{"id":74238,"date":"2021-11-18T09:48:18","date_gmt":"2021-11-18T08:48:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=74238"},"modified":"2022-03-29T17:57:23","modified_gmt":"2022-03-29T15:57:23","slug":"le-parole-chiave-del-dialogo-tra-giovani-e-vescovi-del-6-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/le-parole-chiave-del-dialogo-tra-giovani-e-vescovi-del-6-novembre-74238.html","title":{"rendered":"Le parole chiave del dialogo tra &#8220;Giovani e Vescovi&#8221; del 6 novembre"},"content":{"rendered":"<p>Sono forti le risonanze del 6 novembre: custodiamo l\u2019immagine bella, inedita, simbolo di una profonda espressione di comunione, dei Vescovi delle diocesi lombarde in ascolto e confronto con il gruppo rappresentativo di giovani, nel Duomo di Milano.<br \/>\nDisponibili entrambi, \u201cGiovani e Vescovi\u201d, a lasciarsi interrogare, per capire insieme, in un essenziale esercizio di sinodalit\u00e0, le domande, le attese, le inquietudini e le speranze, e affrontare le sfide che il nostro tempo ci presenta.<br \/>\nIl giorno stesso, nel pomeriggio, nel Salone Pio XII di via Sant\u2019Antonio 5, grazie ad alcuni facilitatori, abbiamo gi\u00e0 avuto modo di trarne una prima sintesi (ne avremo poi una restituzione pi\u00f9 approfondita) attraverso alcune <strong>parole chiave<\/strong>, che non vogliamo perdere, riferite ai \u201csentieri\u201d tematici: sono questioni decisive che ci riguardano tutti da vicino. Possiamo scoprirle insieme: consapevoli che l\u2019incontro del 6 novembre, nato dalla scelta condivisa da tutti i Vescovi lombardi di un dialogo con i giovani, \u00e8 solo l\u2019inizio di un cammino insieme.<\/p>\n<p><strong>Vocazione e Lavoro <\/strong><br \/>\n<strong>Perch\u00e8 \u2013 Fragilit\u00e0 \u2013 Fermarsi<\/strong><br \/>\n\u00c8 un tema ampio, che si focalizza attorno alla questione della \u201cscelta\u201d. Il <strong>Perch\u00e8<\/strong> rischia di accompagnarsi allo smarrimento: \u201cnon abbiamo in questo momento le capacit\u00e0, le forze e il tempo per capire qual \u00e8 la strada giusta da percorrere\u201d. Percepita, a volte, anche una mancanza di senso: poche le occasioni per esprimere le proprie domande, capirle, e confrontarsi in un dialogo ampio, anche con chi non frequenta i nostri ambienti di Chiesa o non condivide un percorso di fede.<br \/>\n\u201cCi siamo chiesti perch\u00e9 dobbiamo scegliere fra i nostri sogni e la realt\u00e0\u201d. Viviamo in una societ\u00e0 che al primo posto mette l\u2019obiettivo del posto fisso e al tempo stesso dilaga la paura del rimanere sempre precari. Non \u00e8 giusto che si debba scegliere tra il realizzarsi nel lavoro o il realizzarsi nella vita, senza un reale supporto per chi desidera creare una famiglia. <br \/>\nIn un mondo instabile, che ai giovani ripete \u201cdevi fare quel lavoro, devi fare quell\u2019universit\u00e0 ecc.\u201d\u2026 \u201cchi \u00e8 che ascolta noi?\u201d, si chiedono. Alla precariet\u00e0 si collega la parola <strong>Fragilit\u00e0<\/strong>: se ci fossero delle persone ad accompagnare a vivere le scelte della vita, si potrebbero vivere pi\u00f9 serenamente.<br \/>\nI giovani percepiscono la frattura tra i ritmi della societ\u00e0, che corre veloce e in cui si deve rimanere sempre connessi, con i tempi per vivere emozioni e relazioni vere. <strong>Fermarsi<\/strong> diventa occasione per confrontarsi e anche per il discernimento, grazie a persone che guidino a conoscersi e ad essere parte attiva e significativa di questo mondo, e imparare ad aiutarsi a vicenda.<\/p>\n<p><strong>Intercultura<\/strong><br \/>\n<strong>Allenarsi \u2013 Fare casa \u2013 Sentirsi stranieri<\/strong><br \/>\nLa nostra societ\u00e0, lo constatiamo come un dato di fatto, \u00e8 multiculturale: occorre <strong>Allenarsi<\/strong> all\u2019incontro con una nuova predisposizione nei confronti dell\u2019altro. Contro la tentazione dell\u2019indifferenza conta l\u2019atteggiamento e il gesto del singolo, nella quotidianit\u00e0. <br \/>\nDa una persona straniera raccogliamo un\u2019esigenza, il desiderio di sentirsi a casa: abbiamo una responsabilit\u00e0 nei suoi confronti. \u201cPensare all\u2019incontro come al costruire una casa, <strong>Fare casa<\/strong> insieme, ci porta al passaggio da multiculturale a interculturale\u201d. <br \/>\nSpesso pensiamo che soltanto l\u2019altro sia straniero e diverso, dimenticandoci che anche noi siamo stranieri ai loro occhi e diversi. <strong>Sentirsi stranieri<\/strong> ribalta la prospettiva: \u00e8 importante sapersi mettere nei panni dell\u2019altro e proporre occasioni per incontrarsi e renderci pi\u00f9 consapevoli della nostra identit\u00e0 e conoscere allo stesso tempo quella dell\u2019altro, per arricchirci vicendevolmente.<\/p>\n<p><strong>Affetti, vita e dono di s\u00e9<\/strong><br \/>\n<strong>Linguaggio \u2013 Infinito \u2013 Vocazione<\/strong><br \/>\nCosa si intende per \u201caffetto\u201d? Il termine stesso viene inteso in maniera diversa, a seconda dell\u2019et\u00e0 e della propria esperienza di vita: affetto per un adolescente \u00e8 il rapporto con i genitori, con i familiari stretti, con gli amici; affetto per un giovane fidanzato che decide di sposarsi \u00e8 l&#8217;amore che lo lega al futuro coniuge. Sintonizzarsi sul <strong>Linguaggio<\/strong>, nei suoi diversi significati, ristrutturarlo, a partire da dialoghi formativi su parole che ancora oggi sono tab\u00f9, \u00e8 un primo passo per parlare un linguaggio che non sia ambiguo o superficiale. Allo stesso tempo \u00e8 importante una rieducazione al linguaggio dell\u2019amore, inteso come linguaggio delle emozioni, delle relazioni, degli affetti. <br \/>\nNe \u00e8 nata una domanda: come posso saziare la mia sete di <strong>Infinito<\/strong>? Dove posso attingere ci\u00f2 che \u00e8 indispensabile per saziare la mia sete? L&#8217;infinito crea paura ma affascina. \u201cA seconda delle fasce d&#8217;et\u00e0 e dei cammini di ciascuno, ad alcuni affascina la possibilit\u00e0 di condividere nell&#8217;infinito l&#8217;amore con un coniuge, cio\u00e8 di mettere in gioco la propria vita con qualcuno, di crescere con lui\/lei tutta la vita. Per altri questo fa paura o terrore\u201d. <br \/>\nMolto spesso confondiamo progettualit\u00e0 con vocazione. La progettualit\u00e0 \u00e8 riferita a \u201ccosa ho intenzione di fare\u201d, con vocazione si intende il permeare i progetti, viverli appieno, secondo il disegno del Signore. Siamo chiamati a riscoprire la <strong>Vocazione<\/strong> come possibilit\u00e0 di un accompagnamento che sia costituito da volti, incontri, e carismi diversi, per vivere pienamente, con la propria vocazione, la propria vita, diventando a propria volta generatore di nuove vocazioni.<\/p>\n<p><strong>Ecologia<\/strong><br \/>\n<strong>Educazione \u2013 Cammino comune \u2013 Supporto<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019ecologia, una tematica sempre pi\u00f9 sentita come urgente dai giovani di oggi, l\u2019aspetto pi\u00f9 importante per salvaguardare il futuro del pianeta, la nostra casa comune, \u00e8 l\u2019<strong>Educazione<\/strong>. Non pu\u00f2 limitarsi solo alle manifestazioni sul tema ecologico, ma deve comportare un cambio di mentalit\u00e0, una conversione. \u201cL&#8217;educazione deve andare a intercettare la cultura delle persone, perch\u00e9 possano verificarsi dei cambiamenti veramente efficaci\u201d. Anche tramite il Vangelo e alcuni affondi ambientali possiamo sensibilizzare i pi\u00f9 giovani. <br \/>\nLa percezione dei giovani \u00e8 che il mondo adulto faccia ricadere su di loro lo sforzo di dover cambiare le abitudini consumistiche, ma occorre intervenire su tutte le generazioni. Lo sforzo a stili di vita pi\u00f9 consapevoli deve presupporre un <strong>Cammino comune<\/strong>, per un\u2019ecologia \u201cintegrale\u201d, a partire dalla persona. <br \/>\nI giovani chiedono alla Chiesa un <strong>Supporto<\/strong>, per dar voce a queste tematiche e coerenza negli esempi concreti, operativi, per interiorizzare nuove abitudini.<\/p>\n<p><strong>Riti<\/strong><br \/>\n<strong>Comunit\u00e0 \u2013 Gesti \u2013 Testimonianza<\/strong> <br \/>\nDalla difficolt\u00e0 di definire che cos\u2019\u00e8 un rito, anche se sono pi\u00f9 diffusi di quanto si immagina, tanto da essere, alcuni, anche quotidiani, vissuti nelle proprie giornate, fino ai riti che sono tempi, modalit\u00e0 e spazi \u201caltri\u201d, che cercano di andare oltre e in cui ogni elemento diventa un messaggio. <br \/>\nSi rischia, a volte, di partecipare ai riti come spettatori e non come protagonisti: occorre trovare una corresponsabilit\u00e0, all\u2019interno della <strong>Comunit\u00e0<\/strong>, con i laici, per approfondire questa attenzione. <br \/>\n\u201cLa difficolt\u00e0 ad entrare nei riti in senso pieno \u00e8 legata al linguaggio: una delle provocazioni riguarda le liturgie, molto curate ma a volte di difficile comprensione\u201d. Il gesto, che \u00e8 qualcosa di concreto, semplice, ha all\u2019interno un significato dirompente: abbiamo la necessit\u00e0 di tornare all\u2019essenziale, e la comunit\u00e0, attraverso i <strong>Gesti<\/strong>, pu\u00f2 accompagnare in questo processo. <br \/>\nLa parola <strong>Testimonianza<\/strong> \u00e8 una delle proposte concrete, oltre alla spiegazione dei gesti che compiamo all\u2019interno dei riti: solo attraverso la testimonianza di persone credibili, vere, possono i giovani essere attratti per entrare nella specificit\u00e0 e nell\u2019incontro, caratteristica del rito cos\u00ec come \u00e8 stato propriamente inteso.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9Nbjk7CzXt4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guarda il video sui 5 \u201csentieri\u201d di confronto<\/a>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono forti le risonanze del 6 novembre: custodiamo l\u2019immagine bella, inedita, simbolo di una profonda espressione di comunione, dei Vescovi delle diocesi lombarde in ascolto e confronto con il gruppo rappresentativo di giovani, nel Duomo di Milano. 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