{"id":82114,"date":"2022-07-20T08:33:26","date_gmt":"2022-07-20T06:35:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=82114"},"modified":"2023-04-17T14:16:58","modified_gmt":"2023-04-17T12:16:58","slug":"lectio-divina-la-dispersione-della-comunita-di-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/servizio-giovani\/pubblicazioni-documenti\/proposta-di-catechesi\/lectio-divina-la-dispersione-della-comunita-di-gerusalemme-82114.html","title":{"rendered":"Lectio divina: &#8220;La dispersione della comunit\u00e0 di Gerusalemme&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>STATIO (mi fermo e mi preparo ad ascoltare il Signore, nel silenzio e nella Sua Parola)<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Mi fermo un momento. Provo a stare in silenzio, provo a stare con me stesso, ad aprirmi alla contemplazione, a mettere tutto me stesso davanti al Signore.<\/strong><br \/>\nSto cercando di entrare in un dialogo, e non solo di \u201cfare\u201d una meditazione\u2026<br \/>\nUn profondo respiro, un luogo adatto, un tempo scelto e custodito mi aiutano a leggere questa pagina, a sentire il desiderio di Ges\u00f9 di essere nella mia vita e farsi conoscere da me.<\/p>\n<p><strong>Una poesia mi aiuta ad iniziare la lectio: \u00e8 una poesia d\u2019amore, ma esprime anche una preghiera dell\u2019anima a Dio:<\/strong><br \/>\n<em>&#8220;Per quanto io possa fuggire<\/em><br \/>\n<em>ci sei sempre tu nel mio cuore.<\/em><br \/>\n<em>Come acqua che scorre, che evapora<\/em><br \/>\n<em>e torna al mare come pioggia.<\/em><br \/>\n<em>Per quanto io possa fuggire,<\/em><br \/>\n<em>rester\u00e0 sempre una strada,<\/em><br \/>\n<em>inattesa e imperscrutabile,<\/em><br \/>\n<em>in cui ci riconosceremo.<\/em><br \/>\n<em>E tu sarai quel luogo<\/em><br \/>\n<em>di quiete perfetta<\/em><br \/>\n<em>su cui poter posare il cuore\u201d.<\/em><br \/>\n(Rosita Matera)<\/p>\n<p><strong>Prima di leggere, invochiamo lo Spirito Santo, che ha ispirato l\u2019evangelista a scrivere questa pagina, e che ispira noi a comprendere la Parola di Dio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Invocazione allo Spirito Santo<\/strong><br \/>\nPotenza di Ges\u00f9 Risorto,<br \/>\nrespiro del Figlio Unigenito <br \/>\nche ci rende tutti figli <br \/>\ndell\u2019unico Padre,<br \/>\nvieni, Spirito Santo!<br \/>\nAiutaci ad ascoltare come i primi discepoli<br \/>\nla Parola di Cristo, <br \/>\naiutaci a cambiare la nostra vita <br \/>\nalla tua luce: vieni, Spirito Santo!<br \/>\nFa\u2019 che possiamo sentire che non ci abbandoni<br \/>\nanche se ci sentiamo soli: vieni Spirito Santo!<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>LECTIO (cosa dice il testo?)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Atti degli Apostoli 8,1-10<br \/>\n<\/strong><\/span><em><sup>1<\/sup>Saulo approvava la sua uccisione. In quel giorno scoppi\u00f2 una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria. <sup>2<\/sup>Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. <sup>3<\/sup>Saulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere.\u00a0<sup>4<\/sup>Quelli per\u00f2 che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.\u00a0<sup>5<\/sup>Filippo, sceso in una citt\u00e0 della Samaria, predicava loro il Cristo. <sup>6<\/sup>E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. <sup>7<\/sup>Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. <sup>8<\/sup>E vi fu grande gioia in quella citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>vv. 1-4<\/strong> Questa pagina viene subito dopo la morte di Stefano, il primo martire. Paolo, che ancora si faceva chiamare col suo vero nome, Saulo, era fra quelli che approvavano la sua morte. Poi diventa subito un persecutore dei cristiani.<br \/>\nQuesta pagina va letta nel contesto della persecuzione. Ges\u00f9 nel momento dell\u2019ascensione (nel racconto del Vangelo secondo Luca) ha invitato i discepoli a stare a Gerusalemme, per attendere il dono dello Spirito. Dieci giorni dopo, il giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo discende sui discepoli, che restano a Gerusalemme ma cominciano ad annunciare la buona notizia di Ges\u00f9 Risorto. <br \/>\nL\u2019evento che li sparge ovunque \u00e8 proprio la persecuzione.<br \/>\nI discepoli vengono dispersi in tutta la Palestina, e la comunit\u00e0 subisce un\u2019esplosione che sparge tutti l\u2019uno lontano dagli altri.<br \/>\nDa questo evento distruttivo nasce per\u00f2 la missione: i discepoli, ovunque dispersi, diventano annunciatori.<br \/>\nL\u2019evento negativo, la persecuzione che voleva distruggere, ha ferito la comunit\u00e0 di Gerusalemme ma ha sparso nel mondo il seme della Parola.<\/p>\n<p><strong>vv. 5-7<\/strong> Si racconta l\u2019inizio della missione del diacono Filippo: dalla dispersione ricomincia il movimento contrario, il radunarsi della comunit\u00e0.<br \/>\nFilippo \u00e8 corso fino alla Samaria, regione considerata marginale per i Giudei osservanti: anche Ges\u00f9 nel Vangelo ha avuto problemi col rifiuto dei Samaritani, ha lasciato perplessi i suoi discepoli quando seduto al pozzo si \u00e8 messo a parlare con la donna samaritana, e nel momento del processo davanti al sinedrio, per offenderlo, lo chiamano \u201csamaritano\u201d.<br \/>\nNonostante fossero agli estremi opposti, con la potenza dello Spirito Filippo e i Samaritani non solo riescono a parlarsi, ma sono radunati in una comunit\u00e0.<br \/>\nInoltre, avvengono molti miracoli, molte guarigioni, e si allontanano i demoni, gli spiriti di malvagit\u00e0. Anche noi possiamo allontanare i pensieri malvagi che ci portano alle parole e alle azioni malvagie!<\/p>\n<p><strong>v. 8<\/strong> La conclusione \u00e8 la gioia che pervade tutta la citt\u00e0. Ogni epoca ha le sue divisioni, contrapposizioni, battaglie che rischiano di mettere gli uomini l\u2019uno contro l\u2019altro. Ma tutti cercano la felicit\u00e0. I discepoli affrontano il disagio della fuga, la corsa per mettersi in salvo, ma portano nel mondo la gioia vera.<br \/>\nLa felicit\u00e0 \u00e8 semplicemente la risposta a uno stimolo positivo, poi quando lo stimolo finisce, cessa anche la felicit\u00e0. Invece, la gioia \u00e8 qualcosa di profondo, \u00e8 il gusto per il senso delle cose, che non viene meno quando \u00e8 radicato interiormente. Si pu\u00f2 essere nella gioia profonda anche quando in superficie si \u00e8 infelici, osteggiati, perseguitati.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>MEDITATIO (cosa mi dice il testo?)<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Nella lectio abbiamo visto il significato di questa pagina della scrittura, ma ora devo chiedermi: cosa sta dicendo a me?<\/strong><br \/>\nProvo a guardarmi in questa pagina, come in uno specchio: qual \u00e8 il primo elemento che emerge? Cosa sto vivendo anch\u2019io di ci\u00f2 che avviene ai personaggi?<br \/>\nQuale parola ho sentito rivolta proprio a me? Quale mi ha scavato nel cuore?<\/p>\n<p>A) Posso provare anche a immedesimarmi con un personaggio: cosa ha pensato? Quali sensazioni ha provato? Come avrei reagito io? Quando mi \u00e8 capitata la stessa cosa che \u00e8 capitata a lui\/lei? Quali sono state le loro paure\u2026 e quali sono le mie?<\/p>\n<p><strong>Nello specifico, per questo brano:<\/strong><br \/>\n1) nei panni dei discepoli costretti a fuggire;<br \/>\n2) nei panni di Filippo in una terra ostile;<br \/>\n3) nei panni dei samaritani radunati da un annuncio di bene.<\/p>\n<p>B) Il secondo tema della nostra meditazione \u00e8 la corsa, in questo caso per fuggire dalla persecuzione. C\u2019\u00e8 una persecuzione esteriore (per noi, \u00e8 qualcosa di lontano, nel tempo e nello spazio, una realt\u00e0 che non viviamo se non per analogia: siamo liberi di professare la nostra fede, forse talvolta ci manca il coraggio o la serenit\u00e0 di esporci, ma non siamo propriamente perseguitati) e una persecuzione interiore: sono le cose da cui scappiamo, le nostre fughe, le scuse che ci prendiamo. Per non amare con tutto il cuore, per non arrivare fino in fondo, per non prendere sul serio le scelte.<br \/>\nNormalmente in queste circostanze non riusciamo a vedere niente di buono.<br \/>\nPer\u00f2 questa pagina degli Atti degli Apostoli ci ha insegnato che dalla persecuzione, dalla rottura degli schemi, dalla violenta uscita dalla \u201ccomfort zone\u201d \u00e8 nato qualcosa di pi\u00f9 grande.<br \/>\nDalla bella comunit\u00e0 di Gerusalemme, esplosa dappertutto, \u00e8 nata la Chiesa: noi stessi, che non apparteniamo al popolo di Israele, abbiamo potuto ascoltare il Vangelo per questa esplosione che ha portato i discepoli e il loro annuncio, piano piano, fino agli estremi confini della terra.<br \/>\nAllora proviamo a guardare le nostre \u201cpersecuzioni\u201d come un trampolino di lancio.<br \/>\nQuali sono i confini che ci hanno fatto superare? Quali sono le situazioni che mi sembravano impossibili da affrontare e poi sono diventate occasioni feconde? Quali relazioni sono partite con grande imbarazzo e sono diventate forti e profonde?<br \/>\nCosa mi suggerisce quello che \u00e8 avvenuto agli apostoli e al diacono Filippo? Come mi fa sentire?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ORATIO (cosa rispondo a chi mi ha parlato in questo testo?)<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Pregare la Parola non significa fare un\u2019analisi del testo, ma entrare in un rapporto con Dio nella preghiera: cosa rispondo a Colui che mi ha parlato nel Vangelo?<\/strong><br \/>\nDietro questa pagina c\u2019\u00e8 un volto, il volto di Dio che vuole parlare con me, vuole incontrarmi, vuole farsi conoscere. Gi\u00e0 questa consapevolezza \u00e8 un dono mozzafiato.<br \/>\nMi fermo a pensare al desiderio di Dio di essere nella mia vita, di rivelarmi il suo progetto di Bene, di farmi entrare in amicizia con Lui.<br \/>\nQuesto brano mi ha comunicato la sua Parola\u2026 Cosa gli rispondo? Quale messaggio sento che arriva al mio cuore? Come rispondo con la mia preghiera?<\/p>\n<p>Questa pagina ci ha fatto incontrare la Chiesa perseguitata, dispersa, ma che reagisce con un nuovo annuncio, una nuova convocazione, e porta frutti di gioia.<br \/>\nPosso essere in ciascuno di questi stati d\u2019animo: posso sentirmi esploso, disperso e forse anche disperato.<br \/>\nPosso sentirmi affaticato nel tentativo di reagire: posso lamentarmi per le mie distruzioni, o lavorare per ricostruire, per tessere relazioni, per portare l\u2019annuncio del bene.<br \/>\nPosso essere nella gioia, e contemplare le fatiche che ho fatto con orgoglio e fiducia, addirittura con un ringraziamento, perch\u00e8 dalle avversit\u00e0 sono risalito alla gioia.<\/p>\n<p>In quale stato d\u2019animo mi trovo? Da dove sto rispondendo al Signore?<br \/>\nNoi non siamo mai \u201cgenerici\u201d, ma sempre determinati. Non \u00e8 la stessa cosa pregare nella gioia o nel dolore, nella salute o nella malattia. Tutto questo influenza il mio modo di vivere, di pregare, di amare.<br \/>\nAllora, in quale stato d\u2019animo sto pregando? Sono nell\u2019abisso della distruzione, nella salita del fare il bene, nella cima della meta di gioia raggiunta?<\/p>\n<p>E da dove sono, come mi rivolgo a Dio? Con quale preghiera, con quale atteggiamento, con quale domanda?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ACTIO (come incide nella mia vita questo momento vissuto in ascolto e preghiera?)<\/strong><\/span><br \/>\nPer pregare si deve curare l\u2019ingresso in preghiera, ma anche l\u2019uscita dalla preghiera.<br \/>\nPrima di concludere con il segno della Croce, faccio un gesto di venerazione (per es. un bacio al libro della Bibbia, come fa il celebrante dopo che ha letto il Vangelo nella Messa).<br \/>\nUn gesto per riconoscere la presenza del Signore nella mia vita.<br \/>\nPosso prendere una decisione concreta: quale gesto di bene nasce dalla pagina che ho ascoltato e dalla preghiera che ho espresso?<br \/>\n______<\/p>\n<p>L\u2019ora media \u00e8 la preghiera della liturgia delle ore che si colloca ogni tre ore tra le lodi e i vespri. <br \/>\nUna preghiera che pu\u00f2 accompagnare l\u2019inizio di un\u2019attivit\u00e0 del mattino, o la sua conclusione prima del pranzo\u2026 o magari il ricominciare del primo pomeriggio.<br \/>\n\u00c8 la preghiera che resta a met\u00e0\u2026 quella pi\u00f9 bistrattata, perch\u00e8 non ha l\u2019importanza delle lodi o dei vespri, n\u00e8 la facilit\u00e0 della compieta, che collocandosi alla fine della giornata \u00e8 in un momento propizio. L\u2019ora media invece \u00e8 a met\u00e0, e rischia di faticare ad avere una collocazione. L\u2019ora media \u00e8 anche la meno suggestiva tra le liturgie, non ha la solennit\u00e0 dei vespri, n\u00e8 la ricchezza delle lodi.<br \/>\nPer\u00f2 indica un piccolo passo, e ci ricorda che ogni cammino, anche il pi\u00f9 lungo, inizia e finisce con un piccolo passo, anzi \u00e8 fatto tutto di piccoli passi.<br \/>\nCi conforta quando le nostre giornate sono \u201cesplose\u201d in mille frammenti, in mille stimoli, in mille luoghi e non-luoghi.<br \/>\nIn mezzo alla dispersione ci offre un\u2019oasi, un piccolo segno per farci sentire che il cammino pu\u00f2 essere faticoso ma che Dio non ci lascia soli.<br \/>\nCome la comunit\u00e0 di Gerusalemme, anche noi siamo dispersi e poi di nuovo radunati, e questo ci rinnova, ci apre alla novit\u00e0, ci fa spaziare oltre la nostra immaginazione.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 l\u2019ora media: all\u2019apparenza insignificante, pu\u00f2 essere un piccolo appiglio che dona unit\u00e0 alle nostra tante cose da fare.<br \/>\nIn questo tempo dopo Pentecoste, spesso disperso nelle tante attivit\u00e0 dell\u2019estate, troviamo il tempo per pregare l\u2019ora media. Una preghiera veloce e semplice, ma che possiamo sentire potente ed efficace sul cammino verso la gioia, e di conforto quando invece ci sentiamo dispersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STATIO (mi fermo e mi preparo ad ascoltare il Signore, nel silenzio e nella Sua Parola) Mi fermo un momento. Provo a stare in silenzio, provo a stare con me stesso, ad aprirmi alla contemplazione, a mettere tutto me stesso davanti al Signore. 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