sposi

3. Accogliendo il "reale"

Accogliere queste coppie in modo sereno e profondamente positivo è forse oggi una delle attenzioni più impegnative per gli operatori. A loro spetta di valorizzare il fatto che queste coppie abbiano chiesto il sacramento del matrimonio, segno dell’intuizione, magari non esplicita, della ricchezza che il sacramento può donare. Ancora, compete loro lo sguardo che sa scorgere il bene che queste coppie sono grazie alla forza dell’amore che sperimentano non soffermandosi troppo, almeno in prima battuta, sulle concrete scelte nei modi di vivere la loro attuale esperienza affettiva. Che queste coppie si sentano accolte dalla Chiesa è buona premessa perché poi le parole della fede e la visione cristiana del matrimonio possano arrivare al loro cuore in modo significativo, così da portarli a interrogarsi e a far evolvere i modi concreti di vivere il loro amore. La Guida lombarda ci aiuta ad assumere lo spirito giusto invitandoci a considerare che:

• Chiedere di celebrare il sacramento del matrimonio secondo la fede della Chiesa, significa aver riconosciuto all’interno del proprio legame affettivo la presenza di una chiamata di Dio e significa, nello stesso tempo, affermare la necessità della grazia del Signore Gesù per dare compimento alla domanda di salvezza che l’amore umano porta in sé.

•  Il fidanzamento è un tempo favorevole, grazie al quale i fidanzati possono, proprio all’interno della loro esperienza affettiva, rinnovare il loro incontro con la persona di Gesù Cristo, con il messaggio del Vangelo e con la Chiesa.

•  L’esperienza affettiva che i fidanzati cristiani vivono pone una domanda fondamentale: l’incontro con il Signore Gesù è indispensabile per vivere in pienezza quel legame d’amore che appare come un bene e come una promessa?

•  Una lettura sincera e senza pregiudizi dell’amore umano aprirà ad un ascolto attento del messaggio della rivelazione di Gesù, che rinnova il cuore dell’uomo e, nel sacramento del matrimonio, lo rende capace di accogliere e vivere l’amore che viene da Dio.

•  Affinché sorga nei fidanzati il desiderio di rispondere con entusiasmo e responsabilità alla chiamata del Signore.

•  Con il necessario "spirito critico" rispetto a ciò che la cultura propone come "amore", e quindi con la responsabilità di "autorevole discernimento" della qualità coniugale dell’amore di coppia.

«Il fidanzamento è un tempo favorevole grazie al quale i fidanzati possono, proprio all’interno della loro esperienza affettiva, rinnovare il loro incontro con la persona di Gesù Cristo. […] Una lettura sincera e senza pregiudizi dell’amore umano aprirà ad un ascolto attento del messaggio della rivelazione di Gesù, che rinnova il cuore dell’uomo e nel sacramento del matrimonio lo rende capace di accogliere e vivere l’amore che viene da Dio. […] Chiedere di celebrare il sacramento del matrimonio secondo la fede della Chiesa, significa aver riconosciuto all’interno del proprio legame affettivo la presenza di una chiamata di Dio e significa, nello stesso tempo, affermare la necessità della grazia del Signore Gesù per dare compimento alla domanda di salvezza che l’amore umano porta in sé».

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