{"id":839,"date":"2020-11-13T10:32:11","date_gmt":"2020-11-13T09:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/promozionedelsostegnoeconomicodellachiesacattolica\/?p=839"},"modified":"2020-11-13T10:32:11","modified_gmt":"2020-11-13T09:32:11","slug":"centrale-coronavirus-pronto-risponde-don-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/promozionedelsostegnoeconomicodellachiesacattolica\/promozione-del-sostegno-economico-della-chiesa-cattolica\/centrale-coronavirus-pronto-risponde-don-luca-839.html","title":{"rendered":"Centrale coronavirus: pronto? Risponde don Luca"},"content":{"rendered":"<p>Nella primaverile ondata di pandemia, dietro la mascherina di un sanitario poteva nascondersi lo sguardo di un sacerdote. Diversi preti, anche milanesi, sono tornati per qualche mese ad esercitare professioni che avevano caratterizzato la loro vita prima del seminario.<\/p>\n<p>Ma pure la curva epidemica autunnale, al riguardo, presenta sorprese. Le voci, hanno preso il posto dei volti. Chi telefonasse, ad esempio, al numero 800894545 (quello della Centrale operativa regionale emergenza coronavirus di AREU <strong>della Lombardia), potrebbe imbattersi in un centralinista <em>sui generis<\/em>: don Luca Fossati. <\/strong>Classe 1981, sacerdote ambrosiano dal 2009, laureato in Scienze della Comunicazione, radioamatore da un decennio. Divide il suo tempo tra la parrocchia di S. Teresa del Bambin Ges\u00f9, a Milano, dove \u00e8 vicario parrocchiale e l&#8217;ufficio comunicazioni sociali della curia, dove \u00e8 collaboratore. Anche il suo sostegno \u00e8 garantito dal sistema del Sovvenire.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nDon Luca, come \u00e8 finito a fare il volontario in questa struttura?<br \/>\n<\/strong>Sono radioamatore, iscritto alla associazione di categoria. Questa, \u00e8 inserita nella Protezione civile. La Regione ha chiesto aiuto ai diversi rami del Dipartimento e quindi, con altri, ho risposto all&#8217;appello. Sono in sala operativa da circa un mese, da quando \u00e8 ripreso il picco della pandemia. Questo numero di emergenza, insieme al<strong> 112, rappresenta certamente una prima linea.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I turni di lavoro sono serrati? Come \u00e8 organizzato il centralino?<br \/>\n<\/strong>Normalmente lavoriamo 7 ore di fila. Ciascuno risponde a circa 130 telefonate per turno. In sala operativa siamo una trentina per volta. Il centralino \u00e8 aperto dalle 8 alle 22. Il team \u00e8 costituito da volontari, personale di Areu e altri dipendenti. Scelgo i turni settimanali, dopo aver concordato la mia agenda con la parrocchia e con l&#8217;ufficio di curia.<\/p>\n<p><strong>Ne sentir\u00e0 di tutti i colori. Quali sono le maggiori richieste?<br \/>\n<\/strong>Il taglio \u00e8 informativo. Fino a qualche settimana fa, si prendevano segnalazioni di chi aveva bisogno di pasti o di medicine a domicilio, poich\u00e9 bloccati in casa. Ora, prevalgono le domande circa i tamponi. Chi chiama, spesso, segnala ipotesi di positivit\u00e0. Non sa cosa deve fare e come comportarsi. Oppure, ha appreso di essere entrato in contatto con un soggetto positivo. Noi siamo di raccordo con l&#8217;ATS per indirizzare correttamente.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 un lavoro da preti?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 un grande impegno di ascolto e di pazienza. Un obiettivo, \u00e8 calmare le ansie. Io lo vivo come un ambito in cui praticare diverse Opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare a chi non sa, consolare gli afflitti, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. Le domande che raccolgo, nutrono anche la mia preghiera.<\/p>\n<p><strong>I suoi colleghi sanno chi \u00e8 lei? Cosa dicono della sua scelta?<br \/>\n<\/strong>Chiaramente, lo sanno tutti. E si \u00e8 creata anche una bella complicit\u00e0. Ci scappa pure qualche battuta scherzosa. Quando taluni chiamano per informarsi circa la possibilit\u00e0 di partecipare a funerali, Cresime o Messe, ecco il ritornello: \u00abQuesta \u00e8 materia tua&#8230;\u00bb. \u00c8 una occasione per essere accanto agli operatori e alle persone. Qualche domanda impegnativa, ogni tanto, sorge. In questi anni di presenza nella associazione radioamatori (per il momento, non direttamente in centrale operativa) ho accompagnato qualcuno nella preparazione al matrimonio, ho battezzato i loro figli, ho partecipato al funerale di qualche loro caro, ho confessato&#8230; Il rapporto \u00e8 pertanto di amicizia e collaborazione ma, quando serve, sa toccare anche il lato spirituale.<\/p>\n<p><strong>Nella sua parrocchia di S. Teresa, apprezzano questo impegno?<br \/>\n<\/strong>La gente sa quello che faccio. Anche perch\u00e9 mi vede uscire di casa con la divisa. \u00c8 contenta e mi sta vicino: \u00abdon, oggi come \u00e8 andata?\u00bb. Sono un po&#8217; tutti partecipi di questa cosa.<br \/>\nMi chiedono soprattutto informazioni. Riconoscono che in una sala operativa si ha il polso della situazione. Ci si accorge subito quando c&#8217;\u00e8 il giro di boa: dal numero delle chiamate, dalla tipologia e dalla gravita degli interventi richiesti.<br \/>\nAnche i mie superiori ecclesiastici sono avvertiti. E appoggiano questa mia disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella primaverile ondata di pandemia, dietro la mascherina di un sanitario poteva nascondersi lo sguardo di un sacerdote. Diversi preti, anche milanesi, sono tornati per qualche mese ad esercitare professioni che avevano caratterizzato la loro vita prima del seminario. Ma pure la curva epidemica autunnale, al riguardo, presenta sorprese. 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