{"id":76290,"date":"2022-01-17T17:05:57","date_gmt":"2022-01-17T16:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=76290"},"modified":"2022-02-08T14:49:17","modified_gmt":"2022-02-08T13:49:17","slug":"larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-di-affori-siate-testimoni-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-di-affori-siate-testimoni-di-speranza-76290.html","title":{"rendered":"L\u2019Arcivescovo ai giovani del Decanato di Affori: \u00abSiate testimoni di speranza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/news\/chiesa-diocesi\/larcivescovo-in-cammino-per-milano-con-lanimo-del-pellegrino-488576.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Visita pastorale alla Citt\u00e0 di Milano<\/a> dell\u2019Arcivescovo, Mons. Mario Delpini, quest\u2019anno \u00e8 partita dal <a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/news\/chiesa-diocesi\/visita-pastorale-le-tappe-ad-affori-488203.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Decanato di Affori<\/a>. \u00c8 stata introdotta dall&#8217;incontro con i giovani 18-30enni, avvenuto gioved\u00ec 13 gennaio 2022, presso l\u2019oratorio San Luigi della parrocchia Beata Vergine Assunta in Bruzzano. I giovani, dopo essersi brevemente presentati, <strong>hanno rivolto alcune domande all&#8217;Arcivescovo. Ecco quali<\/strong> sono state in particolare.<\/p>\n<p>Il primo interrogativo \u00e8 stato posto da Giorgio, educatore di prima superiore, che ha chiesto: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abCome si pu\u00f2 conciliare l\u2019operato di \u201cpochi artigiani del bene\u201d con una societ\u00e0 improntata solo al profitto e dimentica dell\u2019etica? E soprattutto ne vale la pena?\u00bb<\/span>. L\u2019Arcivescovo ha risposto ai giovani ricordandogli che <strong>il bene nella storia \u00e8 sempre stato fatto da coloro che cercavano di \u00abtenere pulito il loro metro quadrato: [\u2026] Noi cristiani non dobbiamo porci a capo di una rivoluzione sistematica, ma della nostra vocazione, facendo bene il nostro mestiere, qualunque esso sia\u00bb<\/strong>. Mons. Delpini ha inoltre ribadito loro che per concludere qualsiasi cosa, bisogna iniziare da un piccolo gesto: <strong>\u00ab\u00e8 fondamentale credere nell\u2019importanza del GESTO MINIMO, perch\u00e9 dovete avere fiducia che esso contribuir\u00e0 al bene comune, perch\u00e9 credete in Dio\u00bb<\/strong>. I giovani, insomma, non devono sobbarcarsi di pesi che non competono loro: <strong>\u00abSe siete studenti, il vostro compito \u00e8 studiare [&#8230;] Noi cristiani siamo come il buon seminatore che pianta un germe che poi qualcun altro far\u00e0 crescere\u00bb<\/strong>. (Mc 4,26-29. \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto \u00e8 maturo, subito egli manda la falce, perch\u00e9 \u00e8 arrivata la mietitura\u00bb).<\/p>\n<p>A prendere la parola \u00e8 stato poi Paolo, educatore dei 18-19enni, che ha domandato: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abDato che il mondo in cui viviamo \u00e8 in crisi etica-morale e non abbiamo pi\u00f9 modelli da seguire, come possiamo ricostruire una scala dei valori?\u00bb<\/span>. Mons. Delpini ha invitato Paolo e i suoi coetanei ad avere una visione pi\u00f9 realistica degli adulti: <strong>\u00abIl vostro compito non \u00e8 pi\u00f9 pretendere che essi siano perfetti, [\u2026] ma quello di provocare gli adulti, porre loro domande scomode, proporre discorsi esistenziali, perch\u00e9, anche se imperfetti, essi hanno ancora qualcosa da dire\u00bb<\/strong>. Concretamente ha suggerito di abbandonare i discorsi banali\/di circostanza e di affrontare tutte quelle tematiche che stanno davvero a cuore. Ha inoltre ricordato che spetta a loro, ai giovani, raccogliere l\u2019eredit\u00e0 degli adulti e farla propria.<\/p>\n<p>La terza domanda \u00e8 stata posta da Arianna, educatrice dei 18-19enni, che ha chiesto: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abCome si pu\u00f2 far convivere pi\u00f9 generazioni? Come dare a tutti spazi di ascolto e di autentica libert\u00e0?\u00bb<\/span>. La risposta di Mons. Delpini \u00e8 stata: <strong>\u00abAttraverso la Messa domenicale\u00bb<\/strong>. Essa, infatti, \u00e8 un \u00abun rito\u00bb che raduna tutte le generazioni, \u00abperch\u00e9 richiamate dalla loro fede, persuase della necessit\u00e0 di far entrare Dio nelle loro vite\u00bb; ma \u00e8 anche \u00abci\u00f2 che viene prima e ci\u00f2 che viene dopo, [la messa domenicale \u00e8 anche] il sagrato, luogo dove ritrovarsi come pluralit\u00e0\u00bb. L\u2019Arcivescovo, dunque, ha invitato a non essere fruitori individualisti della Messa. Un altro luogo di incontro generazionale evidenziato da Mons. Delpini \u00e8 il <strong>Consiglio pastorale<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 intervenuta poi Stefania, educatrice in oratorio degli adolescenti, che ha evidenziato come alcuni ragazzi palesano delle difficolt\u00e0 a credere in Ges\u00f9 e ha chiesto: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abCome trasmettere loro la nostra fede?\u00bb<\/span>. L\u2019Arcivescovo ha sottolineato: <strong>\u00abLa fede non pu\u00f2 essere trasmessa ad altri, \u00e8 un dono di Dio\u00bb<\/strong>. Ecco perch\u00e9, se si desidera far s\u00ec che qualcuno si avvicini a Cristo, non bisogna insegnargli la dottrina, ma <strong>mostrargli \u00abla gioia zampillante che sgorga dal nostro cuore di credenti, gioia che non viene da noi ma da Dio\u00bb, gioia che non si spegne neanche nei momenti di difficolt\u00e0<\/strong> nel ricordo delle parole di Ges\u00f9 nell\u2019ultima cena (Gv, 15,11 \u00abVi ho detto queste cose perch\u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena\u00bb). Un&#8217;altra modalit\u00e0 suggerita dal Vescovo, per avvicinare qualcuno alla fede, \u00e8 <strong>pregare<\/strong> per i ragazzi.<\/p>\n<p>Matteo, anche lui educatore degli adolescenti, ha domandato: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abCome reinterpretare l\u2019oratorio luogo, la cui funzione di aggregazione, va sempre pi\u00f9 scemando?\u00bb<\/span>. Mons. Delpini ha invitato i giovani a <strong>\u00abtrasfigurare questo luogo in una scuola di avventurieri, in un luogo di futuro, in una carboneria del Vangelo. Non bisogna essere in cento, bastano quattro o cinque che si incontrino con la frenesia di chi vuole cambiare il mondo, con la creativit\u00e0 un po\u2019 aggressiva di chi ha la gioia di Dio da condividere\u00bb<\/strong>. L\u2019Arcivescovo ha inoltre ricordato che l\u2019oratorio \u00e8 un luogo dove ci si riunisce perch\u00e9 <strong>l\u00ec c\u2019\u00e8 un messaggio di gioia che si vuole ricevere e condividere<\/strong>.<\/p>\n<p>Simone, educatore degli adolescenti, ha invece sottolineato l\u2019esistenza di uno scollamento tra i credenti e la Chiesa istituzionale e ha chiesto: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abPerch\u00e9 si \u00e8 venuta a creare questa frattura? Le gerarchie della Chiesa si stanno muovendo in proposito?\u00bb<\/span>. Mons. Delpini ha esordito dicendo che <strong>\u00e8 consapevole che la Chiesa venga vista come \u00abantipatica\u00bb e \u00abimpopolare\u00bb<\/strong> e non \u00e8 stupito, visti le critiche, i sospetti e gli scandali che l\u2019hanno attraversata. In Paesi come l\u2019Italia, la Chiesa \u00e8 cos\u00ec avversa a molti, ha detto l\u2019Arcivescovo, \u00abperch\u00e9 si \u00e8 insinuata l\u2019idea che sia solo una custode della morale e della ricchezza\u00bb; il non conoscere la realt\u00e0 delle singole parrocchie e porre cos\u00ec un\u2019enorme distanza tra s\u00e9 e quello di cui si parla permette il pregiudizio. Ecco perch\u00e9 Mons. Delpini ha invitato i giovani a <strong>\u00abdire ai vostri coetanei la verit\u00e0 sulla Chiesa [\u2026] a invitarli a entrare, provare, vedere [\u2026] a rispondere alle loro critiche dicendo \u201cla Chiesa sono io\u201d\u00bb<\/strong>. L\u2019Arcivescovo, infatti, ha ricordato ai giovani che Ges\u00f9 fu crocifisso a furor di popolo e che quindi non bisogna scoraggiarsi o affliggersi di fronte alle critiche, ma <strong>perseverare nel bene perch\u00e9 si ha fede in Dio<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo ragazzo a porre una domanda al Vescovo \u00e8 stato Fabio, che ha chiesto: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abCome riconoscere Cristo nella quotidianit\u00e0?\u00bb<\/span>. Mons. Delpini ha risposto sottolineando alcuni punti chiave: il primo \u00e8 <strong>\u00abvivere il rapporto con Ges\u00f9 come con un\u2019amicizia che vi rende migliori perch\u00e9 interpreta il desiderio di gioia che avete dentro\u00bb<\/strong>. Il secondo punto \u00e8 <strong>riconoscere che Ges\u00f9 \u00e8 Signore<\/strong>, ovvero \u00e8 colui che ci d\u00e0 la vita, la quale, quindi, non \u00e8 una conquista, ma un dono da custodire. Il terzo elemento \u00e8 <strong>far parte di un gruppo di cristiani,<\/strong> perch\u00e9 questo allena alla condivisione e al ricordarsi reciprocamente \u00abche Dio \u00e8 il fondamento della nostra speranza\u00bb. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 molto attuale: in una societ\u00e0 dove, a fronte di mille speculazioni, l\u2019esito ultimo risulta sempre la morte, i cristiani possono opporsi e affermare che la fine \u00e8 invece la resurrezione: <strong>in un mondo in cui \u00ab\u00e8 stata abolita la speranza, voi siete testimoni di speranza\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo qualche minuto di riflessione personale, si \u00e8 fatto avanti anche un ulteriore giovane, Stefano, per chiedere al Vescovo: <span style=\"color: #ff0000\">\u00abNella nostra societ\u00e0, siamo noi cristiani ad essere diventati \u201ci diversi\u201d?\u00bb<\/span>. Mons. Delpini ha riscontrato che in questa affermazione c\u2019\u00e8 del fondamento: <strong>\u00abChi ha speranza oggi appare come un ingenuo\u00bb eppure<\/strong> non esistono formule magiche per convincere le persone che ci stanno accanto di non essere degli sprovveduti. <strong>Quello che noi cristiani possiamo fare \u00e8 camminare accanto ai nostri coetanei, ponendoci i loro stessi interrogativi, e mostrare loro che le risposte che vengono dal Vangelo sono piene di speranza e di bellezza<\/strong>.<\/p>\n<p>La serata si \u00e8 conclusa con una <strong>preghiera<\/strong> (recita del Salmo 62 e lettura di alcuni stralci della <em>Christus vivit<\/em>), il canto e la <strong>benedizione da parte dell\u2019Arcivescovo, che ha esortato i giovani a essere \u00abtestimoni di speranza\u00bb<\/strong>. La serata si \u00e8 poi conclusa in semplicit\u00e0, dopo un breve momento di condivisione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Visita pastorale alla Citt\u00e0 di Milano dell\u2019Arcivescovo, Mons. Mario Delpini, quest\u2019anno \u00e8 partita dal Decanato di Affori. \u00c8 stata introdotta dall&#8217;incontro con i giovani 18-30enni, avvenuto gioved\u00ec 13 gennaio 2022, presso l\u2019oratorio San Luigi della parrocchia Beata Vergine Assunta in Bruzzano. I giovani, dopo essersi brevemente presentati, hanno rivolto alcune domande all&#8217;Arcivescovo. 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