È ispirata alla vicenda evangelica dei discepoli di Emmaus, che dopo l’incontro con Gesù presero la via di Gerusalemme con rinnovata lena, la relazione che il decano don Mirko Bellora consegnerà al cardinale Scola in visita pastorale al Cineteatro San Luigi di Concorezzo

di Cristina CONTI

Mercoledì 8 marzo la Visita pastorale feriale del cardinale Angelo Scola farà tappa a Concorezzo (Milano) dove, alle 21, l’Arcivescovo incontrerà i fedeli del Decanato di Vimercate presso il Cineteatro San Luigi (via S. De Giorgi 56). «Il nostro Decanato è diffuso su un territorio di 19 Comuni dove vivono 160 mila abitanti, e comprende 29 parrocchie e 7 Comunità pastorali, con 50 sacerdoti – spiega il decano don Mirko Giuseppe Bellora, responsabile della Comunità pastorale Beata Vergine del Rosario di Vimercate -. Ci sono significative presenze religiose e di consacrati, tantissime sono poi le associazioni di volontariato religiose e civili, una Caritas capace di essere profetica e di mettersi in rete e centri culturali vivaci».

Come vi siete preparati per questo incontro?
In tutte le parrocchie e in tutte le Comunità, nell’assemblea del clero e nel Consiglio pastorale decanale, ci siamo interrogati sul volto delle nostre comunità rispetto ai 4 pilastri della comunità credente (At 2,42-47), proposti dal cardinale Scola, e sul volto della Chiesa in uscita, proposto da papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. Ogni diaconia ha poi formulato una panoramica, una fotografia delle singole comunità parrocchiali, evidenziando ombre e luci di ogni comunità. Il tutto è stato inviato dal decano all’Arcivescovo e al Vicario episcopale. È stato ed è veramente un momento bello: questi “faccia a faccia” ci stanno regalando un momento veramente felice e fecondo. La Comunità pastorale ci obbliga a ripensare la parrocchia in chiave missionaria. È stato un cammino difficile, ma che ha aperto scenari promettenti. È proprio questo il senso del titolo che ho dato alla relazione che farò al Cardinale: «E, stanchi di camminare, si misero a correre!». Mi rifacccio alla vicenda dei due discepoli che avevano iniziato il loro cammino verso Emmaus con passo stanco e depresso, ma che poi, dopo lo straordinario incontro con Gesù, ripartono senz’indugio, di corsa, verso Gerusalemme, ansiosi di dire a tutti i loro amici che Gesù è risorto, è vivo e che loro l’hanno incontrato. Anche il Decanato di Vimercate ha una gran voglia di correre. Nel corso della serata, vista la data particolare, faremo al Cardinale anche una domanda specifica sulla Festa della Donna.

E gli immigrati?
La loro presenza è analoga al resto della Brianza. Abbiamo due centri di accoglienza ad Agrate e Carnate, in cui si lavora bene. In questi due territori il numero di stranieri è molto alto e tocca percentuali che arrivano al 20% della popolazione. I gruppi nazionali più presenti sono romeni, maghrebini e africani (musulmani). I buoni sentimenti di accoglienza e carità spesso devono fare i conti con le piccole cose di ogni giorno. E perciò non è sempre semplice dedicare a tutti le attenzioni necessarie. Ci sono difficoltà, ma nessuna emergenza.

E quali le sfide per il futuro?
Il Decanato di Vimercate oggi è una potenza, una meraviglia, ma è un po’ “obeso”, per le tante strutture e tradizioni. Per questo si sta cercando una maggiore scioltezza evangelica nella comunione e nella missione, per saper dare risposta al Vangelo, alle tante attese e bisogni. Ci sentiamo ben compresi dalla parole dell’Arcivescovo quando dice che «bisogna passare da un cristianesimo di convenzione a un cristianesimo di convinzione”. Spesso la parrocchia è vista come una agenzia di servizi (sacramenti con domande imprecisate, oratorio feriale come parcheggio…), ma sappiamo poi che da ogni occasione possiamo comunicare e far passare l’amore misericordioso di Dio. Dobbiamo avere coraggio a investire sui giovani. Nel 2018 ci sarà il Sinodo: qui da noi ci sono vicari giovani e molto bravi, che hanno dato vita a un bel gruppo. È giusto perciò attivare un bel percorso che renda la fede attraente e interessante per i giovani. È importante anche imparare a sbilanciarsi sui poveri: dare loro un’attenzione continua.

 

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