{"id":89752,"date":"2023-02-03T11:20:37","date_gmt":"2023-02-03T10:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=89752"},"modified":"2023-02-03T11:23:06","modified_gmt":"2023-02-03T10:23:06","slug":"larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-cagnola-gallaratase-quarto-oggiaro-siamo-discepoli-imperfetti-ma-possiamo-cercare-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-cagnola-gallaratase-quarto-oggiaro-siamo-discepoli-imperfetti-ma-possiamo-cercare-insieme-89752.html","title":{"rendered":"L&#8217;Arcivescovo ai giovani del Decanato Cagnola-Gallaratese-Quarto Oggiaro: &#8220;Siamo discepoli imperfetti, ma possiamo cercare insieme. Anzitutto pensiamo insieme: cos\u00ec possiamo costruire qualcosa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 31 gennaio 2023, Parrocchia di Santa Maria Assunta (Certosa di Garegnano). Le domande dei giovani e dunque i loro desideri, che li smuovono in questo oggi, incontrano le risposte dell\u2019Arcivescovo che, giunto ormai a pi\u00f9 della met\u00e0 del suo percorso di Visite pastorali, mette a fuoco spunti sempre pi\u00f9 affinati (e forse anche in qualche misura affettuosi) per provare a dare riscontri a ci\u00f2 che palpita nel cuore dei giovani con cui si sta confrontando: il senso della vita, il significato dell\u2019essere cristiani, l\u2019importanza delle scelte, la necessit\u00e0 di una pratica educativa con al centro la relazione di affetto e stima.<\/p>\n<p>Il dialogo \u00e8 denso e nelle risposte alle quattro domande emergono delle coordinate che si intrecciano l\u2019una con l\u2019altra. Al centro sembra esserci una tensione tra due poli, <strong>due sentimenti contrastanti che abitano il cuore dei giovani<\/strong>. Da un lato la Fede, la scelta di essere cristiani, la passione per la Chiesa, lo spendersi per gli altri partecipando alla vita dell\u2019oratorio, come educatori o allenatori o svolgendo altre attivit\u00e0, l\u2019intuizione della gioia che sembra indicare che questa sia la strada buona da percorrere; dall\u2019altro le incertezze, il sentirsi inadeguati davanti alle provocazioni velate nelle quali a volte ci si imbatte al lavoro o in universit\u00e0 (come rispondere alla domanda \u201cma tu sei credente?\u201d), i dubbi sul futuro, le sfide da affrontare per chi sta cercando un proprio posto nel mondo e la sensazione \u2013 a volte \u2013 di essere abbandonati a se stessi.<\/p>\n<p>L\u2019Arcivescovo \u00e8 comprensivo e chiaro: <strong>ci troviamo davanti ad un bivio<\/strong> che pone una scelta tra due vie radicalmente differenti. Da un lato, la mentalit\u00e0 contemporanea basata su un principio di individualismo sempre pi\u00f9 radicalizzato, secondo cui posso decidere cosa \u00e8 bene e cosa \u00e8 male senza dover considerare null\u2019altro se non ci\u00f2 che sento e penso io. Dall\u2019altro lato, appunto, la proposta di una vita cristiana. Ma in che cosa consiste? E quali differenti orizzonti apre (o preclude) ciascuna delle due strade?<\/p>\n<p>Considerare le possibili vie \u00e8 questione fondamentale proprio per un giovane. Nel momento iniziale di preghiera, durante il quale si \u00e8 letto un estratto della <em>Christus Vivit<\/em> di Papa Francesco (Esortazione apostolica dopo il Sinodo dedicato ai giovani, marzo 2019), emerge con chiarezza <strong>l\u2019importanza del tempo della giovinezza<\/strong>. Tempo di scelte, cambiamenti, maturazioni ed altre intuizioni per la propria vita. Sono anni in cui si pu\u00f2 aprire anche la reale crescita per la e nella Fede. La relazione nella Fede diviene una relazione personale \u2013 non tanto un insieme di precetti da seguire \u2013 e la preghiera acquisisce sempre pi\u00f9 consapevolezza nelle dimensioni di un dialogo diretto ad un \u201cTu\u201d cui rivolgersi e di ascolto della Parola, che dialoga con la vita, interpellandola. La relazione nella Fede diviene una chiamata e la vita pu\u00f2 essere intesa come vocazione: \u00e8 Lui che si rivolge a me e mi chiede con amore di seguirlo. Insieme a Qualcuno, dietro a Qualcuno, camminando per Qualcuno. La giovinezza \u00e8 allora <strong>lo spazio di un incontro<\/strong> che, se vissuto con pazienza e passione, dialogo e umilt\u00e0, pu\u00f2 far fiorire tutta la vita che un giovane inizia a sentire ed intuire dentro s\u00e9. La forza delicata per questa fioritura piena sta nella fiducia in questa amicizia che propone il Signore.<\/p>\n<p><em><strong>\u201cVieni e seguimi!\u201d<\/strong><\/em> Questo \u00e8 anche il fondamento dell\u2019essere cristiano: rispondere con la vita tutta intera a Chi ti dice \u201cSono tuo amico\u201d. La vita e la Fede sono la storia di una grande amicizia. \u201cMa tu sei credente?\u201d <strong>Essere credenti non \u00e8 essere creduloni<\/strong>, ritenere vere alcune cose o aderire ad una dottrina, ma \u00e8 fidarsi di Ges\u00f9, un amico che incontro \u2013 nelle pagine del Vangelo, nell\u2019Eucarestia, a volte anche nei momenti di preghiera personale \u2013 e che mi invita a camminare insieme. Ogni incontro con qualcuno lascia un segno, soprattutto se \u00e8 un incontro in cui ci sentiamo abbracciati e voluti bene, cos\u00ec che smuove qualcosa in noi, ci emoziona, ci mette in moto. Mi fido di Ges\u00f9, di quell\u2019incontro che ho fatto, di una Parola che mi propone di seguirlo lungo la sua stessa strada. Se si segue questa intuizione, se si sceglie di farlo per ogni proprio passo, due sono le raccomandazioni da tenere nella mente e nel cuore affinch\u00e9 non si tratti solo di parole, ma per lasciare che la Parola prenda forma e viva concretamente, dando forma alla quotidianit\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p>Primo: vivere da cristiani \u00e8 <strong>cercare di vivere come Ges\u00f9<\/strong>, cio\u00e8 di amare come Ges\u00f9: <em>\u201cquesto \u00e8 il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati\u201d<\/em> (Gv 15, 12), dunque chinandosi sulle sofferenze degli altri, lasciandosi s-muovere dalla compassione; significa vivere il dialogo con il Padre ricercando momenti di preghiera, rispettare tutti. Vivere da cristiani \u00e8 accogliere e seguire uno stile, lo stile di Ges\u00f9: non tanto fare cose per dimostrare, ma essere \u201cmite e umile di cuore\u201d (Mt 11, 29) in tutto ci\u00f2 che si fa. Questo pu\u00f2 bastare per testimoniare il valore di una scelta che rivela e apre una strada di resurrezione sempre possibile. E qui la seconda indicazione: la fiducia in Ges\u00f9 \u00e8 <strong>la fiducia in una promessa<\/strong>, promessa delle parole di una vita eterna e una gioia piena. Nell\u2019incontro con Ges\u00f9 viene offerta la possibilit\u00e0 di questo. E il desiderio vero verso cui si tende si espande e si dilata: la gioia irradia gli altri, la speranza ci rende \u201csale della terra\u201d (Mt 5, 13; Mc 9, 50; Lc 14, 34-35), desiderosi che ciascuno si senta partecipe di questa stessa gioia.<\/p>\n<p>Tuttavia spesso ci si sente disorientati e incerti. Si vacilla davanti alla responsabilit\u00e0 di rispondere alle domande dei pi\u00f9 piccoli e dei ragazzi che molti giovani e giovani adulti impegnati nell\u2019oratorio o gi\u00e0 alle prese con una famiglia e dei figli si trovano ad accompagnare ed educare. <strong>\u201cCome poter condurre in un percorso in cui ci sentiamo noi stessi in cammino?\u201d<\/strong> Pochi giri di parole, un riferimento chiaro, una testimonianza limpida: <strong>come ci racconta il Vangelo, anche gli Apostoli che hanno vissuto con Ges\u00f9, proprio loro, continuano a mostrarsi imperfetti; anche quando Ges\u00f9 Risorto si presenta loro c\u2019\u00e8 chi dubita, eppure\u2026 Eppure Ges\u00f9 li ri-chiama e affida loro una missione: <em>\u201cAndate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura\u201d<\/em> (Mc 16, 15).<\/strong> Ges\u00f9 ha bisogno di ciascuno di noi imperfetti: Lui crede in noi e si affida a noi <strong>perch\u00e9 ciascuno porti \u2013 anzi perch\u00e9 ciascuno sia \u2013 un segno del suo Amore.<\/strong> E l\u00e0 dove non sappiamo dare risposte, perch\u00e9 \u00e8 normale che non abbiamo la risposta a tutte le domande, l\u00e0 dove ci sentiamo fragili e titubanti, quello \u00e8 il momento di cercare ancora, come possiamo: <strong>cercare insieme<\/strong>, cercare nel Vangelo, cercare anche chiedendo a chi \u00e8 pi\u00f9 avanti di noi nel cammino.<\/p>\n<p>Di segno opposto a ci\u00f2 \u00e8 per\u00f2 la mentalit\u00e0 contemporanea, fondata sulla cultura dell\u2019individualismo che esaspera, persuadendo che siamo destinati a finire nel nulla e che siamo vivi per morire, intaccando anche la sfera personale, per cui spesso un giovane percepisce che la strada non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e non sa dove andare. Ecco che torna il tema: essere cristiani \u00e8 <strong>rimanere aperti ad un dialogo che genera<\/strong> altre infinite e inaspettate aperture, possibilit\u00e0, resurrezioni, relazioni. Nell\u2019orizzonte cristiano, intuire la propria vita come vocazione \u00e8 intuire che c\u2019\u00e8 un Altro all\u2019infuori di me e una Relazione che mi salva dalle chiusure dell\u2019individualismo, spalancando la mia esistenza verso quella di tanti altri. Non sono in un deserto senza strade verso nulla, ma <strong>vivo e cammino mosso dalla chiamata di Qualcuno pi\u00f9 grande di me<\/strong>, che mi conduce verso chi \u00e8 pi\u00f9 piccolo, verso ciascun prossimo, nella misura in cui mi lascer\u00f2 coinvolgere facendomi io prossimo.<\/p>\n<p>In ogni relazione, e tanto pi\u00f9 nelle relazioni educative, nell\u2019ambito dei cammini cristiani \u2013 e non solo \u2013 il motore deve essere <strong>il bene, l\u2019affetto, l\u2019amicizia<\/strong> che passa, scorre, genera: \u201cil frutto pi\u00f9 promettente dell\u2019educazione \u00e8 proprio questo, che ogni ragazzo si senta amabile e amato\u201d, cos\u00ec che tale persuasione lo accompagni nella crescita. <strong>\u201cCi\u00f2 che educa \u00e8 innanzitutto l\u2019amorevolezza\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Stima, amicizia, familiarit\u00e0 sono anche il miglior canale per trasmettere e testimoniare la propria Fede, sia nei contesti pi\u00f9 affini a noi sia in quelli che a volte si percepiscono come ostili. Testimoniare non \u00e8 dimostrare qualcosa, ma portare qualcosa a qualcuno: portare uno stile caratterizzato da speranza, amabilit\u00e0, mitezza e gioia, una gioia forse a volte un po\u2019 sfuggente o soffocata, ma intimamente profonda e che per essere goduta a pieno chiede di essere condivisa. \u00c8 cos\u00ec che l\u2019Arcivescovo invita i giovani ad aiutarlo nell\u2019opera di evangelizzazione che pu\u00f2 semplicemente essere la vita di ciascuno che, mosso da questo Amore del Padre, si faccia <strong>fratello e sorella vicino\/a ai propri coetanei<\/strong>, con un linguaggio comune e la familiarit\u00e0 che si crea nel nome di una relazione di gratuit\u00e0 e reciprocit\u00e0 che desidera il bene dell\u2019altro e la sua crescita verso la versione migliore di s\u00e9, una relazione che ha nome \u201camicizia\u201d la cui potenza \u00e8 di far sentire ognuno amabile, amato e dunque amante.<\/p>\n<p>Sentirsi soli \u00e8 condizione diffusa e realistica: \u00e8 cos\u00ec. Ma anche ci sono le condizioni per reagire: \u201cmettiamoci in tre e possiamo fare quello che da soli non possiamo\u201d. In definitiva, un po\u2019 pi\u00f9 di fiducia in se stessi, riconoscendoci amati, il senso di responsabilit\u00e0 gli uni verso gli altri e la possibilit\u00e0 di associarsi possono aprire strade che l\u2019individualismo, il grande nemico, sbarra. <strong>Dunque, anzitutto, pensiamo insieme: cos\u00ec possiamo costruire qualcosa!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 31 gennaio 2023, Parrocchia di Santa Maria Assunta (Certosa di Garegnano). 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