«Nella mia parrocchia c’è sensibilità - afferma Federico -: sono state avviate diverse iniziative e incontri di preghiera per persone in crisi»

di Luisa BOVE

divorziati

Federico, 51 anni, è separato dalla moglie dal 2009 e ha due figlie in affidamento congiunto, «stanno metà tempo con me e metà con la mamma», precisa. «La mia è una situazione difficile, complicata anche da una serie di vicende esterne che si sono aggrovigliate con la separazione. Ma ora che è passato un po’ di tempo, anche se le ferite sono difficili da rimarginare, riesco a vedere le cose con maggior distacco».

Quello che lo ha stupito fin dall’inizio, «è stato constatare che avevo intorno tantissime persone a darmi una mano, anche amici che non vedevo da tempo e che invece ho ritrovato in questa situazione». Per fortuna, continua Federico, «ho avuto alle spalle anche la famiglia di origine che mi ha aiutato moltissimo, anche economicamente, perché la mia vicenda ha avuto pesanti risvolti economici».

Prima ancora di separarsi ha iniziato un percorso approdando alla Pieve di Romena, nel Casentino (Arezzo), dove una fraternità fondata più di 20 anni da Luigi Verdi accoglie persone in crisi. «Il primo corso l’ho frequentato nel 2008, perché il processo di separazione è stato lungo, poi sono tornato altre volte e per me è stato di grandissimo aiuto». «Ma senza andare così lontano (in Toscana, ndr) ho avuto la fortuna di ricevere supporto anche dalla comunità che frequento abitualmente a Milano – spiega Federico -. Sia da parte dei sacerdoti, con i quali ho avuto occasione di parlare in modo tranquillo e libero sentendomi molto accolto; sia in parrocchia, dove sono state avviate iniziative specifiche attraverso un gruppo di persone che conoscevo già».

Da tre anni si organizzano una volta al mese anche incontri di preghiera e di meditazione rivolti a separati, divorziati e a coppie in crisi. Eppure «tante persone che vivono situazioni penose (perché la separazione è sempre un dramma) si trovano spesso emarginate dalla loro comunità o guardate come se avessero fatto chissà che cosa – dice Federico -. Io per fortuna ho incontrato sensibilità e attenzione. Quando si vivono momenti difficili è fondamentale trovare qualcuno disposto ad aiutarti e ad ascoltarti senza le velleità di risolvere il problema, ma semplicemente offrendo uno spazio di confronto e comunicazione». Gli incontri a cui partecipa Federico sono aperti a tutti, quindi ha la possibilità «di conoscere persone che arrivano da altre parrocchie e da altri ambiti. E questa è un’esperienza assolutamente positiva».

Ma torniamo alle figlie. Averle a casa qualche giorno alla settimana «è senz’altro una fatica, perché bisogna conciliare il lavoro, la gestione della casa e tutto il resto… ma lo faccio volentieri e con soddisfazione. Anche questa è una grande risorsa e un modo per guardare avanti con fiducia».

Ma non tutti hanno la stessa opportunità. Dal punto di vista delle relazioni umane Federico si ritiene fortunato. «Purtroppo però ci sono persone che vivono situazioni molto più difficili e penose, perché sono allontanate dai figli o li vedono sporadicamente. Magari frequentano comunità ecclesiali poco accoglienti e questo fa male, perché chi vive situazioni di separazione sa quanto è difficile. Se poi anche le condizioni intorno non aiutano e non danno supporto, tutto diventa più pesante».

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