{"id":741243,"date":"2025-10-03T16:31:15","date_gmt":"2025-11-26T10:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=741243"},"modified":"2025-11-26T11:17:13","modified_gmt":"2025-11-26T10:17:13","slug":"larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-di-cologno-monzese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/giovani\/larcivescovo-ai-giovani-del-decanato-di-cologno-monzese-741243.html","title":{"rendered":"L&#8217;Arcivescovo ai giovani del Decanato di Cologno Monzese: \u201cSiate felici realizzando la vostra vocazione\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quali sono oggi le sfide che pi\u00f9 interrogano i giovani?<\/strong> Come vivere la fede nella complessit\u00e0 della quotidianit\u00e0, tra studio, lavoro, relazioni, dubbi e desideri di futuro? Attorno a queste domande si \u00e8 sviluppata la cena che venerd\u00ec sera, 21 novembre, ha riunito i giovani del decanato di Cologno Monzese, in occasione della visita pastorale dell\u2019Arcivescovo Mario Delpini.<\/p>\n<p>Un <strong>dialogo<\/strong> schietto, vivace, profondo, tutt\u2019altro che scontato, al quale ha preso parte anche l\u2019Arcivescovo, nella semplicit\u00e0 della cena insieme: i giovani hanno condiviso ci\u00f2 che li appassiona e ci\u00f2 che pesa, ci\u00f2 che li motiva e ci\u00f2 che li disorienta. Si \u00e8 parlato di social e relazioni autentiche, di universit\u00e0 e mondo del lavoro, di fede e impegno sociale, di ambiente e responsabilit\u00e0. Domande nate dall\u2019esperienza concreta di chi cerca un senso vero dentro la complessit\u00e0 del presente.<\/p>\n<p>A introdurre la serata \u00e8 stato <strong>don Fabio Molon<\/strong>, responsabile della Pastorale giovanile della citt\u00e0 di Cologno Monzese: <em>\u00abFacciamo le domande al Vescovo &#8211; ha detto &#8211; non perch\u00e9 pensiamo che abbia la risposta a tutto, ma perch\u00e9 il suo compito \u00e8 confermarci nella fede. Per questo ci mettiamo in ascolto: sappiamo che la fede pu\u00f2 essere sostenuta e guidata dalla sua parola\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nLe domande, raccolte nelle settimane precedenti dai vari gruppi giovanili, sono diventate la trama di un incontro a pi\u00f9 voci, dove l\u2019Arcivescovo ha offerto criteri, sentieri, orientamenti.<br \/>\nUna delle prime questioni ha toccato il senso di appartenenza alla Chiesa diocesana e universale, percepita talvolta come distante.<br \/>\nL\u2019Arcivescovo \u00e8 stato chiaro: <em>\u00abNessuna parrocchia vive per se stessa. Esiste perch\u00e9 \u00e8 collegata alle altre. <strong>La Chiesa \u00e8 un popolo che cammina insieme su tutta la terra.<\/strong> Se un gruppo si chiude, dimentica che non \u00e8 \u201ctutto\u201d: i cristiani pregano, stanno insieme e si vogliono bene per rendersi sempre pi\u00f9 conto che dobbiamo pensare agli altri, pregare per gli altri, non perch\u00e9 ci piacerebbe avere un gruppo che \u00e8 fatto, invece di 50 persone, di miliardi di persone, ma perch\u00e9 noi siamo in debito verso gli altri. Noi dobbiamo dire che c\u2019\u00e8 una speranza e abbiamo incontrato il Signore perci\u00f2 dobbiamo allargare gli orizzonti\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nTra le domande pi\u00f9 sentite, quella <strong>sull\u2019obbligatoriet\u00e0 della Messa domenicale<\/strong>: <em>\u00abNon ha pi\u00f9 senso andare quando me la sento, quando ci riesco senza troppi sensi di colpa, quando c\u2019\u00e8 il prete che predica bene?\u00bb<\/em>. L\u2019Arcivescovo ha risposto con franchezza: <em>\u00abSono impensierito quando sento dire: \u201cnon ho voglia, quindi non vado\u201d. Il Signore non ci obbliga, ma senza Ges\u00f9 &#8211; come il tralcio staccato dalla vite &#8211; non possiamo vivere. Vorrei evitare che la Messa sia considerata un obbligo e <strong>mi piacerebbe che l\u2019incontro con Ges\u00f9 fosse considerato un nutrirsi, un dissetarsi, un trovare fondamento alla speranza, al perdono&#8230;<\/strong> Ges\u00f9 dice \u201cio sono il pane, la sorgente dell\u2019acqua viva\u201d. Andare a Messa \u00e8 incontrare Ges\u00f9, Ges\u00f9 \u00e8 quello di cui abbiamo bisogno per vivere una speranza, il desiderio di comunione che ci raduna tutti. Se uno dice: non me la sento perci\u00f2 non vado, forse vuol dire che c\u2019\u00e8 una visione di Ges\u00f9 come di una specie di affetto, amicizia marginale, di cui posso fare a meno\u2026 Andare a Messa non \u00e8 un adempimento imposto per una qualche misteriosa ragione, ma \u00e8 la proposta di una comunione che rende possibile vivere da cristiani\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nAlla domanda <strong>sui pregi e difetti della Chiesa<\/strong>, ha preferito parlare dei cristiani che conosce:<br \/>\n<em>\u00abSono generosi, fanno un bene immenso: oratori, Caritas, doposcuola, volontariato\u2026 questo \u00e8 riconosciuto da tutti. Ma spesso non sono contenti di essere cristiani. Vivono la fede come un insieme di doveri, invece del dono della gioia che gli suscita. Se la vita cristiana \u00e8 presentata solo come un dovere nessuno la desiderer\u00e0. Queste due cose proporrei alla vostra riflessione: i cristiani sono bravissimi, fanno cose meravigliose e non sempre sono contenti di essere cristiani. Essere cristiani \u00e8 credere in Ges\u00f9, e fare tutto perch\u00e9 guidati da lui\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nChe cosa si aspetta la Chiesa dai giovani? Su questo punto l\u2019Arcivescovo \u00e8 stato diretto:<br \/>\n<em>\u00ab<strong>Voi siete la Chiesa<\/strong>, non c\u2019\u00e8 una separazione. Se devo dire cosa si aspetta la Chiesa da voi\u2026 posso dire cosa il Vescovo si aspetta da voi. Io mi aspetto una cosa sola in sostanza: <strong>che voi siate felici, realizzando la vostra vocazione.<\/strong> Non intendo la vocazione come un progetto che Dio avrebbe gi\u00e0 scritto, e deciso, ma una vita da vivere in dialogo con Lui. L\u2019unica vocazione \u00e8 diventare figli di Dio e vivere in comunione con Lui. Le scelte concrete vengono dopo, a poco a poco, in un dialogo, comprendendo cosa piace, i propri talenti, ci\u00f2 per cui non si \u00e8 fatti. Perci\u00f2: <strong>siate felici!<\/strong>\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa serata si \u00e8 conclusa nella cappellina dell\u2019oratorio con una veglia di preghiera. Alla luce tenue, l\u2019Arcivescovo ha meditato sulla parola biblica che attraversa tutta la storia della salvezza: <strong>Non temere.<\/strong><br \/>\n<em>\u00abQuando nella Bibbia l\u2019uomo incontra Dio &#8211; ha ricordato &#8211; prova timore. Ma l\u2019angelo dice: non temere. Dio non viene per far paura, ma per rivelare una promessa: vuole la tua felicit\u00e0, il tuo compimento. Nei momenti di confusione, quando siamo tentati di tirarci indietro, arriva l\u2019angelo e dice: non temere, Dio \u00e8 con te\u00bb.<\/em><br \/>\nAlcuni giovani hanno condiviso brevi testimonianze: dall\u2019esperienza del Gruppo Samuele a Shekinah, dal servizio educativo alla scelta missionaria con il Pime. Storie semplici e luminose, segni di una fede che continua a crescere, anche nelle fatiche di oggi.<\/p>\n<p>La voce di tutti i giovani si \u00e8 unita infine in una preghiera che ha raccolto il senso pi\u00f9 profondo della serata, di cui riportiamo alcune parole: <em>\u00abSignore Ges\u00f9, in mezzo ai messaggi del mondo che ci attirano e ci confondono, <strong>tu ci dici: non temere.<\/strong> Fa\u2019 che la tua voce diventi luce nelle nostre scelte quotidiane. Rendici testimoni credibili: capaci di rispondere al rumore del mondo con gesti semplici, parole buone, vite che parlano di te senza paura\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono oggi le sfide che pi\u00f9 interrogano i giovani? Come vivere la fede nella complessit\u00e0 della quotidianit\u00e0, tra studio, lavoro, relazioni, dubbi e desideri di futuro? 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