Nella celebrazione presieduta al Santuario della Divina Misericordia, il cardinale Bagnasco ha esortato i giovani a «incendiare d’amore» la nostra epoca, per liberarla dai tanti mali che travagliano il mondo

di Andrea FERRARIO
Équipe Gmg

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Nel pomeriggio di mercoledì 27 luglio – davanti a decine di migliaia di giovani italiani che poco prima avevano varcato la Porta Santa al termine del pellegrinaggio dal Santuario di San Giovanni Paolo II a quello della Divina Misericordia -, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha concelebrato la Messa insieme ai Cardinali, ai vescovi e alle centinaia di sacerdoti presenti e provenienti da ogni parte d’Italia.

Difficile riassumere in poche righe la ricchezza dei contenuti dell’omelia, nella quale il Cardinale ha invitato i giovani italiani a rimanere nell’amore di Gesù, perché, come ha sottolineato con forza, soltanto lasciandosi amare da Lui «si diventa capaci anche dell’impossibile». Infatti amare come Gesù «ci porta in un altro mondo», diverso da quello segnato da tante forme di barbarie, che spesso interessano e segnano, lasciando profonde cicatrici, anche la vita del nostro Paese.

Ecco, quindi, al termine della Messa l’invito ai giovani italiani a incendiare d’amore l’Italia, nella consapevolezza che solo l’amore alla maniera di Gesù è la risposta ai tanti mali e l’unica «speranza per la nostra Europa, il nostro Occidente, per il mondo». Ai giovani italiani (e non solo) il compito di non dimenticarlo mai.

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