la presenza di giovani è alta, seppure rappresentino una minoranza».

Per il resto ogni parrocchia ha giorni e orari stabiliti per le confessioni, solo a S. Giuseppe Lavoratore e alla Madonna del Divin Pianto, «che non hanno una grande tradizione, si limitano al sabato pomeriggio quando arriva in chiesa il prete», spiega don Colombo. «Mentre a S. Maria Assunta, parrocchia centrale e di passaggio per molte persone, ogni giorno ci sono sacerdoti disponibili per la confessione con turni al mattino e al pomeriggio. Per questo c’è chi arriva anche da fuori (Pioltello, Carugate…) perché sa di trovare sempre qualcuno».

«Per Natale e Pasqua organizziamo una celebrazione penitenziale comunitaria e poi seguono le confessioni individuali con la presenza di una decina di preti». Quest’anno per l’Avvento si terranno nelle tre sere del 19, 20 e 21 dicembre dalle 21 alle 22.30 rispettivamente per adulti, adolescenti e giovani. Mentre i ragazzi di catechismo, saranno durante la Novena di Natale, avranno riservati sei pomeriggi divisi per classi di almeno un centinaio ciascuna e «di solito partecipano quasi tutti».

Nel cuore di Milano invece, nella chiesa di S. Maria della Scala in S. Fedele, ci si può confessare tutti i venerdì mattina, ma il desiderio, dice padre Lino Dan, è di intensificare da gennaio la presenza di sacerdoti. Oggi i maggiori frequentatori sono «persone già legate ai gesuiti da molti anni, ma anche intellettuali, impiegati e professionisti che lavorano in zona, a volte ai margini della Chiesa…». Ma in passato, «quando avevamo anche più sistematicità», puntualizza il superiore, «venivano a confessarsi spesso anche sacerdoti. Ma qualcuno capita ancora…».

«Di giovani», ammette, «ne vediamo pochi, se non quelli che ruotano attorno alle nostre attività. Si tratta comunque di piccoli numeri, non arrivano fiumane di persone a confessarsi. Quando però in Avvento e Quaresima organizziamo le confessioni in orario di pausa pranzo, allora vengono in tanti. In vista del Natale quest’anno abbiamo fissato il mercoledì 21 dicembre dalle 12.45 alle 14, che è l’orario utilizzato già per la Scuola di preghiera alla quale partecipano anche 80-100 persone. Ma siamo sempre disponibili alle confessioni su appuntamento, basta chiamare il numero 02.863521 per accordarsi».

Anche nella chiesa di S. Giovanni Evangelista, in zona Maciachini a Milano, «nei limiti del possibile c’è sempre la disponibilità dei preti per la confessione», dice padre Mario Bertola, pavoniano, «anche se in questo periodo di benedizioni natalizie ci siamo meno. Il 18 dicembre, la domenica prima di Natale, «abbiamo previsto la presenza di 5 o 6 preti per le confessioni tutto il pomeriggio».

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