A cadenza mensile sul tema «Un progetto che si chiama desiderio»

Tempi-affollati

«Il desiderio è una benzina così potente che non sai bene dove ti può portare. Nel senso che magari inizi quello che pensi sia un viaggetto, poi ti ritrovi sperduto in una grande avventura…»
Davide Rondoni

Nell’antica Roma gli indovini che traevano auspici dalle stelle constatavano talvolta che il cielo era coperto e che non potevano osservarle e, dunque, fare il proprio mestiere. Di qui nasce la parola “desiderio”, in cui il “de-“ privativo precede “sidera” (in latino, le stelle): “mancanza di stelle”. “Desiderio” indica dunque, anche etimologicamente, il sentimento di assenza di qualcosa che vorremmo e, insieme, la tensione a raggiungere ciò ci che manca.
Sempre nell’antica Roma, la parola “progetto” era semplicemente un participio passato, dal verbo “proicio”: voleva quindi dire “gettato avanti”, “lanciato”. Certo, da allora, la parola è venuta a significare ben di più e racchiude l’idea di “piano”, di “studio preparatorio”, di “calcolo” di qualcosa da realizzare: resta il fatto che il “progetto”, anche oggi, è qualcosa che “getta avanti” nel futuro una nostra intenzione.

Ecco allora che tra “desiderio” e “progetto” si profila una relazione interessante. Il fatto di desiderare resta confinato nel dominio delle emozioni o, nel migliore dei casi, dei sentimenti senza realizzazione concreta se ad esso non si accompagna una tensione progettuale capace di proiettare nel futuro un disegno che ne permetta la soddisfazione. Nello stesso tempo, un progetto che non abbia alla sua radice un desiderio vero e consapevole rischierà di ridursi ad un esercizio di volontà, magari nobile, ma alla lunga destinato ad esaurire la nostra volontà e la nostra motivazione a realizzarlo.

E’ questo l’orizzonte in cui si muove il ciclo di conferenze 2018-2019 proposto dal Centro Giovani coppie San Fedele: come comporre nella coppia un equilibrio tra progetto e desiderio? Come interpretare nella vita di coppia il significato stesso di questi termini? Come discernere tra desiderio e desiderio, educandosi e educando ad un desiderare positivo ed evolutivo? Su queste e ad altre domande simili lavoreranno gli otto relatori che, tra ottobre 2018 e maggio 2019, esploreranno il tema proposto con voci diverse, come sempre alla ricerca della ricchezza di spunti di riflessione nella pluralità degli approcci e delle prospettive.

Il primo incontro è in programma per giovedì 4 ottobre alle 21 con Silvano Petrosino (Filosofo – Università Cattolica Milano) su «Non ti amo più.Che vuoi dire?».
In allegato il programma completo.

Per informazioni contattare la segreteria del
Centro Giovani Coppie, a vostra disposizione ogni
mercoledì dalle 9.30 alle12.30
Tel.0286352.241 Fax0286352215
mail@centrogiovanicoppiesanfedele.it
www.centrogiovanicoppiesanfedele.it

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