{"id":701612,"date":"2025-09-04T07:20:20","date_gmt":"2025-09-04T05:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/?p=701612"},"modified":"2025-11-10T20:22:27","modified_gmt":"2025-11-10T19:22:27","slug":"eoratorio-chinatown-intercultura-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/oratorio-e-ragazzi\/eoratorio-chinatown-intercultura-accoglienza-701612.html","title":{"rendered":"\u00c8oratorio: l\u2019accoglienza cresce nel cuore della Chinatown milanese"},"content":{"rendered":"<p>Nel <strong>viaggio tra le esperienze di <em>\u00c8oratorio<\/em><\/strong> sono protagonisti questa volta i ragazzi della parrocchia Santissima Trinit\u00e0 di via Giusti, nel cuore della \u201cChinatown\u201d di Milano. Che ha una particolarit\u00e0 rispetto agli altri quartieri: <strong>la comunit\u00e0 cinese \u00e8 da sempre di casa qui<\/strong>, tra via Canonica e via Paolo Sarpi, fin dai primi arrivi negli anni &#8217;30, proseguiti poi nel dopoguerra e ancora in questi anni. Questo \u00e8 dunque il quartiere di riferimento anche per i cinesi di fede cattolica: la cappellania cinese e la parrocchia non sono proprio la stessa cosa, ma sono di certo strettamente intrecciate. Una presenza radicata, dunque, quella dei cittadini del Dragone. Ma, a differenza di altri gruppi etnici, la comunit\u00e0 cinese tende in genere ad essere autonoma, e, quindi, non sente immediatamente l\u2019esigenza dell\u2019integrazione nel tessuto locale. <\/p>\n<p>In questo contesto, dunque, risalta ancora di pi\u00f9 <strong>il cammino di accoglienza che si vive in oratorio, e la graduale scoperta dell\u2019ambiente oratoriano da parte delle famiglie cinesi<\/strong>. Che, in molti casi si avvicinano non tanto per trovare uno spazio di relazione per i propri figli, quanto piuttosto per l\u2019esigenza pratica dell\u2019aiuto nei compiti. Oppure per la scuola di lingua e cultura cinese, che il cappellano <strong>don Francesco Zhao<\/strong> ha voluto aprire qui nel 2019.<\/p>\n<p>Intendiamoci: per molti aspetti non stiamo raccontando qualcosa che non avvenga anche negli altri oratori. Dove i ragazzi spesso arrivano per il doposcuola, e poi si fermano anche a giocare. Come detto, per\u00f2, proprio la particolare compattezza della comunit\u00e0 cinese mette in evidenza il percorso di conoscenza reciproca e di amicizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Studiare in oratorio la lingua del Dragone<\/strong><\/h3>\n<p>Scopriamo, appunto, che <strong>in oratorio non si entra solo per giocare<\/strong>. Anzi. Anche nel tempo libero i genitori guardano al fatto che i figli imparino qualcosa, spiega Francesca, religiosa di origine cinese dell\u2019<em>Ordo virginum<\/em>, in parrocchia ormai da diversi anni. Un orientamento che va assecondato, sottolinea Francesca, facendo scoprire, via via, che <strong>in oratorio anche il gioco si vive con un senso educativo<\/strong>.<\/p>\n<p>Partiamo per\u00f2 dalla scuola di cinese, frequentata da quei ragazzi che, nati in Italia, non conoscono la lingua dei propri genitori. A Milano ci sono certamente tante altre scuole simili, spiega la responsabile Giovanna, anche lei cinese. Ma questa, sottolinea, \u00e8 una scuola cattolica. Dove la giornata inizia con il <em>Padre nostro<\/em> e dove, oltre che alla didattica, <strong>c\u2019\u00e8 l\u2019attenzione e la cura per ogni singolo ragazzo<\/strong>, come Giovanna ha spiegato a Emilia Cede\u00f1o (mediatrice culturale per la Pastorale Migranti con il progetto \u201cCamminando\u201d) e ad Arianna De Carli (referente per l&#8217;Area Interculturale della FOM), che <strong>hanno incontrato, studiato e approfondito e questa realt\u00e0 per la fase immersiva del progetto <em>\u00c8oratorio<\/em><\/strong>. <br \/>\nUna scuola che i ragazzi, circa 25 quest\u2019anno, dai dieci anni in su, hanno frequentato anche in estate, dopo la fine dell\u2019anno scolastico. Giovanna ribadisce che per i genitori \u00e8 estremamente importante che i loro figli sfruttino anche il periodo estivo: \u00ababbiamo fatto sette settimane, per un totale di 35 lezioni: riusciamo quindi a completare un libro. Durante l\u2019anno i ragazzi frequentano il corso al sabato (dunque nel giorno in cui sono liberi dalla scuola), per altre 35 lezioni. In un anno, quindi, facciamo due libri. E poich\u00e9 il corso \u00e8 composto di 12 libri, i ragazzi lo completano in sei anni\u00bb. <br \/>\nSembrano quindi esserci pochi margini per prendersi del tempo libero, e non si pu\u00f2 che provare <strong>ammirazione per i ragazzini che studiano dalle 9 alle 16, mentre in cortile gli altri vivono la giornata dell\u2019oratorio estivo<\/strong>. Anche loro, comunque, scalpitano per andare a giocare. Come rivela Francesca, riportando quanto un giorno le ha confidato uno dei piccoli studenti: \u00ab\u00e8 una sofferenza vedere gi\u00f9 gli altri che giocano, mentre noi siamo qui a studiare!\u00bb.<\/p>\n<p>Ma <strong>proprio la condivisione degli stessi spazi<\/strong> e l\u2019esperienza di questi anni <strong>ha fatto s\u00ec che, soprattutto quest\u2019anno, i momenti passati insieme fossero sempre di pi\u00f9. <br \/>\nLa parola chiave \u00e8 gradualit\u00e0<\/strong>, osserva Emilia Cede\u00f1o, o \u00abbilanciamento\u00bb, come spiega Giovanna. Che quest\u2019anno, d\u2019accordo coi genitori, ha portato i suoi alunni a tutte e quattro le gite dell\u2019Oratorio estivo, mentre l\u2019anno scorso avevano partecipato solo a due: \u00abho pensato che, in concreto, \u00e8 importante non tanto che completino il libro ma che alla fine abbiano imparato la lingua\u00bb, spiega cos\u00ec la scelta. C\u2019\u00e8 poi, ogni giorno, il pranzo insieme a tutti gli altri. E, verso la fine della lezione, uno dei ragazzi pi\u00f9 grandi si stacca dalla classe per fare, anche solo nel pomeriggio, l\u2019animatore.<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec, piano piano, anche per i ragazzi le cose cambiano: negli ultimi giorni dell\u2019oratorio, quando faceva veramente caldo e hanno fatto i giochi con l\u2019acqua, i ragazzi erano veramente uniti, tutti hanno giocato insieme: \u00e8 stato un grande risultato\u00bb, commenta soddisfatta Giovanna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Buone pratiche di ospitalit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>Naturalmente la diversit\u00e0 linguistica pu\u00f2 essere un ostacolo quando c\u2019\u00e8 da giocare insieme. Cos\u00ec in oratorio \u00e8 per lo pi\u00f9 Francesca che fa da interprete. Ma anche <strong>i bambini che conoscono sia il cinese che l\u2019Italiano sono sempre disponibili a tradurre ai loro coetanei, assicura don Attilio Anzivino<\/strong>, che \u00e8 parroco qui da due anni. <strong>A favorire l\u2019accoglienza c\u2019\u00e8 poi uno stile di ospitalit\u00e0<\/strong> (che naturalmente non vale solo qui). <br \/>\n\u00abNon bisogna pensare che un altro non capisca solo perch\u00e9 non conosce la lingua; e a volte <strong>per far sentire accolto un bambino basta anche solo un bel \u201cciao!\u201d\u00bb, ricorda Francesca<\/strong>. <br \/>\nI bambini cinesi peraltro \u00absalutano sempre, a differenza di quanto avviene con gli italiani\u00bb, chiosa don Attilio. E, sollecita sempre Francesca, \u00abbisogna interessarsi alla cultura dell\u2019altro, perch\u00e9 ciascuno ha la sua ricchezza\u00bb. Ora, ad esempio, tutti giocano a \u201cGo\u201d, il nome con cui in Italia conosciamo il \u201cwuziqi\u201d, il gioco cinese con le pedine bianche e nere, dopo che Amelia, l\u2019educatrice responsabile dei ragazzi, ha avuto l\u2019idea di portarlo in oratorio.<\/p>\n<p>Queste settimane estive hanno mostrato dunque che <strong>si possono fare esperienze insieme, si pu\u00f2 diventare amici anche se, per alcuni, la giornata \u00e8 scandita in modo differente<\/strong>. Mentre, allo stesso tempo, <strong>le famiglie cinesi iniziano via via a comprendere il valore di ci\u00f2 che si fa in oratorio.<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\nAlle spalle, naturalmente, c\u2019\u00e8 una consuetudine e un\u2019apertura reciproca che si vive durante tutto l\u2019anno<\/strong>. Giovanna spiega ad esempio che in inverno la scuola di cinese sempre nei locali dell\u2019oratorio, dove il sabato mattina non c\u2019\u00e8 nessuno: ma poter usare il bar \u00e8 molto utile, perch\u00e9 cos\u00ec i bambini, con le caramelle, possono imparare a gestire la paghetta. <br \/>\nTutta la comunit\u00e0 festeggia poi il Capodanno cinese: l\u2019anno scorso, ricorda sempre Giovanna, abbiamo fatto anche il drago gigante. Da alcuni anni, poi, <strong>ogni 24 maggio, in cui si celebra la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, i ragazzi vivono un giorno di gita-pellegrinaggio<\/strong>, sempre accompagnati da Giovanna. Una volta a Napoli, mentre quest\u2019anno a Bergamo, con tanto di sacco a pelo, insieme anche a don Alberto Vitali, il responsabile diocesano della Pastorale dei Migranti. \u00ab<strong>Solo la met\u00e0 dei ragazzi, o forse meno, sono di famiglia cattolica<\/strong>\u00bb, precisa Giovanna. \u00ab<strong>Ma \u2013 sottolinea<\/strong> \u2013 io presento le cose con cautela, e loro <strong>vengono perch\u00e9 si fidano<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Volontari fondamentali per fare intercultura<\/strong><\/h3>\n<p>Francesca rimarca come sia importante la presenza di chi, conoscendo la lingua e la cultura cinese, pu\u00f2 svolgere una funzione di mediazione con le famiglie, come lei stessa fa spesso offrendosi per accompagnare i genitori nei colloqui coi professori. E, richiamando il passo del Vangelo sulla scaltrezza dei \u00abfigli di questo mondo\u00bb, provoca la comunit\u00e0 lanciando <strong>l\u2019invito a coinvolgere i tanti universitari cinesi presenti che studiano in citt\u00e0<\/strong>, e che ora guadagnano qualcosa insegnando la lingua o la calligrafia cinese nelle varie scuole private. <strong>Don Attilio in effetti constata che pi\u00f9 di un adolescente<\/strong>, sia italiani che cinesi, <strong>si propone come animatore<\/strong>. \u00abCerto, se avessimo anche altre figure fisse come mediatori culturali, oltre ad Arianna e Francesca, saremmo ancora pi\u00f9 facilitati. <strong>Ma ai ragazzi<\/strong> \u2013 ribadisce \u2013 <strong>propongo comunque la logica del servizio<\/strong>.<\/p>\n<p>Non manca d\u2019altra parte, sia al doposcuola che in estate, un numeroso gruppo di volontari adulti che si prendono cura dei ragazzi. In qualche caso, spiega don Attilio, \u00abandiamo dalle stesse famiglie, magari nei loro negozi, per invitare i loro figli all\u2019oratorio\u00bb. E, in fondo, i bambini sono tutti uguali, chiosa Paolo, uno dei volontari del doposcuola che si \u00e8 guadagnato l\u2019appellativo di \u201cY\u00e9y\u00e9\u201d, \u201cnonno\u201d in cinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;oratorio \u00e8 spazio di prossimit\u00e0 interculturale<\/strong><\/h3>\n<p>\u00ab<strong>L\u2019aspetto dell\u2019apertura al prossimo che si vive in oratorio non \u00e8 comunque scontato<\/strong>\u00bb, sottolinea Arianna, mentre Emilia osserva che, <strong>pur nella distanza linguistica, proprio la cornice comune della fede rappresenta un punto d\u2019incontro<\/strong>. E se non sarebbe naturalmente possibile avere un mediatore culturale in ogni parrocchia, dall\u2019esperienza della \u201cChinatown milanese\u201d Arianna ed Emilia traggono per\u00f2 alcune indicazioni che possono essere utili anche in altre realt\u00e0: <strong>l\u2019oratorio, suggeriscono, \u00abpu\u00f2 essere per tutti uno spazio di prossimit\u00e0\u00bb: cos\u00ec \u00abun incontro coi genitori di origine non italiana potrebbe essere utile per facilitare una prima conoscenza. E, allo stesso tempo \u2013 sollecitano \u2013 i volontari dei doposcuola potrebbero fare qualche passo in pi\u00f9 approfondendo la cultura di provenienza dei ragazzi<\/strong>. Questo non porter\u00e0 magari ad avere competenze specifiche, ma \u00e8 gi\u00e0 un primo passo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Chinatown e Oratorio: un incontro di culture. \u00c8oratorio incontra l&#039;oratorio SS. Trinit\u00e0 di Milano\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yx9fpWGmGX0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Che cos&#8217;\u00e8 <\/strong><em><strong>\u00c8oratorio?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/h3>\n<p><em><strong>\u00c8oratorio<\/strong><\/em> <strong>\u00e8 il progetto che la FOM sta realizzando per ripensare l&#8217;oratorio in relazione alle nuove sfide educative<\/strong>,\u00a0affinch\u00e9 l&#8217;oratorio possa rispondere ancora meglio alle esigenze e ai bisogni delle nuove generazioni, continuando a offrire la prospettiva della fede e gli strumenti necessari per crescere in modo integrale, con proposte di prossimit\u00e0 e ospitalit\u00e0 che siano al passo con la vita dei ragazzi e delle ragazze.<\/p>\n<p><em>\u00c8oratorio <\/em>\u00e8 un percorso lungo che durer\u00e0 almeno fino al 2027, con l&#8217;<strong>obiettivo di &#8220;consegnare&#8221; progettualit\u00e0 e opportunit\u00e0 nuove per l&#8217;oratorio<\/strong>. Prenderanno forma grazie a una sperimentazione &#8220;sul campo&#8221; che avr\u00e0 un fondamento solido e un riscontro scientifico, attraverso lo studio delle scienze umane e della teologia pastorale.<\/p>\n<p>Il progetto <em>\u00c8oratorio <\/em>ha mosso i suoi primi passi gi\u00e0 nel corso del 2024, per strutturarsi e darsi una metodologia fondata e affidabile che permetter\u00e0 di continuare la progettazione per altri tre anni di lavoro, con un investimento di persone e risorse che intercettano diversi mondi ecclesiali e servizi diocesani.\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>Intercultura, orientamento, aggregazione, spiritualit\u00e0<\/strong> sono solo alcuni degli &#8220;orizzonti&#8221; con i quali si confronter\u00e0 il progetto <em>\u00c8oratorio, <\/em>per <strong>riaffermare l&#8217;identit\u00e0, la funzione e l&#8217;efficacia educativa dell&#8217;oratorio<\/strong> in questo tempo di cambiamenti in atto, nel quale \u00e8 la vita dei ragazzi e delle ragazze, di preadolescenti e adolescenti, a cambiare sempre pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/files\/2025\/08\/Il-Gazzettino-della-FOM-speciale-Eoratorio.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il Gazzettino della FOM &#8211; numero speciale dedicato a <em>\u00c8oratorio<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/files\/2024\/11\/E\u0300oratorio-introduzione-progetto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Linee progettuali, finalit\u00e0, composizione (pdf)<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\n<a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/files\/2024\/11\/Eoratorio-slogan-e-logo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>\u00c8oratorio, significato, slogan e logo (pdf)<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/pgfom\/files\/2024\/11\/Eoratorio-power-point-di-presentazione.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Slide di presentazione (pdf)<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zpapKt8IEa0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Video di presentazione (Youtube)<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Progetto \u00c8oratorio - la voce di alcuni protagonisti\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zpapKt8IEa0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/senza-categoria\/eoratorio-parrocchie-e-tanti-partners-insieme-per-i-ragazzi-2820453.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Leggi l&#8217;articolo sulla presentazione del progetto (Chiesadimilano.it)<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Playlist ufficiale del progetto <em>\u00c8oratorio<\/em><br \/>\nVideo degli interventi all&#8217;Incontro di presentazione del 12 novembre 2024<\/p>\n<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PLWVHs941jmKgHT3zXrYwVclh4-Otl_uj5&amp;si=QK1S_fqp9OK1yWUc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vai alla playlist<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Il progetto <strong>\u00c8oratorio<\/strong> non \u00e8 &#8220;solo un&#8217;idea&#8221;, ma una vera e propria sfida per ripensare gli oratori come luoghi centrali di educazione e incontro nella societ\u00e0 di oggi. Il 12 novembre scorso abbiamo organizzato un incontro a Milano con i principali protagonisti del progetto: i membri del Tavolo tecnico di progetto con operatori della FOM e altri provenienti da diversi soggetti ecclesiali e i membri del Comitato scientifico di ricerca che coinvolge l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica, l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano e l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca, il Seminario di Milano e l&#8217;Istituto Superiore di Scienze Religiose.<\/p>\n<p>Sono intervenuti don Giuseppe Como, Presidente della FOM e Vicario episcopale per la celebrazione e l&#8217;educazione della fede, don Stefano Guidi, direttore della FOM, don Claudio Burgio, che collabora con il progetto, Antonino Romeo, referente dell&#8217;area progettazione della FOM. E poi Cristina Pasqualini e Giulia Schiavone, che hanno spiegato l&#8217;approccio interdisciplinare e le prime esperienze di ricerca sul campo, e suor Rosina Barbari, che ha offerto una riflessione profonda sul significato degli oratori come spazi vivi e in dialogo con il territorio.<\/p>\n<p>\n<a href=\"https:\/\/youtube.com\/playlist?list=PLWVHs941jmKgHT3zXrYwVclh4-Otl_uj5&amp;si=QK1S_fqp9OK1yWUc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vai alla playlist<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\n<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"\u00c8oratorio\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/videoseries?list=PLWVHs941jmKgHT3zXrYwVclh4-Otl_uj5\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel viaggio tra le esperienze di \u00c8oratorio sono protagonisti questa volta i ragazzi della parrocchia Santissima Trinit\u00e0 di via Giusti, nel cuore della \u201cChinatown\u201d di Milano. 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