"Icona" del Giubileo appena concluso, la preziosa pala quattrocentesca è esposta per tutto il periodo natalizio a Palazzo Marino.

di Luca FRIGERIO

Madonna Misericordia Piero Francesca

È un dono straordinario, quello che accompagna l’intero periodo natalizio a Milano. Nella metropoli lombarda, infatti, arriva la bellissima, preziosissima pala della Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, capolavoro di uno dei protagonisti del Rinascimento italiano. Ma anche mirabile “icona” del Giubileo che si è chiuso da pochi giorni, a evocarne ancora i temi fondamentali che l’hanno animato.

Il dipinto è esposto nella Sala Alessi a Palazzo Marino, proseguendo quindi un’ormai consolidata tradizione, che vede l’esposizione gratuita, tra dicembre e gennaio, di un’opera artistica particolarmente celebre e importante. 

La Madonna della Misericordia giunge in prestito da Sansepolcro, la cittadina toscana al confine con l’Umbria in cui è nato lo stesso Piero della Francesca. La tavola, infatti, costituisce il pannello centrale di un grande polittico, che oggi, pur privo della cornice originale, è stato ricomposto nel locale Museo Civico.

Il complesso apparato venne commissionato all’illustre concittadino dalla Confraternita della Misericordia, nel 1445. Ma, oberato di impegni e spesso in viaggio, Piero riuscì a consegnare l’opera soltanto quindici anni più tardi.

D’altra parte il polittico è davvero monumentale, costituito com’è da ben 23 tavole (per oltre 270 centimetri di base e 330 di altezza), con la raffigurazione dei santi particolarmente venerati nel territorio sansepolcrino (tra i quali san Bernardino da Siena, che fu canonizzato proprio in quegli anni, nel 1450), e la rappresentazione dell’Annunciazione e della Passione di Gesù, fino alla sua Risurrezione.

Da un punto di vista stilistico, colpisce come l’opera presenti elementi “arcaici”, legati cioè alla tradizione tardomedievale, come ad esempio l’impiego dell’oro a far da sfondo alle figure, insieme a soluzioni decisamente moderne e innovative, quindi pienamente rinascimentali, come l’impostazione massiccia delle figure, ispirate evidentemente a Masaccio, e lo “sforamento” di alcuni dettagli nelle tavole contigue, così da creare un effetto di continuità in tutta la composizione.

Il cui “punto focale”, com’è evidente, è costituito proprio dalla pala con la Madonna della Misericordia.

La Vergine appare imponente, di proporzioni decisamente maggiori rispetto alle figure inginocchiate ai suoi piedi. È la “Regina del Cielo”, maestosa, con tanto di corona sul capo, coperto da un velo ricamato. Con mossa solenne, ella allarga le braccia tenendo con entrambe le mani i lembi del suo mantello, in un gesto che si rivela allo stesso tempo d’affetto e di protezione. Il suo volto mostra un’intima concentrazione, gli occhi pudicamente abbassati, ma sulle labbra già affiora un sorriso di gioiosa serenità.

Quattro uomini si prostrano, supplici e adoranti, alla destra della Madonna. Altrettante donne la invocano alla sua sinistra. I visi sono talmente caratterizzati da far pensare a dei ritratti, a delle persone, cioè, legate alla Confraternita della Misericordia o comunque care al maestro. Il personaggio con i capelli rasati e vestito di rosso, all’estremità sinistra per chi guarda, sembra comparire anche in altre opere del pittore toscano. E lo stesso Piero della Francesco, secondo una radicata voce popolare, si sarebbe autoritratto in quel giovane uomo che leva il suo sguardo verso Maria.

Ma non è soltanto la comunità di Sansepolcro a stringersi attorno alla Vergine. Quelle figure, infatti, differenti per età e abbigliamento, e quindi di diversa condizione sociale, laiche e religiose, rappresentano infine l’intero popolo di Dio, che negli affanni della vita e tra le vicende del quotidiano implora la divina misericordia tramite l’intercessione della Madonna.

Figli che, consapevoli delle proprie fragilità, memori delle debolezze del corpo come dello spirito, ancora e sempre cercano la protezione amorevole della Madre, quasi come pulcini che si mettono sotto l’ala della chioccia, secondo un’immagine di premurosa tenerezza evocata da Gesù stesso, così come riporta il vangelo di Matteo.

Attorno a quel grembo in cui il Verbo si è fatto carne, attraverso il quale la Salvezza è scesa fra gli uomini, e che per questo Piero della Francesca mostra come ancora “gonfio”, pregno, a ricordare che lei, la Vergine, è la “piena di grazia”, per sempre e da sempre. E quasi a suggerire un’altra emozionante immagine da lui stesso dipinta per la piccola chiesa di Monterchi, la sublime Madonna del parto.

Per questo, alzando lo sguardo verso il ventre di Maria, noi spettatori come gli uomini e le donne oranti accanto a lei, i nostri occhi intercettano un particolare che a prima vista sembra soltanto un dettaglio ornamentale, e che invece ha un’importanza fondamentale: è quella cintura il cui nodo forma una croce. Sì, perché è proprio lì, ci ricorda il nostro pittore, la fonte di ogni Misericordia.

La «Madonna della Misericordia» di Piero della Francesca è esposta dal 6 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 a Milano presso la Sala Alessi di Palazzo Marino (piazza della Scala). Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 20 (ultimo ingresso alle 19.30; giovedì fino alle 22.30). Ingresso libero. Catalogo Skira. Info: tel. 800.167619, www.comune.milano.it . Prenotazioni possibili solo per le scuole.

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