Edizioni Camilliane, pp. 126, €. 14,00

Il testo di Sandrin ha un sottotitolo significativo: “C’è un tempo per gli altri e un tempo per sé”. Questo significa che per arrivare a noi stessi e a Dio dobbiamo essere capaci di liberarci, a volte, dal magnetismo di un ritmo spesso imposto dall’esterno. Si chiedeva san Bernardo da Chiaravalle: “Come puoi essere pienamente ed autenticamente uomo, se hai perso te stesso?”.
Sandrin, sacerdote e psicologo, ci offre delle indicazioni per far visita a noi stessi e soprattutto per sentirci “a casa”. Si eviterà il rischio del “burnout”, molto presente nelle “professioni di aiuto”; cioè quel bruciarsi nell’aiutare gli altri, dovuto a un non attento coinvolgimento nel proprio lavoro, ad una mancata cura di sé, ad una scarsa attenzione alla propria salute spirituale.
Con i suoi doni, la parola, il suo amore e la sua speranza, Dio “ci consola in tutte le nostre sofferenze perché possiamo anche noi consolare quelli che soffrono con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Lui” (2Cor. 1,4).
Saggiamente la Bibbia ricorda che “c’è un tempo per ogni cosa, per ogni faccenda sotto il solo” (Qoelet 3,1).
C’è quindi un tempo per prendersi cura degli altri ma anche un tempo per sé!

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