“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,21). Il tema missionario scelto per celebrare l’85ª Giornata missionaria mondiale “Testimoni di Dio” è un’occasione per ritornare a vivere con gioia e rinnovato impegno la propria vocazione cristiana: annunciare l’Amore di Dio per testimoniare in modo credibile la vita buona del Vangelo

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È questo il servizio più prezioso che la Chiesa può rendere all’umanità e ad ogni singola persona alla ricerca delle ragioni profonde per vivere in pienezza la propria esistenza.
Si apre con queste parole il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Missionaria Mondiale 2011, che sarà celebrata il 23 ottobre col titolo “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,21). Il Papa attribuisce all’impegno missionario un particolare valore. Scrive infatti che “l’incessante annuncio del Vangelo (…) vivifica anche la Chiesa, il suo fervore, il suo spirito apostolico, rinnova i suoi metodi pastorali perché siano sempre più appropriati alle nuove situazioni – anche quelle che richiedono una nuova evangelizzazione”. Indica poi che “destinatari dell’annuncio del Vangelo sono tutti i popoli” e che “questa è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare”. L’importanza e l’urgenza della missione costituiscono per Benedetto XVI un punto centrale del mandato che la Chiesa ha ricevuto. Dopo aver ricordato che “l’attenzione e la cooperazione all’opera evangelizzatrice della Chiesa nel mondo non possono essere limitate ad alcuni momenti e occasioni particolari”, Benedetto XVI sottolinea la complessità dell’ “evangelizzazione globale” oggi. “Si tratta – scrive – di sostenere istituzioni necessarie per stabilire e consolidare la Chiesa mediante i catechisti, i seminari, i sacerdoti; e anche di dare il proprio contributo al miglioramento delle condizioni di vita delle persone in Paesi nei quali più gravi sono i fenomeni di povertà, malnutrizione soprattutto infantile, malattie, carenza di servizi sanitari e per l’istruzione. Anche questo rientra nella missione della Chiesa”. Nella conclusione il Papa afferma che “attraverso la partecipazione corresponsabile alla missione della Chiesa, il cristiano diventa costruttore della comunione, della pace, della solidarietà che Cristo ci ha donato, e collabora alla realizzazione del piano salvifico di Dio per tutta l’umanità. Le sfide che questa incontra, chiamano i cristiani a camminare insieme agli altri, e la missione è parte integrante di questo cammino con tutti”. 

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