{"id":781866,"date":"2026-03-17T19:38:14","date_gmt":"2026-03-17T18:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=781866"},"modified":"2026-03-17T19:40:53","modified_gmt":"2026-03-17T18:40:53","slug":"professione-oratorio-2026-adolescenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/professione-oratorio-2026-adolescenti-781866.html","title":{"rendered":"Professione Oratorio: la seconda parte del Convegno sulla ricerca di senso degli adolescenti"},"content":{"rendered":"<p>Accompagnare gli adolescenti nella ricerca di senso, aiutarli ad aprirsi a una dimensione spirituale della vita, proporre loro la logica del dono e la buona notizia di un Dio che ci conosce personalmente pu\u00f2 apparire certamente una sfida ardua. E d\u2019altra parte, anche guardando ai ragazzi che vivono un\u2019altra fede, mons. Bressan ha ricordato come la dimensione religiosa appaia \u2013 ancora oggi \u2013 costitutiva della vita di ciascuno. Nella mattinata di venerd\u00ec \u00e8 stata <strong>Milena Santerini<\/strong>, pedagogista dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica, a indagare questa dimensione spirituale nell\u2019esperienza degli adolescenti. Mentre <strong>don Samuele Ferrari<\/strong>, docente di Pastorale giovanile presso il Seminario di Venegono, ha proposto alcuni passaggi per parlare di Ges\u00f9 ai ragazzi, conducendoli attraverso la strada della fiducia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2, dunque, parlare oggi di una spiritualit\u00e0 dei ragazzi?<\/strong> E quali fattori la influenzano? I dati naturalmente non mancano, e ci parlano \u2013 ha ricordato Santerini \u2013 della <strong>tendenza a una ricerca spirituale che resta lontana dalla pratica religiosa<\/strong>, e quindi anche dalla Chiesa. C\u2019\u00e8 naturalmente, negli adolescenti, una maturazione, strettamente legata anche allo sviluppo neuronale, che porta a porsi nuove domande. E se molti intendono la spiritualit\u00e0 come ricerca di comunione con tutto ci\u00f2 che ci circonda, allo stesso tempo <strong>emerge anche la ricerca di un senso per la propria vita<\/strong>. Santerini indica una celebre frase dello psicologo austriaco Viktor Frankl: \u00abnon conta tanto cosa noi ci aspettiamo dalla vita, ma cosa la vita si aspetta da noi\u00bb. \u00c8 la vita stessa, insomma, a porre agli adolescenti la domanda su chi debbano essere. Un passaggio che porta a <strong>uscire dalla fase in cui si \u00e8 concentrati prevalentemente su di s\u00e9 <\/strong>e a considerare invece l\u2019altro, gli altri, in qualche modo pi\u00f9 importanti di noi. <strong>Gli adolescenti, per\u00f2, tendono a respingere l\u2019idea di impegnarsi per qualcun altro<\/strong>. \u00abForse lo desidererebbero, ma istintivamente ne hanno paura\u00bb, nota Santerini: <strong>temono, in fondo, che questo impegno sia qualcosa di velleitario<\/strong>, che non si possano mettere davvero in pratica gli ideali di cui parla il mondo degli adulti\u00bb. Per questo <strong>la pedagogista<\/strong> propone una moratoria, un\u2019indulgenza sugli errori dei ragazzi, <strong>ma sprona allo stesso tempo la comunit\u00e0 cristiana a proporre loro qualcosa di grande<\/strong>. E, ai giovani, propone come modello quel San Francesco che, ancora cavaliere \u2013 dunque ancora concentrato su di s\u00e9, come lo sono gli adolescenti \u2013 si apre per\u00f2 al dono, lasciando il suo mantello a un viandante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche don Samuele Ferrari ha evidenziato, per gli adolescenti, la <strong>centralit\u00e0 della fiducia<\/strong>. Una fiducia negli altri che pu\u00f2 essere la chiave perch\u00e9 anche per i ragazzi possa dischiudersi l\u2019orizzonte della fede, che don Samuele ha definito con le parole di Benedetto XVI: \u00abl\u2019affidamento a un Dio che \u00e8 padre e che mi ama, <strong>l\u2019adesione a un &#8220;tu&#8221; che mi dona speranza e fiducia<\/strong>\u00bb. Una promessa che non \u00e8, secondo don Samuele, lontana dal cuore degli adolescenti: proprio nella fase in cui iniziano a rielaborare quanto hanno ricevuto per sviluppare un proprio progetto di vita, sono fondamentali \u2013 ricorda \u2013 la fiducia, la relazione, la responsabilit\u00e0, la cura. <strong>Negli adolescenti, insomma, emerge la domanda sul futuro, che \u00e8 poi quella del giovane ricco a Ges\u00f9: cosa devo fare per avere la felicit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Anche don Samuele, naturalmente, ha dato spazio a tutte le insicurezze che vivono i ragazzi, a quell\u2019impressione che nonostante gli sforzi nulla cambi. Ma ha anche proposto, pensando a loro, <strong>l\u2019immagine di Davide contro Golia<\/strong>, per ricordare le risorse di cui i giovani stessi sono portatori. E, <strong>per gli educatori, ha indicato l\u2019esempio di Ges\u00f9 con i discepoli di Emmaus<\/strong>. <strong>Con un\u2019azione che oggi definiremmo pedagogica, Ges\u00f9 si avvicina ai discepoli <\/strong>quando si stanno ormai allontanando; cammina con loro, li ascolta, \u00e8 capace anche di rimproverarli, ma poi anche di spiegargli il senso che non stavano trovando. \u00abAnche se non porteremo i ragazzi a dire \u201cio credo\u201d, nei nostri oratori siamo chiamati a lavorare come fa Ges\u00f9 con quei discepoli che hanno poca fiducia in lui, ma che lui riesce a sorprendere\u00bb, ha esortato don Samuele. \u00abPossiamo \u2013 ha spiegato \u2013 <strong>metterci in ascolto delle domande dei ragazzi e lavorare per suscitare in loro un sentimento di fiducia<\/strong> verso un orizzonte di vita buona che ha senso ed \u00e8 bello vivere. <strong>E, quindi, fare in modo che arrivino man mano a identificare questo orizzonte con Ges\u00f9<\/strong>\u00bb: quel Ges\u00f9 che, ha ricordato ancora don Samuele, con la sua morte in croce pu\u00f2 mostrarsi vicino a quei ragazzi che si sentono gli ultimi tra gli ultimi, ma, appunto, che pu\u00f2 essere anche conosciuto proprio come quell\u2019orizzonte di senso per cui \u00e8 bello vivere, come colui con con cui stabilire un legame. Un orizzonte a cui poter guardare, ha ricordato infine don Samuele, anche se, naturalmente, i ragazzi non sono sempre in oratorio. Se infatti l\u2019adolescenza \u00e8 un periodo nomade, \u00ab<strong>l\u2019oratorio e la comunit\u00e0 cristiana potrebbero essere quell\u2019oasi in cui trovare una risposta alla sete<\/strong>, insieme alla capacit\u00e0, appunto, di guardare a un orizzonte pi\u00f9 grande\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019invito agli educatori<\/strong>, dunque, \u00e8 a <strong>mettere in gioco le proprie risorse interiori<\/strong>, facendo in prima persona quel continuo lavorio spirituale che consente di mantenere il riferimento a Cristo. In modo da <strong>prendere, loro stessi, il \u201csapore\u201d di Ges\u00f9<\/strong>.<\/p>\n<p>Se, dunque, la fede dei ragazzi difficilmente si pu\u00f2 misurare, don Samuele ha indicato la possibilit\u00e0 di <strong>disegnare per i giovani \u00abnuove mappe di speranza\u00bb<\/strong>, come papa Leone ha auspicato nella sua recente Lettera apostolica. Un compito, ha concluso, che dipende \u00abanche da ciascuno di noi, dalla nostra capacit\u00e0 di generare fiducia nei ragazzi che incontriamo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Consegne impegnative, dunque, ma don Stefano Guidi ha sottolineato che <strong>il convegno <em>Professione oratorio<\/em> ha voluto essere un\u2019occasione per sostenersi a vicenda, nel pieno riconoscimento della responsabilit\u00e0 e del contributo degli educatori di professione<\/strong>. Educatori ai quali don Stefano ha lasciato tre spunti, aperti, su cui continuare a lavorare:<\/p>\n<p><strong>&#8211; Il rapporto tra bisogno e spiritualit\u00e0<\/strong>: l\u2019educatore \u00e8 in oratorio per rispondere a un bisogno, o per aiutare ad aprire un orizzonte di senso?<br \/>\n<strong><br \/>\n&#8211; Il rapporto tra servizio e comunit\u00e0<\/strong>: l\u2019educatore professionale garantisce che un certo servizio sia svolto al meglio, e proprio per questo l\u2019oratorio si avvale della sua presenza. Ma parte del compito educativo \u2013 sottolinea \u2013 \u00e8 anche aiutare la comunit\u00e0 ad essere s\u00e9 stessa, ovvero far s\u00ec che sappia veramente testimoniare il vangelo (anche quando non \u00e8 l\u2019educatore, in prima persona, a curare la preghiera dei ragazzi).<\/p>\n<p><strong>&#8211;<\/strong> Infine, sulla stessa linea, don Stefano ha sottoposto agli educatori la polarit\u00e0 tra <strong>prestazione e testimonianza<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tre spunti sul ruolo dell\u2019educatore professionale in oratorio in cui, naturalmente, ciascuna polarit\u00e0 ha il proprio valore. Per questo don Stefano ha invitato a non trovare una risposta teorica, ma a confrontarsi con queste domande nella concretezza della quotidianit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accompagnare gli adolescenti nella ricerca di senso, aiutarli ad aprirsi a una dimensione spirituale della vita, proporre loro la logica del dono e la buona notizia di un Dio che ci conosce personalmente pu\u00f2 apparire certamente una sfida ardua. E d\u2019altra parte, anche guardando ai ragazzi che vivono un\u2019altra fede, mons. 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