{"id":753821,"date":"2026-01-09T12:36:56","date_gmt":"2026-01-09T11:31:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=753821"},"modified":"2026-01-09T12:31:18","modified_gmt":"2026-01-09T11:31:18","slug":"larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-villoresi-rimanere-in-gesu-per-portare-frutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-villoresi-rimanere-in-gesu-per-portare-frutto-753821.html","title":{"rendered":"L\u2019Arcivescovo ai giovani del Decanato Villoresi: \u201cRimanere in Ges\u00f9 per portare frutto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>La serata di dialogo vissuta ieri, gioved\u00ec 8 gennaio, all\u2019<strong>Oratorio del Sacro Cuore di Nerviano<\/strong> con l\u2019<strong>Arcivescovo Mario Delpini<\/strong> e i <strong>giovani del Decanato Villoresi<\/strong> ha avuto il passo delle cose vere: nessuna risposta prefabbricata, nessuna lezione dall\u2019alto, ma domande nate dalla vita e un ascolto profondo della Parola di Dio come luogo in cui lasciarsi interrogare.<\/p>\n<p>Niente di pi\u00f9 bello dunque che cominciare l\u2019incontro con la preghiera del <strong>Vespro<\/strong>, in Chiesa, affidandosi al Signore. L\u2019Arcivescovo ha affermato cos\u00ec: <em>\u00abIl gesto che si compie al termine di ogni momento celebrativo e di preghiera comunitaria \u00e8 un messaggio che in sostanza riassume tutto quello che avrei da dirvi, questo messaggio cui tanti giovani stentano a credere, \u00e8 che <strong>la tua vita (oggi, domani, sempre) \u00e8 benedetta da Dio<\/strong>\u00bb.<br \/>\n<\/em> <br \/>\nIl momento di <strong>apericena<\/strong> ha permesso all\u2019Arcivescovo di incontrare in modo informale i numerosissimi giovani presenti, dialogando con loro ai diversi tavoli, con affetto e simpatia.<br \/>\nIl confronto vero e proprio \u00e8 nato a partire da alcune <strong>testimonianze personali dei giovani<\/strong>, ciascuna accompagnata da una domanda che ha toccato snodi decisivi dell\u2019esistenza: la scelta del \u201cper sempre\u201d, il vivere la fede in un contesto indifferente, il lavoro e le sue logiche, il servizio educativo e la preghiera.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio \u00e8 stato chiarito lo stile della serata: <em>\u00abSaranno delle domande che nascono da una piccola testimonianza di quello che i giovani stanno vivendo, in alcuni ambiti socio-politici, culturali e di fede\u00bb<\/em>. La preghiera iniziale dell\u2019Arcivescovo ha chiesto il dono essenziale: <em>\u00abDonaci, Signore, il tuo Santo Spirito, perch\u00e9 le parole non siano solo parole ma annunciazioni, perch\u00e9 la nostra presenza non sia solo presenza ma <strong>offerta di gratitudine, di amicizia<\/strong>\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>La prima domanda ha messo a tema la possibilit\u00e0 di scelte definitive, <strong>il matrimonio o la vita consacrata<\/strong>, in una societ\u00e0 segnata dalla precariet\u00e0 affettiva e dall\u2019incertezza del futuro. L\u2019Arcivescovo Mario ha iniziato cos\u00ec: <em>\u00abIo praticamente non ho risposte. Sono domande scritte nei giorni, nella vita, nella preghiera. E allora mi sono chiesto: dove posso cercare una risposta?\u00bb<\/em>. La scelta \u00e8 stata chiara: andare al Vangelo, non per \u201ccitare\u201d Ges\u00f9, ma per lasciarsi dire qualcosa di essenziale. Il brano proposto \u00e8 quello del tesoro nascosto e della perla preziosa (Mt 13,44-46): <em>\u00abIl Regno dei cieli \u00e8 simile a un tesoro nascosto nel campo\u2026 pieno di gioia vende tutti i suoi averi e compra quel campo\u00bb<\/em>. Da qui una riflessione che ha dato spessore alla domanda, perch\u00e9 Ges\u00f9 usa queste immagini per parlare della decisione: a un certo punto incontri il <strong>tesoro<\/strong>. Che \u00e8 <strong>il Regno di Dio<\/strong>. Ma questo tesoro non \u00e8 una favola: \u00e8 una storia abitata dalla gloria di Dio. Sottolineando in particolare alcuni aspetti: <em>\u00abla meraviglia dell&#8217;amore, cio\u00e8 il fatto di stupirsi che dentro di te che c&#8217;\u00e8 la disposizione ad amare questa persona per sempre, l&#8217;amore \u00e8 infatti intimamente una chiamata alla definitivit\u00e0. Uno non pu\u00f2 dire &#8220;ti amo per\u00f2 ti amo finch\u00e9 non mi stanchi, ti amo finch\u00e9 non trovo un altro migliore di te\u2026\u201d \u00e8 chiaro che ciascuno di voi ha delle esperienze o avr\u00e0 delle esperienze, per\u00f2 <strong>l&#8217;amore in s\u00e9 \u00e8 una meraviglia<\/strong>, non solo perch\u00e9 genera euforia come quando si \u00e8 innamorati, ma perch\u00e9 porta alla luce questa verit\u00e0. Io sono disposto <strong>ad amare questa persona per sempre<\/strong>. Il secondo elemento \u00e8 che la decisione di sposarsi \u00e8 una decisione che \u00e8 frutto di un cammino, di un dialogo, di un sogno condiviso che appunto porta a domandarsi: ma allora quando ci sposiamo? Ma allora come facciamo per la casa? Come facciamo per i figli? Quindi \u00e8 il dialogo tra la coppia. Poi un altro aspetto che mi sembra irrinunciabile \u00e8 la preghiera, che alla vostra et\u00e0 non \u00e8 tanto un dire le preghiere, <strong>la preghiera \u00e8 una storia di un&#8217;amicizia con Ges\u00f9 e l&#8217;amicizia con Ges\u00f9 \u00e8 fatta di domande e di risposte sui passaggi fondamentali della vita e di tutti i giorni<\/strong>. Ges\u00f9 \u00e8 vivo! L&#8217;ultima cosa che dico \u00e8 il realismo nella conoscenza di s\u00e9 e dell&#8217;altro che permette di dire: io sono disposto ad amare questa persona per sempre perch\u00e9 so com&#8217;\u00e8, ho cominciato a conoscere anche i difetti, quindi anche i punti su cui c&#8217;\u00e8 una differenza di opinione, e questo realismo secondo me trae vantaggio da una guida spirituale, cio\u00e8 qualcuno che mi vuol bene, che ha imparato a conoscermi e che mi pu\u00f2 dare un consiglio quando ce ne \u00e8 bisogno\u00bb<\/em>. L\u2019Arcivescovo ha riconosciuto la fatica di decidere oggi, ma ha rilanciato con forza: <em>\u00abIl contesto in cui viviamo non ha il diritto di imporci delle paure, delle esitazioni. I cristiani sono originali: <strong>quando uno raggiunge quell&#8217;intima persuasione che proprio quello l\u00ec \u00e8 il suo tesoro allora pu\u00f2 decidere<\/strong>\u00bb<\/em>. E allora, s\u00ec, cambia la vita ma <em>\u00ab<strong>una scelta per sempre non \u00e8 un pericolo: \u00e8 una promessa<\/strong>\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>La seconda domanda ha dato voce alla difficolt\u00e0 di <strong>vivere e raccontare la fede<\/strong> in ambienti segnati da indifferenza, provocazione o discredito. Anche qui la risposta \u00e8 partita dal Vangelo, dal finale di Marco (Mc 16, 12-20), con un passaggio sorprendente, quando Ges\u00f9 risorto rimprovera i discepoli per la loro incredulit\u00e0. E poi affida proprio a loro la missione! <em>\u00abAbbiamo a che fare con gente poco affidabile, poco, diciamo, coraggiosa, poco incline a credere e forse qui possiamo riconoscerci tutti, non \u00e8 che erano solo quegli 11 l\u00e0 che peraltro erano stati con Ges\u00f9 per tutti gli anni del suo ministero, ma credo che Ges\u00f9, che \u00e8 qui in mezzo a noi, se noi riusciamo ad ascoltarlo io credo che ciascuno di noi si possa sentire rimproverato per la sua incredulit\u00e0 e sentire che dobbiamo compiere un passo nella fede. Da qui una consolazione e una responsabilit\u00e0: <strong>Ges\u00f9 di fronte a questi discepoli cos\u00ec poco affidabili, cos\u00ec deludenti potremmo dire, dice \u201candate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura\u201d<\/strong>. Voi non siete mandati nel mondo per convincere gli altri, non so, a venire in oratorio, cio\u00e8 certo se vengono siamo contenti, ma non \u00e8 questa la missione, che \u00e8 che voi parlate di un&#8217;esperienza che vi ha illuminato nell&#8217;intimo!\u00bb.<\/em> Il cuore della risposta \u00e8 stato questo: \u00ab<em>La fede non \u00e8 un\u2019idea che uno si \u00e8 fatto, \u00e8 <strong>un&#8217;esperienza viva di Ges\u00f9 vivo<\/strong>. \u00c8 un fuoco. Se uno ha dentro questa forza dello Spirito, <strong>mentre si accende accende anche gli altri<\/strong>. Pu\u00f2 accendere il fuoco nel mondo perch\u00e9 la fede cresce se si comunica. Per cui se uno la fede la tiene per s\u00e9, a un certo punto questa fede, come il fuoco che non s&#8217;attacca a un altro legno, muore, diventa brace, diventa cenere\u2026 Quindi la prima cosa secondo me \u00e8 questa esperienza di Ges\u00f9 vivo. La seconda cosa che mi permetto di raccomandare \u00e8 esplorare le fessure\u00bb<\/em>. Un\u2019indicazione molto concreta: <em>\u00ab<strong>Nessuna persona \u00e8 solo un muro<\/strong>. In ogni muro ci sono delle fessure, cio\u00e8 nella vita di ciascuno ci sono dei momenti in cui il muro si sgretola, magari \u00e8 un dolore, magari \u00e8 un&#8217;esultanza, magari \u00e8 un&#8217;inquietudine. \u00c8 l\u00ec che il cristiano pu\u00f2 entrare, portando un po\u2019 di luce, con domande semplici, con amicizia e rispetto\u00bb. <\/em>E infine:<em> \u00ab<strong>La missione non \u00e8 per eroi solitari<\/strong>. Uno da solo si stanca presto e invece \u00e8 l&#8217;amicizia, la coesione, \u00e8 la condivisione del desiderio&#8230; Insieme si pu\u00f2 incidere davvero in un ambiente: insieme non solo si pu\u00f2 testimoniare la gioia, insieme non solo si pu\u00f2 testimoniare la carit\u00e0, la pratica del comandamento di Ges\u00f9, insieme si pu\u00f2 anche elaborare un discorso, raccogliere le domande, cercare un&#8217;interpretazione, un&#8217;idea, cambiare le cose\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa terza domanda ha portato il dialogo dentro il mondo del <strong>lavoro<\/strong> e delle sue logiche, in particolare quelle economiche e finanziarie. Il riferimento evangelico \u00e8 stato netto: <em>\u00abVoi siete il sale della terra\u2026 voi siete la luce del mondo\u00bb<\/em> (Mt 5, 11-16). Il punto non \u00e8 fuggire dal mondo: non siamo chiamati a costruire un mondo a parte, ma a stare dentro il mondo come luce e sale. Qui l\u2019Arcivescovo ha insistito su alcuni criteri concreti: <em>\u00abC\u2019\u00e8 una riflessione enorme nella Dottrina sociale della Chiesa che affronta le questioni del lavoro, della finanza, sull\u2019economia, sull\u2019ambiente, che tutti dovrebbero un po\u2019 conoscere e che manca un po\u2019 nelle nostre formazioni. Cosa dice la Chiesa del denaro? Cosa dice la Chiesa del lavoro? Cosa dice la Chiesa del produrre?\u00bb. <\/em>Ci sono anche dei possibili correttivi che possono essere lungimiranti. Ma soprattutto ci sono poi dei tratti che i lavoratori dovrebbero imparare. Conta lo stile delle relazioni:<em> \u00abuno stile di relazioni che si pratica dentro l&#8217;ufficio, si pratica con i clienti. \u00c8 lo stile che dice &#8220;io ho a che fare con delle persone, non solo con dei numeri\u00bb<\/em>. \u00ab<em><strong>Serve una disciplina del desiderio: non tutto ci\u00f2 che posso desiderare \u00e8 giusto desiderarlo<\/strong>\u00bb<\/em>, e anche su questo campo \u00e8 importante la preghiera personale e comunitaria, come storia di un&#8217;amicizia con Ges\u00f9, che \u00e8 capace di suggerire cosa si pu\u00f2 fare in concreto, come bisogna essere, quali tipi di rapporti, quali tipi di aspirazioni, quali tipi di esperienze, ricercare.<\/p>\n<p>L\u2019ultima domanda ha intrecciato <strong>servizio educativo e preghiera<\/strong>. Il brano di Vangelo proposto ai giovani (Gv 15,11-11) ha offerto l\u2019immagine decisiva: <em>\u00abIo sono la vite, voi i tralci\u2026 senza di me non potete fare nulla\u00bb<\/em>. La preghiera \u00e8 stata definita ancora una volta come relazione viva: <em>\u00abRimanere in Ges\u00f9 non \u00e8 un\u2019esperienza solo emotiva\u00bb<\/em>. \u00c8 una <strong>fedelt\u00e0 quotidiana<\/strong>, anche quando non si \u201csente\u201d nulla, un dialogo, un ascolto, un\u2019amicizia. Un passaggio particolarmente intenso, invitando a restare attaccati alla vita per portare frutto e riconoscere i talenti che uno ha ricevuto. Come? <em>\u00abDonandoli, trafficandoli, uno si accorge, che riesce veramente a far del bene. Non puoi dire \u201cil mio talento lo metto sottoterra perch\u00e9 ho paura di perderlo\u201d. Il mio talento lo traffico. Ecco, quindi \u00e8 in questo apprendistato del dono che a un certo punto uno si accorge di averlo, questo dono. E quindi rimanere in Ges\u00f9 perch\u00e9 viviamo della sua vita: <strong>il modo che abbiamo di portare frutto non \u00e8 l&#8217;efficienza ma \u00e8 invece la docilit\u00e0<\/strong>. Per\u00f2 in questa docilit\u00e0 emergono i doni che ciascuno di noi ha, anche quelli che non credi di avere\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nE infine il tema della <strong>vocazione<\/strong>, chiarito con parole semplici e liberanti: <em>\u00abLa vocazione non \u00e8 una predestinazione. <strong>\u00c8 una risposta<\/strong>. Dio non vuole prima di tutto che tu faccia qualcosa: chi dimora in Ges\u00f9 come il tralcio della vite, decide la sua vita non sforzandosi di capire cosa vuole Dio da me, perch\u00e9 questo te lo posso dire gi\u00e0 io cosa vuole Dio da te\u2026 Dio vuole che tu sia felice perch\u00e9 partecipi la sua vita divina e questo \u00e8 quel che vuole Dio\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa conclusione, segnata dal silenzio, dalla preghiera e dalla benedizione del Vicario di Zona <strong>don Luca Raimondi<\/strong>, ha allargato lo sguardo con un pensiero alla strage di Crans-Montana e alle vittime del rogo, al dolore del mondo e alla speranza cristiana: <em>\u00abIl vero tab\u00f9 di oggi \u00e8 la morte. Ma noi abbiamo qualcosa da dire: dopo la morte non c\u2019\u00e8 qualcosa, c\u2019\u00e8 Qualcuno e <strong>l&#8217;antidoto alla paura \u00e8 la nostra fede<\/strong>\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa serata ha mostrato che il dialogo tra Chiesa e giovani \u00e8 possibile quando si parte dalla vita e si torna al Vangelo. Per scoprire che, anche nelle fatiche, seguire Ges\u00f9 rende la vita promettente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La serata di dialogo vissuta ieri, gioved\u00ec 8 gennaio, all\u2019Oratorio del Sacro Cuore di Nerviano con l\u2019Arcivescovo Mario Delpini e i giovani del Decanato Villoresi ha avuto il passo delle cose vere: nessuna risposta prefabbricata, nessuna lezione dall\u2019alto, ma domande nate dalla vita e un ascolto profondo della Parola di Dio come luogo in cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":753812,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"categories":[339],"tags":[345,1072,737,407,5402,5039,6759,154,4368,5038,3273,1276,6725,2276,4691,403],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/753821"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/users\/69"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=753821"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/753821\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":753829,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/753821\/revisions\/753829"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/media\/753812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=753821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=753821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=753821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}